Ecco i temi discussi al World Economic Forum a Davos in Svizzera.

 

 

I cambiamenti climatici sono ormai sotto gli occhi di tutti. Non è più semplicemente un discorso da “signora mia, non ci sono più le mezze stagioni”, degno di un duetto tra Franca Valeri e Gino Bramieri in un qualche sabato sera televisivo italiano degli anni Sessanta. Possiamo constatarlo ogni giorno, ogni ora, ogni istante. La temperatura del pianeta sta salendo, gli inverni non sono più freddi e le estati sono quasi equatoriali. La siccità nel nostro Paese è in aumento e ciò comporta anche un’aria satura di polveri sottili.

La pianura padana ne è un esempio. Anche l’agricoltura soffre, quest’anno in particolare l’Italia, granaio d’Europa, segnerà una produzione al negativo. Nel frattempo, nonostante i summit politici per ridurre le emissioni, il governo statunitense ha riaperto le miniere di carbone per costruire centrali elettriche che contribuiranno a far salire il tasso di anidride carbonica. La Russia di Vladimir Putin si appresta ad approfittare dello scioglimento dei ghiacci polari per riaprire lucrose rotte marine chiuse sin da quando i vichinghi facevano crescere la vite in Groenlandia e attende di poter coltivare intensamente la tundra siberiana.

L’Australia è ormai lo scenario di un b-movie del genere catastrofico, arsa in un perenne incendio da estate australe. E gli esempi potrebbero continuare. Qualcosa non va e la situazione comincia a pesare anche sull’economia, preoccupando la parte ricca del globo. Così Davos richiama Greta Thunberg al World Economic Forum (il Forum mondiale dell’economia), forse per i sensi di colpa che la ragazzina svedese ha sollecitato nella sua apparizione sul podio del Forum nel 2019. L’attivista svedese che bacchetta i potenti contro i cambiamenti climatici, dalla sua comparsa sulla scena ha più volte fatto saltare i nervi al presidente USA Donald Trump.

Ed è accaduto anche nella nota località sciistica svizzera. Greta compirà 18 anni il 3 gennaio 2021, ma intanto appena compiuti i 17 ha calcato per la seconda volta la scena dell’esclusivo palcoscenico di Davos (20-24 gennaio), a parlare a politici, economisti, miliardari. Questa volta forte di un Time che le ha dedicato la copertina. I cambiamenti climatici, infatti, quest’anno sono entrati nell’agenda del World Economic Forum.

“La nostra casa è ancora in fiamme”. Così la giovane attivista svedese ha rilanciato dal World Economic Forum, a Davos in Svizzera, il suo messaggio sull’urgenza di agire a livello globale per contrastare il fenomeno del surriscaldamento, ricordando l’allarme da lei stessa lanciato un anno fa sempre dal podio di Davos. Sottolineando che in un anno nulla è cambiato, anzi è peggiorato. Innervosendo ancor più il suo principale antagonista, Donald Trump. Il Forum quest’anno ha invitato 10 adolescenti, inclusa Greta, che hanno preso posizione sulle questioni ambientali e sociali. Ovviamente un successo per loro, anche se numericamente nettamente inferiori ai 119 miliardari presenti.

Cappotti e stivali invernali erano obbligatori, perché il clima a Davos ha deciso per pochi giorni di rispettare il suo ruolo invernale. Ma attenzione, l’incontro nella stazione sciistica svizzera segue il decennio più caldo mai registrato e un anno in cui Venezia è stata inondata, in Finlandia la temperatura di gennaio è stata di 10 gradi Celsius più calda della media di lungo periodo e larghe aree della foresta pluviale del Brasile sono andate in fiamme così come gli incendi senza fine in Australia. Lei, Greta, aveva previsto tutto nel gennaio 2019, dicendo all’elitario pubblico di Davos che “la nostra casa è in fiamme”. Nel 2020 quindi non poteva che ripetersi, ma questa volta ascoltata con minore scetticismo e senza tanti sorrisetti. Per il WEF è il 50esimo compleanno e la solita sfilata di capi di governo, miliardari e dirigenti aziendali, era più folta del solito.

