La situazione in Italia e nel mondo.

In Italia

Sale ancora il numero dei nuovi contagiati nelle ultime 24 ore in Italia: sono 306, a fronte dei 282 di ieri. Le nuove vittime sono invece 19 (ieri 10) per un numero complessivo di 35.092 decessi. I casi totali salgono a 245.338. I guariti 197.842 (più 214).

 

Nel mondo

Casi positivi confermati 15.250.804 (più 299.457); morti totali 623.897 (più 7.347); guariti in totale dall’inizio della pandemia in Cina 8.665.727

(più 197.976).

 

Focolaio alla Bartolini di Rovereto

Sono saliti a 16 i contagiati legati al nuovo focolaio della Bartolini di Rovereto, in provincia di Trento. Si tratta dei primi risultati dopo i primi 70 tamponi eseguiti in due giorni dall’Azienda Sanitaria trentina tra i lavoratori della zona industriale di Rovereto a seguito della positività di tre lavoratori dell’azienda di logistica.

 

Usa: oltre 4 milioni di contagi

Negli Stati Uniti il numero dei contagi ha superato la soglia dei 4 milioni, con i decessi saliti ad almeno 144 mila. È quanto emerge dalla banca dati del New York Times. Nella giornata di mercoledì record di vittime in Texas, Alabama e Idaho, mentre mai così tanti casi di contagio in Missouri, North Dakota e West Virginia. Florida e California restano due degli attuali epicentri della pandemia.

 

I CDC

Il numero di persone infettate con il coronavirus in diverse parti degli Stati Uniti è da due a 13 volte superiore ai tassi segnalati per quelle regioni. È quanto dichiarato il 21 luglio 2020 dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) in base ai dati da loro raccolti e analizzati in un ampio studio.

 

Dimesso dopo 5 mesi in ospedale

È stato dimesso dall’ospedale Carlo Urbani di Jesi, Francesco Foschi, il 34enne ingegnere pesarese ricoverato a metà marzo: per lui, un lungo ricovero in rianimazione, fino al 10 maggio, e poi una lenta riabilitazione, prima del definitivo ritorno a casa. Si sarebbe dovuto sposare con Gioia il primo giugno scorso ed è stata proprio la sua compagna a consigliargli di rivolgersi al medico per quella febbre insistente a 39 gradi che lo aveva colpito dopo una cena tra amici.

 

Perdita udito? Raro sintomo

Scienziati della Johns Hopkins School of Medicine hanno individuato coronavirus nelle orecchie di due pazienti affetti dal Covid-19 deceduti e hanno avvalorato l’ipotesi che la perdita di udito possa essere un raro sintomo del contagio. Nello studio, pubblicato da JAMA Otolaryngology-Head & Neck Surgery, sono stati esaminati tre pazienti morti per Covid-19. Già ad aprile uno studio aveva trovato che il Covid-19 può indurre negli adulti un’otite acuta mentre un’altra analisi compiuta su 20 pazienti asintomatici, senza precedenti problemi di udito, aveva scoperto che le loro capacità uditive erano peggiorate dopo che erano guariti.

 

Liguria, da cluster Savona 71 positivi e 1650 in isolamento

Ad oggi sono 71 i positivi correlati al cluster savonese, 5 in più rispetto a ieri. In totale sono 60 i clienti del ristorante o loro contatti risultati positivi, a cui si aggiungono otto dipendenti e tre operatori sanitari dell’Asl2 contatti di altri operatori sanitari clienti. Eseguiti circa 2040 tamponi, di questi ne sono stati refertati 1500. Le persone in isolamento cautelativo sono 1650; restano cinque gli ospedalizzati, tutti in buone condizioni.

 

Pregliasco, più casi? Riusciamo a rilevare focolai

“Il numero di casi in aumento oggi rappresenta l’espressione di un fenomeno ancora in corso, seppur limitato, ma l’aspetto positivo è che i focolai che rileviamo oggi, a inizio pandemia non sarebbero stati individuati”. Lo ha detto all’Agi Fabrizio Pregliasco, epidemiologo dell’Istituto Galeazzi di Milano, commentando il lieve aumento del numero di casi positivi al coronavirus in Italia segnalato dall’ultimo bollettino. “Le oscillazioni in regioni come Lombardia, Emilia Romagna, ma anche in Veneto, Liguria, Lazio – aggiunge l’esperto – rappresentano un aspetto da inquadrare nella sua totalità: oggi riusciamo a individuare casi che nel periodo iniziale non sarebbero stati rilevati, per via dei tamponi che venivano effettuati esclusivamente sulle persone sintomatiche”. Il virologo sottolinea che è fondamentale una collaborazione da parte di tutti i cittadini. “Non possiamo ancora ritenerci fuori pericolo – commenta Pregliasco – le misure di sicurezza e il buon senso sono ancora necessari per trascorrere una serena estate”.

 

Trump discute sforzi anti-coronavirus con Putin

Il presidente Donald Trump ha avuto una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. I due leader hanno discusso gli sforzi per combattere il coronavirus. Lo rende noto la Casa Bianca.

 

Coronavirus: da Istituto salute Usa ‘raffica’ nuovi studi

L’Istituto nazionale della salute Usa (Nih) sta facendo partire una “raffica” di nuovi studi, tutti “ampi e rigorosamente studiati” per testare una serie di possibili terapie contro il Covid-19- Lo ha annunciato il direttore dell’Nhi, Francis Collins, precisando che verranno indagati prodotti che possano aggredire il virus e la malattia dagli angoli più diversi. Le sperimentazioni faranno parte di una partnership pubblico-privata con lo scopo di accelerare le ricerche – chiamata Activ – e comprenderanno: test di anticorpi monoclonali per trattare malati sia ospedalizzati che no, analisi di farmaci che blocchino la reazione eccessiva del sistema immunitario, anticoagulanti e così via. Il progetto – ha osservato Collins – parte in un momento cruciale in cui la pandemia non accenna a diminuire e l’arsenale di farmaci che hanno dato qualche risultato contro la malattia è limitato a due prodotti: remdesivir e a dextametasone- Collins ha assicurato il rigore degli studi: “Non porteremo nulla davanti alla Food and drug administration per approvazione che non sia sicuro ed efficace”.

 

In casi moderati forte calo anticorpi in 3 mesi

Un nuovo studio della università della California a Los Angeles ha osservato un deciso calo degli anticorpi al Sars-Cov-2 in un gruppo di pazienti che aveva sviluppato la malattia con sintomi ‘medi’. Secondo la ricerca condotta su 34 pazienti che si erano ripresi dal Covid-19 ed avevano avuto una patologia giudicata di gravità ‘moderata’, gli anticorpi al virus scendono circa della meta’ nei primi 73 giorni dopo la comparsa dell’infezione. Secondo i ricercatori, se la diminuzione dei livelli continua al ritmo registrato nei primi tre mesi, gli anticorpi sparirebbero completamente in un solo anno. Il dato – che va confermato – è di particolare importanza in una fase in cui il ruolo degli anticorpi dei chiave viene considerato chiave nello sviluppo di possibili terapie.

 

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