La Sindrome di Lennox-Gastaut (LGS) è una grave encefalopatia dello sviluppo ed epilettica che insorge in età pediatrica, ed è associata a un ritardo nello sviluppo cognitivo e psicomotorio; L’impatto della LGS è di vasta portata, con molte conseguenze oggettive ed emotive per le famiglie e i caregiver. L’introduzione nella pratica clinica di un nuovo efficace rimedio terapeutico è un importante passo avanti nel miglioramento della qualità della vita per i bambini e gli adulti che vivono con questa Sindrome.
Crisi epilettiche che arrivano anche venti volte al giorno, resistenti ai farmaci e che si accompagnano a disabilità intellettiva, disturbi motori, comportamentali, relazionali e psichiatrici complessi.
Sono le caratteristiche della Sindrome di Lennox-Gastaut, una malattia rara con disturbo dello sviluppo cerebrale accompagnato da epilessia.
Si manifesta in 1-5 casi ogni 10.000 persone, con una maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine, e rappresenta l’1-4% dei casi totali di epilessia infantile. Solitamente, l’insorgenza si manifesta tra i 3 e i 5 anni, quasi sempre prima degli 8.
Come è successo alla figlia di Katia Santoro, Presidente dell’Associazione Famiglie LGS Italia – Nei pazienti con patologie complesse come la LGS: “fino a 4 anni ha avuto uno sviluppo normale, poi sono cominciate le crisi, che comportavano cadute in continuazione, tanto che abbiamo dovuto foderare tutta la casa con materiale attutente”.
“A 5 anni aveva perso tutte le competenze acquisite tornando a livello intellettivo come una bambina di un anno”, aggiunge.
La maggior parte dei bambini con LGS (80-90%), infatti, presenta difficoltà di apprendimento, spesso accompagnate da problemi comportamentali come iperattività, aggressività e comportamenti autistici.
L’elettroencefalogramma mostra, inoltre, un pattern distintivo di onde elettriche durante le crisi e talvolta anche tra una crisi e l’altra.
“Questa malattia non è da confondere con l’epilessia, si tratta infatti di encefalopatia epilettica, condizione che si colloca nel disturbo del neuro sviluppo”, spiega Bernardo Dalla Bernardina, già Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso l’Università degli Studi di Verona e Direttore del Centro di Ricerca per le Epilessie Pediatriche dell’AOUI Ospedale Donna e Bambino di Verona.
“Le crisi hanno un andamento cronico pluriquotidiano e severo e possono essere di tipo convulsivo o con assenza di contatto con l’ambiente circostante per 30-50 secondi, con conseguente compromissione dei processi dello sviluppo cerebrale e regressione delle competenze acquisite dal soggetto”.
“Inoltre compaiono anche crisi toniche, con contrazioni muscolari, dove si perde la postura e che sono quindi causa di cadute brusche e violente, che possono procurare traumi cerebrali che a loro volta peggiorano la malattia”.
“La diagnosi è inoltre difficile, perché la LGS non ha un’eziologia unica, né un gene associato: solo in un terzo dei casi questa è abbastanza semplice, perché si osserva nel tempo un’evoluzione delle encefalopatie neonatali, mentre in età scolare e prescolare è più complicato identificarla”.
“A differenza di altre encefalopatie, la LGS non ha cause genetiche: le mutazioni sono infatti presenti solo nel 10% dei casi”, dice la Dottoressa Antonietta Coppola, del Centro Epilessia Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli.
“Le cause dell’insorgenza sono molteplici e vanno da malformazioni della corteccia cerebrale all’asfissia prenatale, oppure sono dovute a condizioni metaboliche o a infezioni”.
“Spesso ad un primo esame le malformazioni possono sfuggire all’osservazione, quindi è necessaria una risonanza magnetica ad alto campo per evidenziarle”.
“Essendo una sindrome significa che la LGS è composta da più sintomi e quindi il suo trattamento necessita di interventi sulla dieta, di farmaci e anche della chirurgia, con l’obiettivo di ridurre la frequenza delle crisi e la loro gravità”.
“Spesso le manifestazioni comportamentali sono simili a crisi e sono perciò difficili da distinguere, con conseguente difficoltà nella scelta di somministrazione dei farmaci, che in questi casi non possono essere d’aiuto”.
“Inoltre comporta anche disturbi del sonno: i pazienti dormono male, con crisi toniche durante la notte, e la carenza di sonno favorisce la frequenza delle crisi”.
Fenfluramina di UCB ha ottenuto la rimborsabilità in Italia per il trattamento delle crisi epilettiche associate alla Sindrome di Lennox-Gastaut (LGS). L’indicazione riguarda l’uso in combinazione con altri farmaci anticrisi per pazienti di età pari o superiore ai due anni che abbiano mostrato una risposta insufficiente o assente ad almeno due terapie anticrisi precedenti.
L’approvazione di fenfluramina per il trattamento delle crisi epilettiche associate alla LGS è supportata dai dati di sicurezza ed efficacia di uno studio registrativo di Fase III.
Lo studio ha dimostrato che, in aggiunta ad altri trattamenti anticrisi, fenfluramina riduce significativamente le crisi da caduta rispetto al placebo.
“La riduzione della frequenza delle crisi toniche e non toniche è stata del 49,6% nel braccio dei pazienti che hanno assunto il farmaco nella sperimentazione rispetto al 12% di quelli del braccio con placebo”, fa notare Coppola. “inoltre l’effetto di riduzione si è mostrato già a tre mesi dall’inizio del trattamento”.
“Il vantaggio del farmaco è che ha una pletora di meccanismi d’azione“, sottolinea Della Bernardina. “Innanzitutto ha un’azione sui recettori della serotonina, aumentandone il livello nelle sinapsi, ma anche un effetto modulante positivo sul recettore Sigma 1, coinvolto nei meccanismi di neuroprotezione e nei processi cognitivi e comportamentali”.
“Le crisi sono dovute a uno sbilanciamento dell’eccitabilità cerebrale, che viene ribilanciata da questi effetti paralleli dei meccanismi d’azione del farmaco”.
“Si è inoltre osservato che fenfluramina migliora anche la disabilità cognitiva”.
Come afferma Laura Antonioli, Medical Affairs Head di UCB Italia: “Se nessuno è a conoscenza del problema, non sarà possibile riconoscerlo come una priorità. UCB ha sviluppato una solida esperienza nel trattamento dell’epilessia, mantenendo sempre un’attenzione particolare verso le sindromi rare, come quella di Lennox-Gastaut, e restando costantemente in ascolto delle esigenze e dei bisogni irrisolti dei pazienti. Siamo convinti che il progresso debba avvenire su due fronti complementari: scientifico e organizzativo, terapeutico e tecnologico, per elevare continuamente gli standard di trattamento e migliorare le cure. Un esempio concreto di questo impegno è il supporto di UCB al Progetto DEEstrategy, finalizzato a ottimizzare la gestione delle epilessie rare. Il progetto si concentra sul miglioramento dei percorsi assistenziali, dove, ad esempio, la telemedicina gioca un ruolo fondamentale nell’agevolare l’accesso alle cure, nel monitoraggio dei pazienti e nella gestione tempestiva delle emergenze.”
La Commissione Europea (CE) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di fenfluramina per la LGS nel febbraio 2023.
Fenfluramina è già utilizzata in Italia dal 2022 per il trattamento delle crisi epilettiche associate alla Sindrome di Dravet, sempre come terapia aggiuntiva per pazienti di età pari o superiore ai due anni.
