In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, evento globale di sensibilizzazione sulla prevenzione, diagnosi precoce e trattamento dei tumori, il Senato ospita un’iniziativa dedicata al ruolo della nutrizione medica specializzata in oncologia. Secondo lo studio dell’Italian Intersociety Working Group for Nutritional Support in Cancer Patients presentato durante l’evento, i Supplementi Nutrizionali Orali (ONS) consentono risparmi significativi in ambito ospedaliero e territoriale, riducendo complicanze, degenze prolungate e riospedalizzazioni e migliorando al contempo qualità di vita ed esiti delle cure nei pazienti oncologici. Dopo il fondamentale stanziamento di risorse della Legge di Bilancio 2026 per l’avvio di programmi di screening nutrizionale per i pazienti oncologici, resta aperta la sfida italiana di superare un sistema frammentato e disomogeneo nell’accesso agli ONS, con forti differenze regionali e la necessità di un riconoscimento strutturale nei LEA. Anche Rossana e Lino Banfi testimoniano la loro esperienza.

 

 

 

SI è svolto ieri, 4 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, presso la Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato «Giovanni Spadolini», l’evento “Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione medica specializzata in oncologia.

Una risorsa per il sistema sanitario, un diritto per tutti”, su iniziativa della Sen. Ronzulli, in collaborazione con FAVO RA OdV, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.

La malnutrizione, che colpisce fino all’80% dei pazienti con tumore e incide negativamente su sopravvivenza, tolleranza alle terapie, qualità di vita e sostenibilità del sistema sanitario.

“La maggior parte dei pazienti non riceve informazioni nutrizionali quando esce dall’ospedale”, ha affermato Francesco De Lorenzo, Presidente Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).

“Mentre è fondamentale ricordare che gli alimenti speciali per i malati di questa patologia sono salvavita: In Italia, circa il 60% dei pazienti oncologici è a rischio di malnutrizione già al momento della diagnosi; la cachessia e la sarcopenia colpiscono fino all’80% dei malati in fase avanzata, con conseguente aumento del 250% della mortalità, triplicazione delle complicanze e prolungamento significativo della durata delle degenze ospedaliere (+30%)”.

“Per questo FAVO, già nel 2016, ha promosso, insieme ad AIOM e SINPE, la Carta dei diritti del malato oncologico all’appropriato e tempestivo supporto nutrizionale, uno dei pilastri delle Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici del Ministero della Salute, approvate in Conferenza Stato-Regioni nel 2017″.

“Tuttavia, a distanza di anni, solo poche Regioni le hanno recepite pienamente. Più recentemente, con l’approvazione della mozione dalla Camera, che impegna il Governo a rendere il supporto nutrizionale parte integrante dei percorsi oncologici, e dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2026, che introduce l’obbligo di registrare in cartella clinica gli esiti dello screening nutrizionale, rendendo dunque misurabile, tracciabile e quindi esigibile la presa in carico nutrizionale, rappresentano una svolta per superare le disuguaglianze e per facilitare l’inserimento degli AFMS, veri e propri presidi terapeutici, nei LEA”.

Gli AFMS, Alimenti a Fini Medici Speciali, sono espressamente formulati e destinati alla gestione dietetica dei pazienti, sotto controllo medico.

Servono all’alimentazione completa o parziale di pazienti con capacità limitata, disturbata o alterata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o eliminare alimenti comuni o sostanze nutrienti, oppure con altre esigenze nutrizionali determinate da condizioni cliniche, la cui gestione dietetica non può essere effettuata esclusivamente con la modifica della normale dieta.

Tra questi, in particolare, gli ONS sono una soluzione clinica efficace per contrastare la malnutrizione e apportano benefici comprovati sugli esiti clinici e sulla qualità di vita dei pazienti.

Ma l’impiego degli ONS ha anche risvolti sul piano del risparmi economico per il Servizio Sanitario Nazionale: “i costi della malnutrizione ammontano a 12 miliardi l’anno, tanto quanto quelli associati all’obesità (circa 14)”, ha affermato Riccardo Caccialanza, Direttore della SC Dietetica e Nutrizione Clinica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia -Professore Ordinario c/o il Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano.

“Le evidenze disponibili dimostrano che un supporto nutrizionale personalizzato nei pazienti oncologici ospedalizzati è associato a benefici clinici ben documentati a breve termine, tra cui il miglioramento della qualità di vita e una riduzione significativa della mortalità a 30 giorni”

“La prescrizione di ONS si associa a un miglioramento dello stato nutrizionale, in particolare della massa muscolare, e di quello funzionale, che è strettamente connesso alla qualità della vita. Accanto ai benefici clinici, la nostra ultima revisione mette in luce anche l’impatto positivo degli ONS in termini di sostenibilità economica”.

“L’impiego appropriato degli ONS è infatti associato a risparmi medi fino al 12% in ambito ospedaliero e al 9% nei contesti territoriali, grazie alla riduzione delle degenze prolungate, delle complicanze e delle riospedalizzazioni”.

“Studi internazionali stimano che un supporto nutrizionale strutturato possa generare risparmi netti di diverse migliaia di euro per paziente, a fronte di costi di implementazione molto contenuti. Al contrario, la mancata identificazione e il trattamento della malnutrizione comportano un incremento significativo dei costi sanitari”.

Paolo Pedrazzoli, Direttore Dipartimento Oncologia – Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Professore Associato Dipartimento Medicina interna e Terapia Medica, Università degli Studi Di Pavia, ha messo in guardia sul ruolo di una corretta informazione nell’ambito della nutrizione oncologica: “oltre alle solite fake news, circolano anche notizie imprecise, che confondono l’alimentazione per la prevenzione del cancro con quella di supporto per chi ha già la malattia”.

