Il 74% dei cittadini considera Salute e Sanità priorità assoluta. E tempi lunghi d’attesa per esami diagnostici (73%), prime visite (67%) e carenza di personale medico e sanitario (58%) sono considerate le principali criticità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Questo è quanto emerge dal sondaggio d’opinione di IPSOS. “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN”.
Come ogni anno, ieri a Roma si sono confrontati illustri rappresentanti del mondo politico-istituzionale e accademico, esperti della comunità medico-scientifica e Associazioni dei Pazienti, in occasione della settima edizione di “Inventing for Life Health Summit”, dedicato ancora una volta al tema “Investing for Life: la Salute conta!”, organizzato da MSD Italia.
Gli spunti di discussione sono arrivati dai dati del sondaggio IPSOS “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN”: è emerso che per quasi l’80% degli italiani l’incremento della spesa pubblica in Sanità è una priorità strategica per il Paese (dato in aumento di 9 punti percentuali rispetto al 2023) e il 62% si dichiara soddisfatto dell’offerta sanitaria in Italia con un notevole divario regionale, mentre il 46% ritiene che il settore pubblico meriti un potenziamento.
Inoltre, secondo gli italiani, la prevenzione in ambito oncologico è prioritaria (78% della popolazione) e il 74% ha un’opinione positiva dei vaccini, in miglioramento rispetto al 2023. Gli italiani suggeriscono il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri, oltre a quello dei farmacisti, per aumentare le coperture vaccinali.
E riconoscono l’impegno messo in campo dalle aziende farmaceutiche, non solo per gli sforzi in Ricerca & Sviluppo nella lotta alle principali malattie (84% di voti positivi), ma anche per il loro contributo alla crescita economica.
Ma le criticità del Sistema Sanitario Nazionale restano sempre i tempi lunghi d’attesa per esami diagnostici (73%), prime visite (67%) e carenza di personale medico e sanitario (58%).
A questo proposito, il Ministro della Salute Orazio Schillaci, che è intervenuto in apertura dei lavori, ha dichiarato che sin dal primo giorno il Governo ha messo attenzione sulle liste d’attesa e sui Pronto Soccorso.
“La legge sulle liste d’attesa sta iniziando gradualmente a dare risultati. E ci sono già numeri che lo indicano. Tra un po’ sarà completata la piattaforma Agenas, così avremo finalmente i dati regionali per poi poter intervenire con le Regioni laddove ci sono problemi”.
“È importante avere la collaborazione soprattutto delle Regioni diano attuazione alle norme come sta già avvenendo. Penso al Piemonte dove sono state attivate le visite e gli esami anche la sera e nei weekend con 8mila prestazioni aggiuntive già effettuate da gennaio a oggi”.
“Riguardo alle altre due grandi priorità su cui gli italiani interpellati chiedono maggiore attenzione, ossia i Pronto soccorso e l’assistenza ospedaliera, si tratta di temi legati in maniera indissolubile alla grande riforma dell’assistenza territoriale che stiamo portando avanti con il PNRR”.
“Con la diffusione capillare delle Case e degli Ospedali di Comunità, che dovranno garantire assistenza 24 ore su 24, gli italiani potranno trovare sul territorio le risposte a tutti i loro bisogni di salute non urgenti e che non necessitano di recarsi al Pronto Soccorso”.
“In questo scenario, a breve andranno al Pronto Soccorso le persone che veramente si troveranno in una condizione di emergenza – urgenza”.
“Un ambito che mi sta particolarmente a cuore e su cui siamo impegnati, non solo attraverso le campagne di sensibilizzazione per aumentare l’adesione, sono gli screening oncologici, anche per estendere le fasce d’età, per esempio per lo screening per il cancro alla mammella, e ampliare l’offerta degli screening gratuiti, penso al cancro al polmone”.
“Sappiamo infatti quanto sia strategica la prevenzione oncologica per avere diagnosi tempestive e aumentare i tassi di guarigione che grazie ai progressi continui delle scienze mediche sono già aumentati in maniera significativa”.
“Però la prevenzione in generale, anche quella che passa per i corretti stili di vita, è un prezioso investimento per la salute. In ultimo, a proposito dell’accesso alle innovazioni terapeutiche, credo che la nuova AIFA abbia già ridotto notevolmente i tempi per l’accesso a farmaci innovativi”.
Veniamo al sondaggio: è cambiata la percezione degli italiani su Salute e Sanità rispetto ai loro bisogni e aspettative? Se sì, come?
