Al Congresso SIN 2025 la neurologia italiana punta su tecnologia, ricerca e riorganizzazione dei percorsi di cura, per affrontare con strumenti nuovi la crescente complessità delle malattie neurologiche. Dall’epilessia all’Alzheimer, le nuove scoperte scientifiche stanno cambiando la vita dei pazienti: diagnosi più rapide, terapie personalizzate e dispositivi intelligenti migliorano l’efficacia delle cure e la qualità della vita. L’intelligenza artificiale, i biomarcatori digitali e la medicina di precisione stanno rivoluzionando la neurologia: non solo trattamenti più efficaci, ma anche prevenzione e predizione su base individuale.

 

 

Si è tenuto a Padova, dal 24 al 28 ottobre 2025, il 55esimo congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN): la neurologia italiana affronta una svolta cruciale tra nuove sfide cliniche, innovazione terapeutica e riforma organizzativa.

Il Congresso SIN 2025 ha rilanciato il ruolo della neurologia come pilastro strategico del Servizio Sanitario Nazionale, puntando su prevenzione, reti territoriali e sostenibilità dei percorsi di cura.

Dalla prevenzione delle malattie neurodegenerative alle terapie avanzate per l’Alzheimer e le patologie rare, la neurologia italiana si evolve verso modelli predittivi e personalizzati.

Una trasformazione resa possibile da ricerca di qualità, collaborazioni internazionali e un nuovo paradigma di salute cerebrale.

Abbiamo il dovere di ripensare la neurologia in chiave moderna, con una visione che integri innovazione, sostenibilità e presa in carico continua del paziente,” ha affermato  Alessandro Padovani, Presidente uscente della Società Italiana di Neurologia.

“Solo così potremo rispondere all’aumento della domanda assistenziale e valorizzare il ruolo strategico della nostra disciplina all’interno del SSN.”

“Oggi il nostro Sistema Sanitario conta poco meno di 2900 neurologi, un numero che deve crescere per far fronte alle nuove sfide delle patologie del cervello”.

Le malattie neurologiche, infatti,  costituiscono oggi la principale causa di disabilità e la seconda causa di morte in Italia.

Con oltre sei milioni di persone coinvolte e un impatto economico che supera l’1,5% del PIL, le patologie del sistema nervoso rappresentano una delle più urgenti priorità sanitarie del nostro tempo.

In questo scenario, la neurologia italiana è chiamata a una svolta decisiva.

La neurologia sta attraversando una fase di evoluzione rapida e profonda. Strumenti basati su machine learning e deep learning stanno trasformando l’analisi delle neuroimmagini, la previsione dell’evoluzione delle malattie, la diagnosi precoce e la personalizzazione dei trattamenti.

A sostegno di questa transizione, la SIN ha avviato il progetto Digital Neuro Hub, un ecosistema digitale integrato pensato per supportare decisioni cliniche informate, senza trascurare gli aspetti etici, la sicurezza dei dati e la relazione medico-paziente.

“La neurologia di oggi è una disciplina in rapida trasformazione, che richiede un approccio multidisciplinare, tecnologico e centrato sulla persona”, ha sottolineato Padovani.

“Le innovazioni presentate in questo Congresso mostrano che possiamo davvero modificare il decorso di molte patologie. Ma serve garantire un accesso equo su tutto il territorio nazionale.”

L’adozione di tecnologie avanzate – dalla neuroinformatica all’intelligenza artificiale, dai biomarcatori digitali ai dispositivi indossabili – sta ridefinendo l’intero approccio neurologico, rendendolo sempre più predittivo, preventivo e personalizzato.

In quest’ottica, la SIN ribadisce la necessità di investimenti strutturali nella formazione digitale dei neurologi, nella creazione di infrastrutture condivise e nell’adozione su larga scala di strumenti innovativi.

La neurologia italiana può contare su una solida tradizione scientifica, frutto di scuole che hanno contribuito in modo determinante all’avanzamento delle conoscenze cliniche e alla ricerca.

