Alberto Villani, Pediatra, Ospedale Pediatrico “B. Gesù” – Roma ci spiega perché la malattia, per la quale l’unica cura è il vaccino, può avere conseguenze gravissime.

  • Neisseria meningitidis – questo il nome del batterio che provoca l’infezione – altrimenti detto meningococco – è presente in circa il 10 per cento delle persone, nelle alte vie respiratorie, all’interno della gola e del naso, dove normalmente risiede senza dare alcun problema.  Sebbene tutti possano contrarre l’infezione, sono a più alto rischio i lattanti, i bambini e gli adolescenti.

 

  • Il batterio si trasmette per via area, ossia attraverso colpi di tosse e goccioline di saliva e muco. Tende a diffondersi con maggior frequenza nelle comunità chiuse, luoghi affollati come le scuole, le discoteche o le caserme. Viene trasmesso da portatori asintomatici, che cioè non presentano sintomi. Ad oggi non è del tutto noto come mai una persona sviluppi l’infezione-malattia.

 

  • I primi sintomi dell’insorgenza della malattia nella maggior parte dei casi sono aspecifici, come la febbre, e talvolta possono essere confusi con altre infezioni, ad esempio l’influenza. La terapia della meningite da meningococco si basa ovviamente su un trattamento antibiotico mirato, che talvolta risulta inefficace data la velocità con cui la malattia progredisce. Quando si verifica un caso, per difendere chi è entrato in contatto con l’ammalato, si attua una profilassi attraverso un antibiotico adeguato.

 

  • Dopo le prime fasi dell’infezione, il meningococco entra nel sangue e, a quel punto, è in grado di dar luogo alle manifestazioni cliniche. Il quadro clinico è caratterizzato da un esordio brusco con febbre, cefalea, rigidità della nuca, vomito e macchie sulla pelle, presenti in tre malati su quattro. Il decorso della meningite può essere estremamente rapido, tanto da condurre a morte anche in poche ore.

 

  • Oggi sono disponibili vaccini in grado di prevenire l’infezione nei confronti dei ceppi di meningococco maggiormente responsabili della malattia. Esistono vaccini monovalenti e vaccini quadrivalenti nei confronti delle forme causate dai meningococchi C, A, W, Y ed è da qualche anno disponibile il vaccino per il meningococco B: il vaccino utilizzato nella prima infanzia è frutto della ricerca italiana ed è stato studiato e realizzato da GSK nel centro ricerche di Siena.

 

  • Il meningococco B è responsabile della maggior partedei casi di meningite in alcuni Paesi europei ed è prevalente in molte aree del mondo come Canada, Stati Uniti, Australia. La messa a punto del vaccino con la tecnica della “Reverse Vaccinology”, ha consentito di superare ostacoli che apparivano insormontabili.

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