Una misteriosa lesione nera che si forma sugli occhi dei gatti ha lasciato perplessi i veterinari per anni. Ora, i ricercatori hanno identificato ferro e bromo nel tessuto corneale colpito, offrendo nuovi indizi su cosa potrebbe causare la condizione. I risultati potrebbero aiutare a spiegare perché il tessuto diventa scuro e danneggiato, aprendo al contempo nuove direzioni per future diagnosi e trattamenti.

 



Una lesione caratteristica, nera o marrone scuro, che appare sugli occhi di alcuni gatti, ha a lungo lasciato i veterinari perplessi.

Ora, i ricercatori hanno identificato due elementi che potrebbero aiutare a spiegare cosa accade all’interno della cornea colpita.

Lo studio, guidato dal dottor Oren Pe’er, dal dottor Lionel Sebbag e dal prof. Ron Ofri della Koret School of Veterinary Medicine dell’Università Ebraica, ha esaminato la sequestra corneale felina, una condizione in cui una parte della cornea si danneggia e si necrotica, formando una caratteristica lesione scura.

La condizione può causare disagio cronico agli occhi e talvolta richiede un trattamento chirurgico.

Nel corso degli anni, sono state proposte diverse spiegazioni per la caratteristica decolorazione scura, tra cui l’accumulo di melanina e ferro, mentre sono stati indagati fattori come l’irritazione cronica della cornea, anomalie del film lacrimale e infezioni virali per il loro possibile ruolo nello sviluppo della malattia.

Tuttavia, sia l’origine della decolorazione sia la patogenesi sottostante rimangono incompletamente comprese.

“L’unicità di questo studio è che osserva un fenomeno che osserviamo nei gatti, essenzialmente tessuto necrotico sulla cornea, da un’angolazione diversa,” hanno detto i ricercatori.

“Ci sono state varie teorie su cosa causi il colore nero, inclusi pigmentazione, ferro o altri cambiamenti.” Utilizzando una tecnica altamente sensibile per l’analisi elementare, abbiamo identificato due elementi che distinguevano chiaramente il tessuto interessato dalle cornee sane.”

I ricercatori hanno aggiunto che i risultati potrebbero alla fine avere implicazioni oltre la semplice spiegazione dell’aspetto della malattia.

“Questi risultati aprono una nuova direzione per indagare lo sviluppo della malattia e potrebbero infine aiutare a identificare nuovi bersagli diagnostici o terapeutici,” hanno detto i ricercatori.

I ricercatori hanno esaminato tessuto corneale prelevato da 11 occhi affetti appartenenti a nove gatti e li hanno confrontati con campioni corneali sani di quattro gatti controllo.

Utilizzavano l’emissione a raggi X indotta da particelle, nota come PIXE, una tecnica altamente sensibile capace di rilevare elementi traccia in campioni biologici molto piccoli.

I risultati hanno rivelato una differenza sorprendente tra tessuto sano e malato.

Ferro e bromo sono stati rilevati nel sequestra corneale, ma sono stati assenti nei campioni di controllo sani. 

Altri elementi, tra cui calcio, fosforo, sodio, potassio e zinco, non mostrarono differenze significative tra i due gruppi.

I risultati suggeriscono che le lesioni scure non siano semplicemente causate da depositi minerali ordinari.

Invece, la presenza di ferro e bromo può indicare processi biochimici che coinvolgono infiammazione, stress ossidativo e degenerazione tissutale.

Il ferro è di particolare interesse perché può partecipare a reazioni che generizzano molecole capaci di danneggiare cellule e tessuti.

I ricercatori suggeriscono che questi processi potrebbero potenzialmente contribuire alla degenerazione corneale osservata nei gatti colpiti e potrebbero anche aiutare a spiegare il caratteristico colore scuro della lesione.

Il bromo potrebbe fornire un altro indizio. Può essere coinvolta in reazioni infiammatorie e ossidative, aumentando la possibilità che l’infiammazione sulla superficie dell’occhio contribuisca allo sviluppo della condizione.

I ricercatori avvertono che i risultati non dimostrano ancora che ferro o bromo causano sequestra corneale felina.

Rimane possibile che gli elementi si accumulino solo dopo che la cornea è già stata danneggiata.

Saranno necessari ulteriori studi per determinare da dove provengano questi elementi, come si accumulano all’interno del tessuto e se svolgono un ruolo attivo nella progressione della malattia.

I ricercatori hanno anche osservato che lo studio ha coinvolto un numero relativamente piccolo di gatti e che PIXE identifica quali elementi sono presenti ma non può determinarne la forma chimica esatta o la posizione precisa all’interno della cornea.

Tuttavia, i risultati offrono una nuova prospettiva biochimica su una condizione che è rimasta poco compresa nonostante sia stata riconosciuta in medicina veterinaria per molti anni.