Secondo i dati, la Salute e la Sanità restano saldamente al comando delle priorità e vedono una crescita del +5% rispetto al 2023: il 74% della quota di italiani considera queste due aree come prioritarie nell’Agenda politica del Governo e ritiene siano quelle sulle quali è necessario investire di più e più urgentemente, con un’attenzione speciale a liste d’attesa per esami diagnostici e prime visite, e carenza di personale medico e sanitario.
Gli italiani sono convinti che la spesa sanitaria pubblica nel nostro Paese sia al di sotto della media europea e, per quanto soddisfatti, ritengono sia necessario aumentare il finanziamento essendo la Sanità pubblica una priorità strategica.
Eppure, un italiano su 3 si aspetta che nulla cambierà. Per ciò che riguarda invece l’erogazione dei servizi, il Paese appare spaccato e presenta un forte divario regionale con il 78% dei cittadini (era il 73% nel 2023) a ritenere che l’Articolo 32 non venga rispettato pienamente, salvo in alcune Regioni.
“L’aggiornamento 2025 sul sentiment dell’opinione pubblica in tema di salute e sanità, tra progressi, arretramenti e staticità, deve spronarci all’azione. La salute e la sanità restano la prima priorità per i cittadini, seguita dal lavoro, e non potrebbe essere diversamente in un Paese longevo come l’Italia, dove l’invecchiamento della popolazione sfida la sostenibilità di un sistema sanitario pubblico ancora prevalentemente apprezzato, nonostante le criticità espresse nei confronti delle liste d’attesa e della carenza di personale sanitario. Restano da risolvere anche i divari regionali per rendere davvero universale l’accesso alla sanità. Segnali positivi si rilevano nelle aree della prevenzione e dei vaccini considerati essenziali dalla maggior parte della popolazione, così come nei confronti dell’accelerazione digitale impressa ai servizi. Si conferma l’apprezzamento nei confronti dell’innovazione e dell’impegno in Ricerca & Sviluppo da parte dell’industria farmaceutica”, spiega Nando Pagnoncelli, Presidente IPSOS.
Sul fronte dell’innovazione terapeutica e della crescita, gli italiani riconoscono il contributo importante dato dall’attività di Ricerca & Sviluppo delle aziende farmaceutiche, tanto che il comparto farmaceutico è percepito come protagonista su due livelli: da un lato, come volano di salute con un ruolo fondamentale nella lotta alle principali patologie, grazie agli sforzi in Ricerca & Sviluppo; dall’altro, come stimolo per la ripresa e la crescita economica italiana.
Eppure, il 92% dei cittadini (80% nel 2023) ritiene l’accesso alle terapie innovative ancora un’evenienza eccezionale, fattibile per pochi e non in tutte le Regioni.
“L’industria farmaceutica è strategica per la salute, la crescita economica e la sicurezza. Per la salute perché le aziende farmaceutiche offrono un contributo fondamentale per la salute dei cittadini. In Italia, per esempio, in 20 anni la mortalità totale è diminuita del 25% e per le patologie croniche del 35%. Per la crescita economica, come dimostra il record storico raggiunto dall’export: 54 miliardi di euro nel 2024. Con i dati che confermano l’industria farmaceutica al primo posto per indice di competitività, produttività, open innovation, e con farmaci e vaccini, per surplus con l’estero, +20 miliardi di euro nel 2024. La farmaceutica è fondamentale anche per la sicurezza nazionale soprattutto nell’odierno contesto geopolitico, turbolento e competitivo. L’industria apprezza l’operato del Governo, che sta andando nella giusta direzione. E sottolinea che ora per restare attrattivi è fondamentale una Strategia Nazionale sulla Farmaceutica e le Scienze per la Vita. Con una decisa riforma della governance della spesa farmaceutica pubblica, che punti a migliorare ulteriormente l’accesso alle cure, superare progressivamente i payback, aumentare la competitività delle imprese e attrarre gli investimenti”, commenta Marcello Cattani, Presidente Farmindustria.
“Ho l’onore di presiedere la Commissione Sanità, Lavoro e Affari Sociali del Senato e, in questo ruolo, ho potuto confrontarmi con le complesse sfide legate alla sostenibilità economico-politica del sistema salute. È cruciale trovare un equilibrio tra il diritto alla salute dei cittadini, la sostenibilità del servizio sanitario e la sostenibilità della produzione industriale. Eventi come Inventing for Life sono fondamentali per continuare il lavoro multidisciplinare necessario a garantire che l’innovazione terapeutica possa prosperare nel nostro Paese, contribuendo al benessere di tutti”, dichiara Francesco Zaffini, Presidente 10a Commissione Permanente Affari Sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale, Senato della Repubblica.