Di fronte all’invecchiamento della popolazione e all’aumento dell’incidenza di malattie neurodegenerative e cerebrovascolari, si impone un cambio di passo verso un approccio più integrato, che unisca prevenzione, diagnosi precoce e innovazione terapeutica.

In questa direzione, la SIN ha promosso con forza il concetto di Salute del Cervello, un paradigma che va oltre la gestione della malattia e abbraccia una visione globale del benessere cognitivo e fisico lungo tutto l’arco della vita.

Un cambio di prospettiva che valorizza stili di vita sani, interventi di prevenzione e un’attenzione continua alla salute neurologica.

Tra le iniziative concrete, spicca il Decalogo per la Salute del Cervello, elaborato recentemente dalla SIN: dieci raccomandazioni scientificamente fondate per preservare la funzionalità del sistema nervoso.

Tra queste, attività fisica regolare, dieta mediterranea, sonno adeguato, stimolazione cognitiva, gestione dello stress, vita sociale attiva, prevenzione dei traumi cranici, controllo della salute cardiovascolare, visiva e uditiva, evitamento di sostanze nocive e tutela della salute mentale.

L’obiettivo è ridurre il rischio di patologie neurologiche e promuovere una cultura della prevenzione riconosciuta ormai come priorità di sanità pubblica.

“Il decalogo rappresenta un punto di svolta culturale: vogliamo che ogni cittadino diventi protagonista attivo della propria salute cerebrale,” sottolinea Maurizio Corbetta, Presidente del 55° Congresso SIN.

“Solo con una maggiore consapevolezza individuale possiamo sperare di incidere realmente sull’insorgenza delle patologie neurodegenerative.”

 

Emicrania: opzioni terapeutiche sempre più mirate

Colpisce fino al 12% della popolazione adulta, con un picco del 25% nelle donne in età fertile.

Oggi, oltre ai trattamenti tradizionali, sono disponibili nuove opzioni terapeutiche: il lasmiditan e i gepanti (rimegepant e atogepant), efficaci nel trattamento degli attacchi acuti, e quattro anticorpi monoclonali anti-CGRP (erenumab, eptinezumab, fremanezumab, galcanezumab) per la prevenzione.

“Abbiamo oggi nove nuovi farmaci per cefalee ed emicranie, che non solo possono ridurre la sintomatologia, ma riescono anche a prevenirle”, ha affermato Cristina Tassorelli, Professoressa di Neurologia all’Università di Pavia.

Per i pazienti con emicrania cronica, resta indicata anche la tossina botulinica di tipo A.

I nuovi farmaci, altamente selettivi, sono già disponibili nel Servizio Sanitario Nazionale per i pazienti con forme refrattarie.

“Grazie a queste innovazioni possiamo evitare che l’emicrania episodica diventi cronica: in sostanza significa applicare prevenzione primaria”.

 

Ictus, la prevenzione è fondamentale

“Il 75% degli ictus potrebbe essere evitato trattando i fattori di ischio cardiovascolari”, ha spiegato Simona Sacco, professoressa ordinaria di Neurologia presso l’Università degli Studi dell’Aquila e presidente della European Stroke Organization (ESO).

“I trattamenti per chi ne è colpito sono tempo dipendenti, per cui i sistemi sanitari devono garantire un accesso rapidissimo ai pazienti: purtroppo, però, assistiamo ancora a un grande divario tra centri urbani e periferie”.

 

Sclerosi Multipla: tempestività e personalizzazione per contrastare la progressione

La sclerosi multipla (SM) continua a registrare un aumento dell’incidenza, con un impatto crescente nella fascia giovane-adulta.

Il legame con il virus di Epstein-Barr è ormai confermato, così come l’importanza di una diagnosi precoce e di trattamenti tempestivi.

“Bisogna arrivare a una diagnosi biologica, preclinica, in fase ultra precoce”, ha detto Nicola De Stefano, professore di Neurologia all’università degli studi di Siena.

Oltre venti farmaci sono oggi disponibili, dai più tradizionali a quelli ad alta efficacia (anticorpi monoclonali, cladribina). In casi selezionati, il trapianto autologo di cellule staminali rappresenta un’opzione terapeutica promettente.

