Da lunedì 14 settembre in Sardegna si potrà andare solo se si è negativi al Covid-19.
Via aerea o via mare, per mettere piede nell’isola occorrerà mostrare i risultati del test, una sorta di passaporto immunitario senza il quale è inutile partire o se si arriva si entra in isolamento e si fa un test che se positivo obbliga alla quarantena o al ritorno da dove si proviene.
La Sardegna diventa quindi la prima Regione che chiede, qualsiasi sia la zona di provenienza, un test che accerti la negatività al Covid-19 per potervi mettere piede. Anzi, a un esame della situazione mondiale, è il primo territorio a chiedere il lasciapassare sanitario a tutti, da qualunque parte del mondo si arrivi. Il governatore Christian Solinas ha firmato venerdì 11 in tarda serata l’ordinanza con cui “invita” chi arriva a certificare di non aver contratto il virus. La decisione di Solinas rispolvera l’idea, poi accantonata, del “passaporto sanitario” da lui stesso ipotizzata prima dell’estate. E che forse sarebbe stato meglio attuare proprio prima dell’estate, delle feste e delle discoteche riaperte. In questi giorni la Sardegna ha visto un continuo aumento dei casi, ma la mossa del governatore rischia di ingolfare ulteriormente le strutture sanitarie, già in difficoltà.
L’ordinanza comunque prevede anche la mascherina obbligatoria all’aperto dove non si possano rispettare le distanze fisiche. Le nuove norme sono previste fino al 7 ottobre prossimo. Da lunedì 14 settembre, quindi, tutti i passeggeri in arrivo nell’isola, fermo restando l’obbligo della registrazione on line già in vigore, “sono invitati a presentare, all’atto dell’imbarco, l’esito di un test – sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido – eseguito non oltre le 48 ore precedenti la partenza, che abbia dato esito negativo per Covid-19”. Così recita l’ordinanza Solinas.
Alla lettera: “I passeggeri potranno, alternativamente, dimostrare, sempre all’atto dell’imbarco, di aver compilato on line apposita autocertificazione comprovante di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio regionale, a un test sierologico, molecolare o antigenico, il cui esito è risultato negativo”. Dovranno essere indicati: il tipo di test effettuato e la data di esecuzione; il nome della struttura (pubblica, privata o privata accreditata) in cui è stato effettuato.
Chi si presenterà senza certificazione di negatività, accetterà di sottoporsi “a un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone entro 48 ore dall’ingresso nel territorio regionale, a cura dell’azienda sanitaria locale di riferimento ovvero presso una struttura privata accreditata”.
Questi passeggeri, anche se asintomatici, “sono obbligati a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio regionale all’azienda sanitaria competente e, nelle more dell’esito delle indagini di laboratorio effettuate dalla competente Azienda sanitaria, ad osservare l’isolamento domiciliare fiduciario, che verrà meno solo all’atto dell’eventuale esito negativo degli stessi esami e salvo ulteriori diverse disposizioni dell’Azienda Sanitaria competente”.
“Dalle disposizioni sui test sono esonerati coloro che esercitano attività funzionali ad organi costituzionali, gli equipaggi dei mezzi di trasporto e personale viaggiante su navi e aerei, per motivi di lavoro e salute”.