Il riscaldamento globale domina l’agenda. Nell’indagine annuale del WEF i pericoli per l’ambiente hanno assunto dimensioni tali agli attacchi informatici o al terrorismo.
E ancora la Thunberg, con il suo distacco da ragazzina Asperger, richiama all’ordine tutti questi potenti: “Se non trattiamo questa come una vera crisi, non potremo mai risolverla”. Stanca di doversi ripetere ma anche “soddisfatta”, si confida, perché “la gente è ora più consapevole”, grazie alla spinta data dai giovani verso la direzione giusta. Certo però questi “adulti” sembrano non aver compreso bene, si muovono come i gamberi: tre passi avanti e due indietro. E nel frattempo le emissioni nocive continuano ad aumentare.

Quasi un quinto delle sessioni del Forum di quest’anno riguarda l’ambiente, rispetto al 13% circa del 2010, quando la crisi finanziaria era fresca nelle menti delle persone. Gli organizzatori hanno anche rivisto il loro Manifesto di Davos per chiedere un “migliore tipo di capitalismo” che vada oltre la creazione di valore per gli azionisti. L’organizzazione attribuisce il messaggio alla Thunberg: “L’attuale sistema economico rappresenta un tradimento delle generazioni future”. Ciò implicherebbe anche la lotta alla disuguaglianza, questione politica esplosiva. Il Forum, in un rapporto pubblicato durante l’incontro, avverte che “la disuguaglianza globale peggiorerà a meno che i governi non facciano di più per garantire che le persone più colpite dal rapido cambiamento tecnologico non vengano semplicemente messe da parte e dimenticate”.

Il presidente Donald Trump, che ha ritirato gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, sfida subito Greta: “No ai profeti di sventura”. L’attivista svedese ha trovato nel presidente USA un deciso contraltare. Intervenuto dopo Greta, Trump si è cimentato in un discorso decisamente al di fuori delle righe: “Dobbiamo respingere i profeti perenni della sventura. Questo non è il momento del pessimismo. Questo è il momento dell’ottimismo. La paura e il dubbio non sono buoni consiglieri.

Per abbracciare e accogliere le possibilità di domani dobbiamo respingere questa apocalisse che ci è stata prospettata. Dobbiamo dimenticare quelli che ci prospettano un futuro buio e cupo. Noi non lasceremo che succeda”. Poi di fronte alla platea di economisti, politici, rappresentanti della società civile il presidente americano ha assicurato l’impegno degli Stati Uniti sul fronte ambientalista annunciando l’adesione all’iniziativa presentata a Davos che prevede di piantare un trilione di alberi.

Ma Greta ripete: “Restano meno di otto anni per agire avendo il 67% delle possibilità di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi. Ho ripetuto queste cifre in quasi tutti i discorsi che ho fatto negli ultimi 18 mesi. Le persone muoiono a causa del cambiamento climatico e anche una sola frazione di grado centigrado di riscaldamento è importante. Il mondo deve arrivare all’obiettivo di zero emissioni il prima possibile, aiutando i Paesi poveri a mettersi in linea”.

I dati citati dall’attivista durante il suo discorso al WEF sono quelli del report 2018 del Panel sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (Ipcc). Dice: “Le temperature medie odierne sono di circa 1,1 gradi al di sopra di quelle pre-industriali, secondo dati delle Nazioni Unite. Il loro aumento sta causando fenomeni climatici estremi come ondate di caldo, incendi, innalzamento dei livelli del mare”.

E ancora: “Due anni fa si calcolava che il mondo per avere il 67% di probabilità di riuscire a contenere il riscaldamento globale sotto il grado e mezzo dovesse emettere un massimo di 420 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Con i livelli delle emissioni attuali – ha sottolineato la Thunberg -, il ‘carbon budget’ mondiale sarà esaurito in meno di otto anni. Attualmente le emissioni sono di circa 42 miliardi di tonnellate all’anno: il budget globale nel 2020 si riduce così a 340 miliardi di tonnellate“.
E infine ringrazia i tanti giovani che la seguono in tutto il mondo con il movimento di protesta “Fridays for future”: “Non sono stata solo io, sono stati tutti quei giovani che hanno spinto le cose in avanti… dando vita a questo movimento”.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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