Si tratta di un anticorpo monoclonale che va a distruggere i sostegni e i supporti vitali dei tumori.

Com’è purtroppo tristemente noto il tumore ovarico e quello del pancreas sono anche chiamati i “killer silenziosi”, in quanto molto raramente manifestano sintomi nelle loro prime fasi e perciò vengono diagnosticati quasi sempre in uno stadio in cui non è più possibile effettuare alcun tipo di trattamento.

Anche per questo motivo sono tra i tumori con la più alta percentuale di diagnosi infausta. Ma un gruppo di scienziati dell’Houston Methodist e dell’Università del The University MD Anderson Cancer Center hanno voluto cercare un modo per combattere questi tumori anche in fase molto avanzata.

E ci sono riusciti: sul numero del 22 luglio 2019 della rivista medica Clinical Cancer Research pubblicano infatti un articolo dove affermano di aver sviluppato un nuovo tipo di immunoterapia (terapia cioè che sfrutta il sistema immunitario per attaccare i tumori) in grado di tentare di combattere questi due tipi di cancro.

Il trattamento si basa su un anticorpo monoclonale che va a bloccare l’azione della proteina MFAP5, secreta sia dalle cellule attorno al cancro (pancreatico e ovarico) sia da quelle che lo supportano. La concentrazione di questa proteina è molto alta negli individui con questi tipi di tumore; e più è alta, più diminuisce la probabilità di sopravvivenza.

Eliminarla o quantomeno ridurla è dunque importantissimo per garantire una sopravvivenza più lunga ai pazienti: “abbiamo visto che bloccando la proteina MFAP5 si migliora l’effetto della chemioterapia, sopprimendo e inibendo la crescita del tumore ovarico e pancreatico nei modelli murini” affermano i ricercatori texani.

“Questo nuovo farmaco immunoterapico va a colpire le cellule circostanti di supporto al tumore, invece che solo quelle del tumore stesso. E in questo microambiente che circonda il tumore si trovano infatti i nuovi vasi sanguigni e il tessuto fibroso connettivo creati dai processi di angiogenesi e fibrosi, quelli che danno sostegno vitale e nutrono il cancro” aggiungono.

Ed è proprio la proteina MFAP5 che stimola e influenza la crescita delle strutture circostanti il tumore: bloccandola si impedisce la nascita e sviluppo di altri vasi sanguigni, tagliando di fatto le vie di accesso al sangue verso il tumore che non può così venire alimentato.

“La MFAP5 promuove la fibrosi, cioè la crescita di tessuto connettivo, nel cancro alle ovaie e in quello al pancreas, e quest’ultima a sua volta promuove la progressione del tumore, la chemioresistenza e riduce la sopravvivenza. Bloccando la secrezione di questa proteina con un anticorpo monoclonale possiamo trattare il tumore colpendo diversi tipi di cellule, come fibroblasti e dei vada sanguigni, nel microambiente attorno al tumore” sostengono gli scienziati.

Prossimo passo sarà progettare un anticorpo monoclonale umano. I ricercatori sperano di riuscirci entro la fine dell’anno, per poter iniziare i test di efficacia e tossicità per poi passare, l’anno seguente, al trial clinico di fase I sull’uomo.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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