Ma in cosa consistono questi ONS? Risponde Manuela Borella, Vicepresidente Nutrizione Specializzata Danone Italia e Grecia: “sono nutrizionali sviluppati tramite tanta ricerca, tanti studi clinici, per soddisfare le specificità di ogni paziente”.

“Purtroppo, il nostro è l’ultimo Paese in Europa che non rimborsa questi alimenti e questo a fronte dei 390mila nuovi casi di tumore diagnosticati ogni anno, di cui almeno il 30% arrivano con malnutrizione già alla diagnosi e poi solo il 37% riceve supporto in questo ambito. Il calo ponderale ha un impatto negativo sulla sopravvivenza, come dimostrano gli studi, si tratta di una malattia nella malattia”.

“Quando si affronta una malattia, raramente qualcuno ti spiega cosa succederà al tuo corpo. Ti preparano alle terapie, non alle conseguenze che esse hanno sulla vita di tutti i giorni. Molti pazienti oncologici perdono peso e diventano più fragili, anche nell’aderenza alle cure, affrontando una malattia nella malattia: la malnutrizione”, ha raccontato  l’attrice Rosanna Banfi, ospite speciale all’evento in Senato.

“trattamenti farmacologici possono alterare anche il gusto: per me il sapore degli alimenti risultava distorto, amaro, con un retrogusto metallico, e questo ha minato appetito e qualità della vita. È stata una battaglia lunga, segnata dalla paura, ma anche dalla speranza. Una battaglia che ho affrontato grazie al sostegno dei miei cari. Oggi sento il dovere di raccontare questa esperienza e di ricordare quanto la nutrizione medica specializzata sia fondamentale, perché prendersi cura della nutrizione significa prendersi cura della vita. Garantire a ogni paziente un supporto nutrizionale adeguato non è un’opzione, ma un diritto, legato alla salute e alla dignità di ogni persona”.

“Quando, 16 anni fa, ho affrontato il tumore al seno, ho sperimentato sulla mia pelle la mancanza di informazioni per la nutrizione, nessuno che mi spiegò cosa e come mangiare, nessun aiuto psicologico: ecco, tutto ciò oggi dovrebbe essere garantito e gratuito”.

“Ricordo chiaramente quel momento in diretta televisiva, quando parlai della malattia di mia figlia. Fu lei a chiedermelo. All’epoca la parola ‘cancro’ incuteva paura, quasi vergogna. – racconta l’attore Lino Banfi  – Parlarne non è stata solo una scelta personale, ma un gesto consapevole e coraggioso per rompere un tabù e sensibilizzare gli italiani sull’importanza della prevenzione. Oggi sento lo stesso dovere di espormi, affinché la nutrizione venga finalmente riconosciuta come parte integrante della cura. Solo così possiamo migliorare la vita dei pazienti oncologici, restituendo loro forza e speranza”.

“Parlare di supporto nutrizionale nei pazienti oncologici malnutriti significa parlare di una dimensione fondamentale della terapia. La malnutrizione è un fattore che può condizionare in modo significativo l’efficacia delle cure, la tolleranza ai trattamenti e la qualità di vita delle persone. La comunità scientifica ci dice con chiarezza che un adeguato intervento nutrizionale migliora gli esiti clinici e contribuisce a ridurre le complicanze e i costi sanitari”,  ha dichiarato la Senatrice di Forza Italia e Vicepresidente del Senato della Repubblica Licia Ronzulli.

“In molte regioni d’Italia, l’accesso ai supplementi nutrizionali orali prescritti sotto supervisione clinica è ancora limitato o dipende dalla capacità di spesa dei pazienti. Questo produce disuguaglianze che non sono accettabili in un Servizio Sanitario che si fonda sull’universalità dei diritti. I Livelli Essenziali di Assistenza definiscono ciò che deve essere garantito a ogni cittadino, a prescindere dal territorio in cui vive. È lì che deve trovare spazio, in modo chiaro e strutturato, il supporto nutrizionale per i pazienti oncologici malnutriti”.

A conferma della virtuosa sinergia tra pubblico e privato nel rispondere alle esigenze dei pazienti, interviene anche Judit Gonzalez Sans, Amministratrice Delegata di Danone Italia e Grecia, per sensibilizzare e promuovere la conoscenza degli Alimenti a Fini Medici Speciali: “La nutrizione medica non è un supporto accessorio, ma un elemento fondamentale del percorso terapeutico. Garantire un accesso equo e tempestivo agli ONS significa migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti, aumentare l’efficacia delle cure oncologiche e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche. Per Danone Nutricia, la nutrizione rappresenta necessariamente una leva strategica per la salute pubblica, capace di sostenere in modo concreto il percorso terapeutico dei pazienti, in particolare in oncologia, dove la malnutrizione può compromettere l’efficacia dei trattamenti: per questo ci impegniamo a favorire l’accesso alla nutrizione medica e in particolare agli Alimenti a Fini Medici Speciali. Ci teniamo a ringraziare oggi le Istituzioni che con lo stanziamento di fondi per l’avvio di programmi di screening nutrizionale per i pazienti oncologici hanno fatto un primo e importante passo. Solo attraverso un ecosistema virtuoso di attori che collaborano in modo realmente efficace – Istituzioni, mondo clinico e sistema produttivo – sarà possibile promuovere la nutrizione medica come parte integrante della cura oncologica”.