Una dieta sana e un’attività fisica regolare migliorano significativamente la salute del cuore e, per le persone affette da fibrillazione atriale, la comprensione delle scelte alimentari – compresi i potenziali fattori scatenanti come alcol, caffeina o cibi piccanti – può aiutare a ripristinare un senso di controllo e di fiducia nella gestione di questa condizione. Per questo Daiichi Sankyo Europa ha riunito a Milano esperti di malattie cardiovascolari, nutrizione e difesa dei pazienti nel cooking show “Beats and Bites”, con la collaborazione della European Nutrition Health Alliance, A.L.I.Ce Lombardia e lo chef Ruben Bondì.

 

 

 

La fibrillazione atriale (FA) appartiene a quelle patologie che vengono definite “killer silenziosi”: infatti, spesso, la sintomatologia è assente o non è presa in considerazione dai malati, che non danno peso a temporanee variazioni del ritmo cardiaco, palpitazioni o fiato corto.

Questa condizione cronica può quindi spesso passare inosservata e molte persone non ricevono una diagnosi o non sono consapevoli del proprio rischio cardiovascolare: la FA può condurre a ictus che, se non presi in tempo, possono diventare fatali o invalidanti.

Per aiutare  le persone a comprendere meglio questo aspetto, Daiichi Sankyo Europe ha ospitato a Milano “Beats and Bites”, un evento incentrato sul legame tra fibrillazione atriale e alimentazione.

Esperti di malattie cardiovascolari insieme alla European Nutrition for Health Alliance e A.L.I.Ce. Lombardia, hanno affrontato le preoccupazioni comuni ed evidenziato le strategie di riduzione del rischio, con la partecipazione dello chef Italiano Ruben Bondì che ha creato un menù di ricette semplici, gustose e salutari per il cuore.

“La FA è la più comune aritmia sopraventricolare e si manifesta prevalentemente nell’atrio sinistro, dove la variazione di afflusso di sangue durante l’aritmia o nella fase seguente di normalizzazione può generare trombi, che innescano poi l’ictus: la FA aumenta di 4-5 volte questo rischio”, ha spiegato il Prof. Daniele Andreini, Direttore della Divisione di Cardiologia Universitaria e Imaging Cardiaco dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, Milano.

“Questo disturbo del ritmo cardiaco, che una persona su 4 di età superiore ai 40 anni rischia di sviluppare nel corso della propria vita, riguarda il 5% degli over 65, mentre ad età superiore agli 85 anni la percentuale sale fino al 15-20%”.

“I fattori di rischio sono legati allo stile di vita e includono patologie metaboliche: obesità, diabete, livelli di colesterolo alti, pertanto è fondamentale, sia per la prevenzione, sia per chi ne è colpito, seguire un’alimentazione corretta e fare attività fisica, soprattutto sport aerobici. Da quando? Dal primo anno di vita!” , ammonisce il professore.

Alcuni alimenti come alcol, caffeina o cibi piccanti possono scatenare un episodio e tra le strategie alimentari da adottare, gli esperti consigliano:

– consumare due porzioni di pesce ricco di omega-3 alla settimana per gli adulti e ridurre il sale a meno di 5 g al giorno. 

– Fare attenzione alle dimensioni delle porzioni e gestire i livelli di stress e di sonno, che potrebbero portare all’obesità e complicare i problemi cardiovascolari se non gestiti correttamente.

– Fare circa 2 ore di esercizio fisico di intensità moderata alla settimana, come passeggiare, fare le scale o ballare, oltre ad un allenamento di resistenza 2 giorni alla settimana.

Inoltre, secondo i nutrizionisti, dopo i 65 anni andrebbero consumate più proteine e andrebbe evitato il cibo processato, che costituisce attualmente il 40% dell’alimentazione europea.

“La terapia per la FA consiste nella somministrazione di farmaci anticoagulanti, che evitano la formazione di trombi e di conseguenza ictus”, prosegue Andreini.

“Con i vecchi trattamenti, come ad esempio col warfarin, c’era però i rischio di emorragie, mentre oggi con i nuovi farmaci come edoxaban abbiamo una protezione eccellente, soprattutto per le donne il cui rischio di ictus è più elevato”.

“Inoltre, poiché si tratta di ingerire una sola pillola al giorno, l’aderenza alla terapia  è praticamente del 100%”.

“Eventi come ‘Beats and Bites’ forniscono un utile supporto, offrendo consigli pratici e mostrando l’impatto che semplici cambiamenti nella dieta e nel movimento possono avere nel ridurre il rischio di fibrillazione atriale.”, conferma il dott. Giacomo Falzi, Vicepresidente di A.L.I.Ce. Lombardia.

“È incoraggiante vedere al centro dell’attenzione il benessere dei pazienti, con esperti e sostenitori che si uniscono per dare a individui e famiglie la possibilità di assumere il controllo della propria salute cardiovascolare”.

“Questo perché i problemi del cuore sono anche problemi del cervello e il 30% degli italiani non è a conoscenza dei sintomi cardiovascolari”.

“Come associazione abbiamo sviluppato il progetto ‘fast hero’, dove andiamo nelle scuole elementari a spiegare ai bambini quali sono i sintomi dell’ictus: poiché oggigiorno trascorrono molto tempo coi nonni, sapere quali sono le manifestazioni per chiamare tempestivamente i soccorsi può essere cruciale per salvare loro le vite”.

“Delle patologie cardiovascolari e dei loro sintomi non si discute abbastanza”, conferma Ilaria Leggeri, Direttore del Patient Engagement di Daiichi Sankyo.

“La nostra azienda ha cento anni di storia scientifica in questa area terapeutica, ma l’approccio di Daiichi va oltre il farmaco, in un’ottica olistica: guardando alle persone che convivono con la patologia, alla loro qualità della vita, alle loro scelte di vita e ai risultati che contano per loro”.

“La visione olistica include la prevenzione e la comunicazione”, ha aggiunto Monika Gratzke, Head of Medical Innovation and Digital Strategy at Daiichi Sankyo Europe. “Perché ogni paziente è diverso dall’altro e quindi la medicina personalizzata è sempre più la chiave per soddisfare i loro bisogni ed esigenze”.

Durante l’evento lo chef Ruben Bondì ha preparato un menù a base di pesce e verdure per mostrare quali siano i comportamenti alimentari da seguire e quali cibi possono dare una mano al nostro cuore.

 

Per maggiori informazioni, visita il sito: https://wecareforeveryheartbeat.com/your-heart-in-your-hands-af/