La metformina, un farmaco ampiamente prescritto, sicuro ed economico per il diabete di tipo 2, è un trattamento di prima linea che abbassa la glicemia e migliora la risposta del corpo all’insulina.
La metformina, un farmaco ampiamente prescritto, sicuro ed economico per il diabete di tipo 2, è un trattamento di prima linea che abbassa la glicemia e migliora la risposta del corpo all’insulina.
Il farmaco sembra ingannare le cellule facendole percepire una carenza di energia, simile a quanto avviene durante il digiuno o la dieta. Questo attiva un sensore energetico cellulare chiave chiamato AMPK, che aiuta a stimolare la pulizia dei rifiuti cellulari e supporta la riparazione cellulare.
Ora, una recente revisione suggerisce che la metformina potrebbe anche aiutare a contrastare alcuni effetti dell’invecchiamento.
Gli effetti anti-invecchiamento della metformina sono evidenti in tutte le specie. I maschi trattati per 40 mesi hanno visto i loro tessuti diventare biologicamente più giovani, con il solo cervello invertirsi di quasi 6 anni—un salto equivalente a 18 anni in termini umani.
Un modello simile è stato osservato negli esseri umani, dove i dati osservativi indicano che le persone che assumevano metformina avevano età biologica fino a 3,43 anni inferiori, con le persone con diabete che vivevano fino al 15% in più rispetto ai loro coetanei senza diabete.
Questi risultati sono pubblicati su Aging.
Con l’invecchiamento della popolazione arrivano una serie di malattie legate all’età, tra cui disturbi metabolici, demenza, Alzheimer e osteoartrite.
Queste malattie non solo diminuiscono la qualità della vita degli individui, ma esercitano anche una notevole pressione sul sistema sanitario di un paese.
Negli ultimi anni, un nuovo campo della scienza ha guadagnato slancio: la geroscienza. Invece di trattare le malattie legate all’età una dopo l’altra, la geroscienza pone una domanda più ampia: e se potessimo colpire i fattori biologici che causano l’invecchiamento stesso?
I ricercatori stanno scoprendo i meccanismi comuni che alimentano l’invecchiamento e le molteplici malattie croniche, sperando di rallentare questi processi e aiutare le persone a rimanere più sane più a lungo.
Un ampio corpus di prove indica che le persone a cui la metformina è stata prescritta per gestire i livelli di zucchero nel sangue hanno anche avuto meno eventi cardiovascolari e hanno mostrato tassi di declino cognitivo più bassi.
Poiché lo sviluppo di nuovi farmaci richiede anni, i ricercatori hanno spostato l’attenzione sull’indagine se la metformina potesse essere riutilizzata per rallentare gli effetti dell’invecchiamento.
La metformina ha suscitato notevole interesse come possibile farmaco per rallentare l’invecchiamento, ma le evidenze finora sono tutt’altro che coerenti.
I risultati di studi su cellule, animali e umani sono stati contrastanti, e uno studio ampiamente pubblicizzato che collega la metformina a un vantaggio di sopravvivenza negli esseri umani ha recentemente ricevuto critiche dopo che altri ricercatori non sono riusciti a riprodurne i risultati.
Inoltre, la maggior parte degli studi sugli esseri umani ha coinvolto persone con diabete, rendendo difficile distinguere eventuali effetti sull’invecchiamento da quelli del farmaco sulla malattia sottostante.
Per dare un senso a queste prove frammentate, i ricercatori hanno riunito i risultati di diverse specie e sistemi biologici in un unico quadro.
Invece di trattare una sola malattia, la metformina agisce contemporaneamente su molteplici cause biologiche profonde dell’invecchiamento.
Può innescare l’autofagia, il sistema di pulizia della cellula, aiutando a eliminare i rifiuti cellulari e al contempo a sostenere la stabilità del DNA.
Con l’età, i tag chimici sul nostro DNA chiamati metilazione iniziano a cambiare, influenzando il modo in cui i geni vengono regolati.
La metformina rallenta i cambiamenti anomali nel DNA stabilizzando un enzima chiamato TET2, aiutando a preservare un profilo genetico più giovane.
I suoi effetti raggiungono anche l’intestino e il microbioma, dove possono favorire batteri benefici che proteggono il muco e la produzione di acidi grassi a catena corta.
Questa è una notizia promettente, poiché studi precedenti hanno dimostrato che un microbioma intestinale sano può ridurre l’infiammazione legata all’età in tutto il corpo.
Nei vermi microscopici chiamati C. elegans, la metformina ha prolungato la vita del 36%-40% mettendo gli animali in uno stato simile alla restrizione calorica.
Nei topi, in diversi modelli, la metformina ha aumentato la durata media della vita del 5,8% al 20,1% e ha ritardato l’insorgenza di alcuni tumori.
I ricercatori hanno osservato che il più grande divario nella scienza della longevità oggi è la mancanza di studi di grandi dimensioni e rigorosi che testino la metformina negli adulti sani senza diabete.
La maggior parte delle evidenze umane finora proviene da studi osservazionali che, nonostante segnali promettenti, non possono stabilire che la metformina sia un trattamento comprovato per la longevità.
Sono fiduciosi che lo studio Targeting Aging with Metformin (TAME), progettato per testare se la metformina può ritardare l’insorgenza di molteplici malattie croniche legate all’età negli esseri umani, aiuti a confermare ciò che sappiamo e allo stesso tempo scopre ciò che è nascosto.
