Ritlecitinib rappresenta il primo trattamento orale approvato per l’Alopecia Areata se-vera negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni in su. Un’innovazione che modula la risposta autoimmune alla base della malattia; interrompe l’infiammazione e favorisce la ricrescita dei capelli.

 

 

 

 

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Un’intera città di calvi: immaginate d radunare tutte le persone che soffrono di alopecia areata, una malattia autoimmune che causa la perdita di capelli e peli. Sommate, tutte assieme, equivalgono alla popolazione di Bergamo, che conta oltre 120mila abitanti.

Purtroppo, “una patologia non sempre riconosciuta nella sua complessità, ma che può avere conseguenze profonde sul piano personale, relazionale e sociale”, spiega Claudia Cassia, Presidente Associazione Italiana Pazienti Alopecia and Friends (AIPAF OdV).

“Troppe persone ignorano cosa sia davvero l’Alopecia Areata. Dobbiamo ancora spiegare che non è colpa dello stress o che sia di origine psicosomatica e che non è contagiosa, anche se molti, purtroppo, si comportano come se lo fosse. A pagarne il prezzo più alto sono i più giovani”, prosegue il Presidente.

“Gli adolescenti che vengono bullizzati a scuola, i bambini esclusi dalla piscina perché “fanno impressione”, le ragazze che si nascondono sotto una parrucca, i ragazzi che smettono di uscire. E a volte, i primi a vergognarsi sono i genitori”.

“Come se la malattia fosse una colpa. Come se la nostra sofferenza potesse essere ignorata solo perché “non si muore di Alopecia”. No, non si muore. Ma si muore dentro. Ogni volta che non ci si riconosce più allo specchio. Ogni volta che lo sguardo degli altri ci ferisce più delle chiazze sulla testa”.

 

Che cos’è la alopecia areata

A fare una panoramica della patologia è Bianca Maria Piraccini, Professore Ordinario di Dermatologia presso l’Università di Bologna.

“Si tratta di una malattia autoimmune, cioè che è causata dal nostro sistema immunitario: i linfociti T, cellule preposte a combattere virus e batteri, attaccano inspiegabilmente i follicoli piliferi”.

“È una condizione che interessa il 2% della popolazione e circa una persona su mille è affetta da una forma lieve, che può guarire, ma nelle forme gravi si ha una perdita di capelli superiore al 50% o totale”.

Imprevedibile e complessa, colpisce indipendentemente dall’età o dal genere.

Oltre al visibile impatto estetico – perdita improvvisa e non cicatriziale dei capelli su una o più aree del cuoio capelluto, o persino su tutto il corpo – questa malattia comporta un peso emotivo e psicologico profondo, influenzando l’autostima, le relazioni sociali e la qualità della vita di chi ne è colpito.

“Ci sono due picchi di incidenza: in età giovanile e nei giovani adulti e questa condizione rende particolarmente difficile il percorso di accettazione della propria immagine prorio in bambini ed adolescenti”.

A pesare ulteriormente è la percezione sociale della malattia, che può portare a isolamento, difficoltà nelle relazioni quotidiane e, in alcuni casi, a episodi di discriminazione.

Per questo, un’efficace gestione della patologia richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga dermatologi, psicologi e medici di medicina generale.

Coordinare un percorso terapeutico integrato è, infatti, essenziale per garantire un supporto completo ai pazienti e migliorare l’efficacia dei trattamenti disponibili.

 

La diagnosi di alopecia areata

“In passato si sono cercate correlazioni con altre malattie autoimmuni, come la celiachia, vitiligine, artrite reumatoide e sappiamo che è spesso associata al diabete“, spiega Alfredo Rossi, Professore associato di Dermatologia presso l’Università La Sapienza di Roma.

“La diagnosi spesso avviene dal parrucchiere, che si accorge di insolite chiazze di calvizie sul cuoio capelluto”.

“Ma spesso cadono anche ciglia e sopracciglia che, oltre a una funzione estetica, servono a proteggere gli occhi da sudore e polvere, così come i peli del naso offrono protezione al sistema respiratorio: non è raro che i pazienti con alopecia areata soffrano frequentemente di rinite, così come di ustioni sul cuoi capelluto“.

