L’animale ha perso entrambe le pinne caudali e non riesce a nuotare bene e a nutrirsi.

 

Si teme per la sopravvivenza di Codamozza, balena avvistata per la prima volta nel 1996 al largo delle coste liguri con metà coda tranciata, probabilmente da un’elica di un’imbarcazione.

Il cetaceo ha vissuto normalmente nel Mediterraneo per 24 anni – la menomazione non sembrava aver compromesso la sua capacità di muoversi e di conseguenza nutrirsi di krill – ma nel settembre scorso è stata vista presso le coste di Jean Cap Ferrat, in Francia, con anche l’altra metà della pinna caudale staccata.

Adesso Codamozza si è ripresentata nei mari italiani, lontano dai profondi fondali dove si trova il suo nutrimento e gli esperti dicono che non è un buon segno.

L’animale, lungo diciannove metri, appare infatti molto magro, il che indica che può aver passato un lungo periodo a digiuno o che sta consumando una quantità eccessiva di energia per poter nuotare senza la coda. Anche se le balene possono sopravvivere a lungo senza mangiare, si teme però per la sorte di Codamozza, nel caso non riuscisse più a raggiungere le aree dove si nutre.

Che cosa è successo al moncone della sua coda? Si pensa si sia impigliato in un cavo da pesca, bloccando la circolazione sanguigna oppure che sia di nuovo finito tra le pale di un’elica.

Il 14 giugno la Guardia Costiera l’ha scortata attraverso lo Stretto di Messina, per evitare impatti con i traghetti, quindi la balena si è diretta verso nord e il 20 ha raggiunto le acque tra Pianosa e l’Elba, prima di apparire il 22 a 200 miglia da Genova.

In quel tratto di mare in questo periodo dell’anno si radunano le balene per mangiare il krill, ma Codamozza si trova troppo vicino alla costa per usufruire del banchetto. Ai residenti e ai turisti è stato chiesto di non avvicinarsi all’animale per non causargli ulteriore stress, dato che ne ha già patito molto a causa dell’uomo.

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