Grazie a osservazioni nei raggi X e onde radio con i telescopi spaziali Chandra e XMM-Newton è stata scoperta una “eruzione” da record.

 

 

 

Gli astronomi l’hanno definita la più grande esplosione mai rilevata nel cosmo. È stata individuata nell’ammasso di Galassie dell’Ofiuco, un gruppo di migliaia di galassie, gas e materia oscura a 390 milioni di anni luce da noi e tenute unite dalla forza di gravità.

E’ stata scoperta grazie ai telescopi spaziali Chandra e XMM-Newton che osservano nei raggi X e ai telescopi terrestri che scrutano il cielo nelle onde radio.

Al centro di questo ammasso c’è una galassia che contiene un buco nero dalle dimensioni mostruose, milioni di volte più grande del Sole. Ed è proprio questo la sorgente dell’esplosione, che in realtà è una eruzione di materia espulsa da questo gigante cosmico.

Succede infatti che i buchi neri, oltre a fagocitare tutti gli oggetti – luce compresa – che stanno nei loro dintorni, poi sputano fuori parte di questi in getti di materia ad altissima velocità ed energia.

Questo meccanismo ha “scavato” una cavità nel gas che circonda il buco nero (larga cinque volte la nostra galassia) ed è stata rilevata dai telescopi. Gli elettroni della materia che precipita nel buco nero sono accelerati fino a quasi la velocità della luce e ciò produce onde radio anch’esse captate dai telescopi terrestri.

L’eruzione del buco nero è ora terminata perché l’esplosione ha spazzato via il gas che alimenta il buco nero, spegnando così i getti.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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