 

Un po’ di numeri sull’alopecia areata

Infografica Alopecia Areata

 

 

Finalmente la cura per l’alopecia areata

“L’avvento delle nuove molecole ha cambiato la vita dei pazienti: la facilità d’uso – una sola pastiglia al giorno – è un enorme vantaggio rispetto ai precedenti trattamenti col cortisone, in cu bisognava bilanciare la somministrazione con gli effetti collaterali del farmaco”.

“Ma è un vantaggio anche per i dermatologi non esperti di alopecia areata, che i pazienti possono trovare nel proprio ospedale di riferimento: non c’è bisogno di andare in centri specialistici e si può attuare la cura in prossimità”.

Grazie ai progressi della ricerca e all’introduzione di nuove terapie mirate, i pazienti possono contare su trattamenti efficaci per gestire la malattia e migliorare la qualità della vita.

Ritlecitinib, sviluppato da Pfizer, è il primo trattamento orale approvato per l’Alopecia Areata severa negli adulti e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni.

Questo inibitore selettivo delle Janus chinasi 3 (JAK3) e della tirosin chinasi espressa nella famiglia del carcinoma epatocellulare (TEC) agisce modulando la risposta autoimmune che colpisce i follicoli piliferi, interrompendo l’infiammazione e favorendo la ricrescita dei capelli.

“Ritlecitinib rappresenta un passo avanti nella gestione della malattia: è il primo trattamento orale sviluppato specificamente per questa patologia ed è indicato anche per gli adolescenti dai 12 anni in su”, spiega Piraccini.

“Agisce in modo mirato, modulando selettivamente l’infiammazione che aggredisce i follicoli piliferi, senza comprometterne la funzionalità. La possibilità di somministrazione quotidiana in un’unica compressa migliora non solo l’aderenza alla terapia ma anche l’esperienza complessiva del paziente, che oggi può contare su una prospettiva terapeutica solida e durevole nel tempo”.

“In sostanza, migliora il privilegio immunitario d cui godono i follicoli”.

“Gli effetti collaterali del farmaco riguardano alterazioni del metabolismo lipidico e della coagulazione, ma si riescono a gestire bene senza ricorrere alla consulenza di specialisti“.

 

 

Risultati degli studi clinici su ritlecitinib

L’indicazione di ritlecitinib per il trattamento dell’Alopecia Areata severa è supportata dallo studio ALLEGRO, un trial clinico internazionale, multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, che ha coinvolto 718 pazienti con una perdita di capelli sul cuoio capelluto pari o superiore al 50%vi.

Lo studio ha confrontato l’efficacia di ritlecitinib rispetto al placebo, valutando la capacità del farmaco di favorire la ricrescita dei capelli e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Dopo 24 settimane, i risultati dello studio hanno dimostrato che il 13% dei pazienti trattati con il farmaco si trovava vicino alla remissione con una copertura del cuoio capelluto superiore al 90%, mentre il 23% aveva una copertura superiore all’80%, rispetto all’1,6% dei pazienti nel gruppo placebo.

Dopo 48 settimane, il 31% dei pazienti trattati con il farmaco si trovava vicino alla remissione. Anche lo studio ALLEGRO-LT, condotto a lungo termine per valutare la sicurezza e l’efficacia prolungata di ritlecitinib, ha dimostrato la sostenibilità del trattamento fino a 24 mesi, confermando così il farmaco come opzione terapeutica efficace e sicura per i pazienti con Alopecia Areata severa.

 

«Riteniamo fondamentale che l’innovazione terapeu-tica impatti positivamente la qualità di vita delle persone – dichiara Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia –. In dermatologia siamo impegnati in una stretta collaborazione con la comunità scientifica proprio per sviluppare soluzioni efficaci ai bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti. Non solo con terapie innovative come quella presentata oggi, ma anche con la de-finizione di percorsi di cura sempre più personalizzati, accessibili e integrati, che valorizzino l’ascolto e l’esperienza di chi vive la malattia».