Nuovi biomarcatori e tecniche di imaging avanzato supportano un monitoraggio sempre più preciso.

La ricerca si orienta verso strategie multitarget, con inibitori della tirosin-chinasi di Bruton e terapie che mirano alla microglia e agli astrociti, attori chiave nella progressione.

 

 

Parkinson: nuove terapie per rallentare la neurodegenerazione

La malattia di Parkinson, secondo disturbo neurodegenerativo per diffusione, è in forte crescita a livello globale.

In Italia ci sono 300mila persone che ne sono affette, con un 10-15% con esordio in età precoce, cioè sotto i 50 anni.

Tra i fattori di rischio, oltre all’età, emergono fattori ambientali e comportamentali, come l’esposizione a pesticidi, l’inquinamento atmosferico e la sedentarietà.

Poiché il processo neurodegenerativo inizia decenni prima della dagnosi, è fondamentale saper riconoscere i soggetti a rischio.

La ricerca si concentra oggi su terapie disease-modifying, come gli anticorpi monoclonali anti-α-sinucleina, mirati a prevenire l’accumulo patologico della proteina: la prima vera terapia in grado di rallentare la progressione di malattia.

Inoltre, sono partiti i primi studi di terapia genica, l’unico trattamento che va ad agire sulle cause della malattia.

Al contempo, si rafforza l’importanza della brain health, un concetto che integra prevenzione, stili di vita sani e riduzione dei fattori di rischio modificabili, per contrastare precocemente i meccanismi della neurodegenerazione.

 

Sclerosi Laterale Amiotrofica: la medicina di precisione apre nuove strade

 Per la SLA, malattia rara e devastante (in Italia circa 6.000 persone convivono con la malattia), negli ultimi anni si sono aperte nuove prospettive, con l’identificazione di numerosi geni associati alla patologia e la comprensione di meccanismi patogenici come alterazioni della proteasi, del metabolismo dell’RNA, neuroinfiammazione, disfunzioni mitocondriali.

L’approvazione di tofersen, un oligonucleoide antisenso (ASO), rappresenta una svolta per i pazienti con mutazione SOD1. Numerosi altri approcci sono in fase di studio per mutazioni diverse.

Per le forme sporadiche, l’attenzione si concentra su biomarcatori (neurofilamenti), imaging avanzato e trial clinici adattativi, come la piattaforma TRICALS, permettono di testare più farmaci in parallelo.

I modelli di cura multidisciplinare e l’uso di tecnologie assistive (es. eye-tracking, interfacce cervello-computer) contribuiscono a mantenere autonomia e qualità della vita anche nelle fasi più avanzate.

 

Miastenia gravis: immunoterapia personalizzata

Malattia autoimmune della giunzione neuromuscolare, ha visto un notevole avanzamento nelle opzioni terapeutiche.

I nuovi anticorpi monoclonali (anti-CD20, anti-CD19), i bloccanti del complemento (eculizumab, ravulizumab, zilucoplan) e gli antagonisti del recettore FcRn (efgartigimod, rozanolixizumab) rappresentano una svolta per i pazienti con forme generalizzate anti-AChR positive.

Le indicazioni terapeutiche variano in base al profilo anticorpale e alla forma clinica, evidenziando l’importanza di protocolli personalizzati e di un approccio immunologico mirato. Le forme oculare e sieronegativa rimangono ancora oggetto di ricerca attiva.

Alzheimer: diagnosi precoce e nuove speranze terapeutiche

La malattia di Alzheimer rappresenta il 60% delle demenze, con circa 600.000 casi in Italia. L’introduzione dei biomarcatori plasmatici, come il dosaggio del rapporto pTau217/β-amiloide, promette una rivoluzione nella diagnosi precoce, accessibile e non invasiva.

I nuovi anticorpi monoclonali anti-amiloide (lecanemab e donanemab) hanno dimostrato la capacità di rallentare la progressione clinica nei pazienti con malattia in fase iniziale e presenza documentata di β-amiloide.

