Più – Più cura. Più tempo. Più vita”, campagna di sensibilizzazione che, dall’ascolto dei bisogni, individua le aree di intervento per dare risposte alle istanze delle persone che convivono con questa patologia.

 

 

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Più cura, con la promozione di un approccio non limitato al trattamento medico, ma che integri competenze multidisciplinari e risposte personalizzate; più tempo, migliorando le prospettive dei pazienti attraverso la diagnosi precoce e l’accesso all’innovazione terapeutica; più vita, aiutando i pazienti a vivere al meglio tutto il tempo del loro percorso.

Nasce con questi precisi e ambiziosi obiettivi la campagna di sensibilizzazione sull’esperienza delle persone con tumore metastatico del colon-retto “Più – Più cura. Più tempo. Più vita.” promossa da Takeda Italia con il patrocinio di: AIIAO – Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica, A.I.Stom. – Associazione Italiana Stomizzati, AMICI Italia – Associazione nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, Fondazione ANT, Europa Colon – Italia APS, FAVO – Federazione Italiana Delle Associazioni Di Volontariato In Oncologia, ROPI – Rete Oncologica Pazienti Italia, SIPO – Società Italiana di Psico-Oncologia.

“Il numero di persone che muoiono dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore del colon-retto sta progressivamente diminuendo negli anni; questo dato viene regolarmente confermato anno dopo anno da circa vent’anni, merito dei programmi di screening, dei miglioramenti della chirurgia e ai progressi delle terapie mediche”, afferma Gianluca Masi, Direttore U.O. Oncologia Medica 2, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.

“Invece, per l’incidenza, ossia il numero dei nuovi casi diagnosticati ogni anno, si registra una diminuzione delle nuove diagnosi nella fascia d’età tipica per l’insorgenza dei tumori del colon, vale a dire 50-60 anni, e si inizia ad osservare nei Paesi nord-europei, negli Stati Uniti e in alcune aree dell’Asia un aumento di questi tumori, ribattezzati early-onset, o tumori ad insorgenza precoce, nelle persone giovani-adulte, tra i 20 e i 45 anni”.

“Il tumore del colon-retto nel 75% dei casi è considerato sporadico, nel senso che insorge e colpisce un individuo in maniera del tutto casuale, senza una causalità specifica”.

“Un 10% circa dei tumori del colon-retto si verifica in conseguenza di una familiarità e predisposizione a sviluppare queste neoplasie e poi abbiamo un 5% circa propriamente detti ereditari”.

“L’insorgenza della gran parte dei tumori del colon-retto è dunque legata ad abitudini di vita non corrette: dieta povera di fibre, eccessivo consumo di grassi animali e carni rosse, assunzione di cibi processati (insaccati), sovrappeso/obesità, fumo di sigaretta e scarsa attività fisica. Questi sono fattori di rischio, ma non possono essere considerati fattori eziologici”.

“Oggi per il trattamento di questa neoplasia è fondamentale il profilo molecolare: si può così applicare la medicina personalizzata, vale a dire il miglior trattamento possibile per ogni paziente”, spiega Tiziana Pia Latiano, Oncologa, Consigliere Nazionale AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica.

“L’obiettivo è fornire la migliore qualità di vita possibile al paziente, quindi è necessario scegliere il farmaco più efficace ma saper anche gestire le tossicità”.

“Il continuum of care, che sta a significare ‘continuità di cure’, è un approccio il cui modello è stato studiato, validato e oggi largamente utilizzato proprio nel tumore del colon-retto, in particolare nel carcinoma metastatico del colon-retto”, spiega Masi.

“L’obiettivo è cronicizzare la malattia mantenendo una buona qualità di vita e avendo sempre come riferimento la cura della persona/paziente”.

“Lo screening, essenziale per la diagnosi precoce, secondo gli studi clinici ha mostrato di ridurre la mortalità di questo tumore del 20-30%”.

Motore della campagna “Più – Più cura. Più tempo. Più vita” il Patient Council rappresentato da Associazioni Pazienti, Società Scientifiche e key opinion leader che, a partire dai bisogni dei pazienti, ha messo a punto un Position Paper che riunisce le istanze specifiche per migliorare concretamente l’esperienza di cura.

Tre gli assi tematici in cui è articolato il documento, che rappresentano le aree prioritarie di intervento al fine di costruire un percorso realmente evoluto della presa in carico di questi pazienti: maggiore continuità assistenziale, caratterizzata da multidisciplinarietà e personalizzazione degli interventi con attenzione alla prevenzione, diagnosi precoce, supporto psico-oncologico e attenzione alla vita quotidiana e alla sfera sessuale; sensibilizzazione e attenzione al benessere e alla qualità di vita preservando la dignità della persona; partecipazione continuata e strutturata delle Associazioni Pazienti che, in collaborazione con medici e Istituzioni, possono sviluppare strategie e soluzioni che rispondano pienamente alle reali necessità dei pazienti e dei caregiver.

Il tempo, per un paziente con cancro del colon-retto, in particolare con malattia avanzata e metastatica, non è più solo una dimensione cronologica, ma elemento centrale della sua esperienza di vita.

Affinché questo tempo possa essere vissuto al meglio, è necessario sensibilizzare tutte le figure coinvolte nella cura al fine di assicurare l’accesso alla diagnosi precoce e alle terapie più appropriate.

La prevenzione e l’informazione vanno potenziate, l’adesione allo screening per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto è ancora subottimale sul territorio nazionale e incontra diverse resistenze nella popolazione.

Cuore emozionale della campagna è il cortometraggio in tre episodi “Un’esperienza in più”, per la regia di Alessandro Guida, realizzato per focalizzare l’attenzione del pubblico sull’esperienza esistenziale dei pazienti. Le storie di Guido (Una maratona per due), Gianna (Ninna nanna della nonna) e Ivo (L’ora di pausa) trovano una sintesi comune nella riscoperta del valore del tempo e nell’importanza di un approccio che consideri tutti gli aspetti determinanti per la qualità di vita dei pazienti.

«Considerare la persona nella sua interezza, non limitandosi a trattar la malattia, ma integrando nella cura l’attenzione al contesto socio-assistenziale e organizzativo, al vissuto emotivo e alla psiche del paziente: è questo che caratterizza l’impegno di Takeda in Oncologia – afferma Silvia Ficorilli, Head of Patient Advocacy & Communications – Oncology Division, Takeda Italia. La campagna Più – Più cura. Più tempo. Più vita si inscrive in questa prospettiva e, attraverso nuovi contenuti, avvia un percorso di sensibilizzazione importante, con l’auspicio che possa aiutare tutti i pazienti a vivere un’esperienza di cura migliore e far evolvere il presente sospeso delle persone con malattia in fase avanzata in un tempo di vita vissuto a pieno».

 I video dei tre episodi saranno diffusi attraverso la landing page www.unesperienzainpiu.it dove sono approfonditi gli aspetti legati ai temi chiave della campagna: più cura, più tempo, più vita.