Un nuovo studio indica che l’estratto di funghi potrebbe dimostrare un’efficacia superiore rispetto alla psilocibina sintetizzata chimicamente, specialmente nello stimolare la neuroplasticità e promuovere lo sviluppo di nuove connessioni tra le cellule nervose, un attributo essenziale. Questa scoperta svela potenziali applicazioni per affrontare condizioni come la depressione, il disturbo da stress post-traumatico e la schizofrenia.

 

 

 

Un nuovo studio condotto da Orr Shahar, uno studente di dottorato, e dal Dr. Alexander Botvinnik, sotto la guida dei ricercatori Dr. Tzuri Lifschytz e dello psichiatra Prof. Bernard Lerer dell’Hebrew University-Hadassah Medical Center, suggerisce che l’estratto di funghi contenente psilocibina può mostrare un’efficacia superiore rispetto alla psilocibina sintetizzata chimicamente.

La ricerca, che si concentra sulla plasticità sinaptica nei topi, svela intuizioni promettenti sui potenziali benefici terapeutici dei composti psichedelici naturali nell’affrontare i disturbi psichiatrici.

Lo studio indica che l’estratto di funghi contenente psilocibina potrebbe avere un impatto più potente e prolungato sulla plasticità sinaptica rispetto alla psilocibina sintetizzata chimicamente.

Milioni di persone in tutto il mondo, che costituiscono una parte significativa della popolazione, sono alle prese con condizioni psichiatriche che rimangono insensibili agli interventi farmaceutici esistenti.

Statistiche allarmanti rivelano che il 40% delle persone che soffrono di depressione non trova sollievo dai farmaci attualmente disponibili, una tendenza osservata in modo simile tra quelli con disturbo ossessivo compulsivo.

Inoltre, con circa lo 0,5% della popolazione alle prese con la schizofrenia in un dato momento, esiste una pressante domanda di soluzioni innovative su misura per coloro che non traggono alcun beneficio dai farmaci attuali.

In risposta a questo urgente bisogno, le droghe psichedeliche stanno emergendo come candidati promettenti in grado di offrire soluzioni trasformative.

I risultati preliminari dello studio fanno luce sulla potenziale divergenza negli effetti tra l’estratto di funghi contenente psilocibina e la psilocibina sintetizzata chimicamente.

In particolare, la ricerca si è concentrata sulla risposta alla contrazione della testa, sulle proteine sinaptiche correlate alla neuroplasticità e sui profili metabolomici nella corteccia frontale dei topi.

I risultati indicano che l’estratto di funghi contenente psilocibina può esercitare un effetto più potente e prolungato sulla plasticità sinaptica rispetto alla psilocibina sintetizzata chimicamente.

Significativamente, l’estratto ha aumentato i livelli di proteine sinaptiche associate alla neuroplasticità nelle regioni chiave del cervello, tra cui la corteccia frontale, l’ippocampo, l’amigdala e lo striato.

Ciò suggerisce che l’estratto di funghi contenente psilocibina può offrire effetti terapeutici unici non ottenibili con la sola psilocibina.

Le analisi metabolomiche hanno anche rivelato notevoli differenze tra l’estratto di funghi contenente psilocibina e la psilocibina sintetizzata chimicamente.

L’estratto ha mostrato un profilo metabolico distinto associato allo stress ossidativo e alle vie di produzione di energia.

Questi risultati aprono nuove possibilità per l’uso terapeutico di composti psichedelici naturali, fornendo speranza a coloro che hanno trovato poco sollievo nei trattamenti psichiatrici convenzionali.

Poiché la domanda di soluzioni innovative continua a crescere, l’esplorazione delle droghe psichedeliche rappresenta una strada cruciale per lo sviluppo di farmaci trasformativi e personalizzati.

Inoltre, nella medicina occidentale, c’è stata storicamente una preferenza per l’isolamento dei composti attivi piuttosto che per l’utilizzo di estratti, principalmente per ottenere un migliore controllo sui dosaggi e anticipare gli effetti noti durante il trattamento.

La sfida con il lavoro con gli estratti risiedeva nell’incapacità, in passato, di produrre costantemente il prodotto esatto con un profilo di composto coerente.

Al contrario, le antiche pratiche medicinali, in particolare quelle che attribuivano benefici terapeutici alla medicina psichedelica, abbracciavano l’uso di estratti o prodotti interi, come il consumo dell’intero fungo.

Sebbene la medicina occidentale abbia da tempo riconosciuto l’effetto “entourage” associato agli estratti interi, l’importanza di questo approccio ha recentemente acquisito importanza.

Una delle principali sfide con gli estratti naturali consiste nel raggiungere un profilo composto costantemente stabile, soprattutto con le piante; Tuttavia, i funghi presentano un caso unico.

I composti dei funghi sono fortemente influenzati dal loro ambiente di crescita, comprendendo fattori come la composizione del substrato, il rapporto CO2/O2, l’esposizione alla luce, la temperatura e l’ambiente microbico.

Nonostante queste influenze, la coltivazione controllata permette di addomesticare i funghi, consentendo la produzione di un estratto replicabile.

Questa ricerca non solo sottolinea la superiorità degli estratti con diversi composti, ma evidenzia anche la fattibilità di incorporarli nella medicina occidentale a causa della natura controllata della coltivazione dei funghi.