Tuttavia, la complessità nella gestione di queste terapie (monitoraggio, selezione dei pazienti, rischio di ARIA – Amyloid Related-Imaging-Abnormalities) richiede un adeguato riassetto organizzativo del sistema sanitario e un’attenta valutazione della sostenibilità.

 

La ricerca neurologica in Italia

Sul fronte della ricerca, la neurologia si sta trasformando grazie a strumenti sempre più innovativi: dai biomarcatori plasmatici alle neuroimmagini avanzate, fino alle terapie innovative come gli anticorpi monoclonali per l’Alzheimer e le terapie geniche per le malattie rare.

Tuttavia, per tradurre queste innovazioni in benefici reali per i pazienti, è necessaria una profonda riorganizzazione dei percorsi di cura: servono reti cliniche integrate, una vera continuità tra ospedale e territorio, e soluzioni digitali per il monitoraggio continuo.

Il Congresso SIN 2025 si propone quindi come un laboratorio di idee e soluzioni operative: un punto d’incontro tra ricerca e pratica clinica, dove la collaborazione tra specialisti diventa motore di innovazione.

L’obiettivo è ridurre la disabilità, garantire un accesso omogeneo alle terapie su tutto il territorio e contribuire alla trasformazione del sistema sanitario nazionale.

Innovare con responsabilità è il principio guida del Congresso: solo una neurologia capace di coniugare rigore scientifico, efficienza organizzativa e centralità della persona potrà affrontare efficacemente le sfide poste dall’invecchiamento e dalla crescente complessità assistenziale.

“La neurologia del futuro sarà sempre più personalizzata, predittiva e prossima alle persone,” ha dichiarato Mario Zappia, Presidente della SIN.

“Ma per renderla davvero accessibile a tutti, dobbiamo intervenire ora su formazione, governance e integrazione dei servizi.”

 A conferma della vitalità del settore, si registra una crescita costante della produzione scientifica e delle collaborazioni internazionali: tra il 2022 e il 2025, il 53,2% delle pubblicazioni neurologiche italiane è stato co-firmato con centri esteri, rispetto al 49,5% del triennio precedente.

Un segnale forte, che riflette l’attivismo soprattutto dei giovani neurologi, sempre più coinvolti in programmi di scambio e progetti di ricerca congiunti.

Particolarmente significativo è anche il dato sulla qualità: su 6.755 articoli pubblicati da autori italiani, 4.639 sono basati su dati originali.

La comunità scientifica nazionale non si limita a rielaborare la letteratura esistente, ma contribuisce in modo attivo alla produzione di nuove evidenze.

Sul piano dei contenuti, si rileva un crescente interesse per ambiti emergenti come la sclerosi laterale amiotrofica, i disturbi cognitivi e le cefalee, accanto ai temi di maggiore impatto per il Servizio Sanitario Nazionale.

Segnali di una disciplina in costante evoluzione, capace di intercettare le nuove sfide e orientare le future politiche sanitarie.

 

Le nuove misure nella Legge di Bilancio

A testimonianza della crescente attenzione istituzionale verso le tematiche neurologiche, nella recente bozza del Disegno di Legge di Bilancio sono stati inseriti numerosi elementi di diretto interesse per la comunità neurologica.

Un risultato che riflette il lavoro costante portato avanti in questi due anni non solo attraverso gli intergruppi parlamentari, ma anche grazie a un dialogo continuo con le istituzioni sanitarie nazionali.

Tra le misure più rilevanti, si segnalano: lo stanziamento di risorse per l’introduzione dei biomarcatori plasmatici nei percorsi di diagnosi precoce dell’Alzheimer;

il rafforzamento della rete territoriale per la gestione delle cronicità neurologiche, con particolare attenzione a malattie come Parkinson, SLA e demenze;

e il finanziamento di programmi formativi per la neurologia di comunità e la gestione integrata dei pazienti.

Un riconoscimento concreto della centralità della neurologia nelle strategie di salute pubblica del Paese, che apre prospettive importanti per il futuro della disciplina.