“La riforma della governance del Fondo per i Farmaci Innovativi, introdotta con l’ultima legge di bilancio, rappresenta un significativo passo avanti per garantire un accesso più equo e tempestivo alle terapie innovative. Questa modifica risponde alle esigenze del comparto farmaceutico e dei pazienti, contribuendo a rendere il sistema più efficiente e sostenibile. Tuttavia, per attrarre maggiori investimenti in innovazione e consolidare il ruolo dell’Italia nel panorama internazionale, è essenziale adottare un approccio strategico che combini incentivi di tipo push (a sostegno della ricerca e sviluppo) e pull (volti a favorire l’adozione e la diffusione delle nuove tecnologie). Solo attraverso investimenti mirati e un sistema di valutazione rapido ed efficace, sarà possibile colmare le attuali criticità e garantire che le innovazioni raggiungano i pazienti in modo più rapido ed efficiente”, dichiara Ugo Cappellacci, Presidente XII Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati.
“Occasioni come queste sono importanti perché è necessaria una giusta sinergia tra tutti gli attori protagonisti: Istituzioni, medici, professionisti, esperti, mondo scientifico, realtà interessate. L’obiettivo è quello di affrontare al meglio le nuove sfide future, in ambito sanitario. Tra le priorità assolute, rientrano sicuramente: innovazione e ricerca, che rendono possibili cure sempre più efficienti e personalizzate, anche in virtù di alcuni dati specifici, come l’aumento dell’età media della popolazione. Attraverso la digitalizzazione, pensiamo alla telemedicina, è possibile implementare le cure a domicilio, soprattutto per i pazienti più fragili. E questo può essere utile anche per il decongestionamento degli ospedali e dei pronto soccorso, dove buona parte degli accessi risulta essere improprio. Poi, è indispensabile diffondere e promuovere la cultura della prevenzione, che non deve essere ritenuta un costo, anzi può costituire un risparmio, in primis in termini di benessere. Attraverso le attività di prevenzione, infatti, è possibile evitare l’insorgere di nuove patologie, o almeno ridurre il rischio che diventino più acute, e soprattutto sono fondamentali per una diagnosi precoce e tempestiva. In Consiglio regionale del Lazio, alla Pisana, stiamo portando avanti l’iniziativa “un Consiglio in salute”: un programma gratuito di prevenzione, rivolto ai dipendenti del Consiglio. Alle iniziative che abbiamo organizzato, è stata registrata una grande partecipazione, e ora stiamo lavorando per estendere questo progetto, coinvolgendo anche i territori”, dichiara Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
“Per la salute globale quello che viviamo oggi è un momento importante. La sanità rappresenta una questione nevralgica da affrontare in maniera sinergica per ridisegnare il futuro del nostro Paese e preservare un servizio sanitario nazionale universalistico di valore come il nostro”, ha dichiarato Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia. “La chiave di volta è l’innovazione, frutto di un’intensa e ingente attività di Ricerca&Sviluppo di cui realtà come MSD si fanno promotrici. Siamo parte di un comparto farmaceutico che eccelle nel mondo, siamo l’unico settore manifatturiero in crescita e tra i primi per import ed export, con le nostre attività incidiamo positivamente sul Pil nazionale. Siamo un’eccellenza da preservare e sostenere perché volano della crescita economica italiana per cui necessitiamo di interventi mirati”, ha proseguito. “Pertanto, una riforma sistemica che incentivi gli investimenti, supporti la Ricerca e premi l’innovazione si configura come l’unica soluzione per garantire un accesso alle cure equo ed efficiente per porre davvero al centro i Pazienti e i loro bisogni”.
Nicoletta Luppi ha infine concluso dichiarando: “Il recente incremento del Fondo Sanitario e le nuove regole per il fondo farmaci innovativi rappresentano un ulteriore passo nella direzione desiderata, ma è fondamentale adottare misure strutturali e costruire una visione strategica a lungo termine. L’Italia deve puntare a diventare ‘hub’ di riferimento per l’innovazione in campo sanitario e attrarre investimenti per la ricerca clinica nel nostro Paese con adeguati incentivi. L’Italia ha inoltre l’opportunità di guidare, a livello europeo, un ripensamento dei criteri contabili affinché voci strategiche come l’immunizzazione non siano più trattate come spesa corrente, ma vengano riconosciute come un investimento e detratte dal calcolo deficit/PIL. Possediamo le risorse, le competenze e il know-how per ritagliarci un ruolo da protagonisti. È fondamentale avere il coraggio di compiere oggi le scelte giuste per trasformare queste potenzialità in un vantaggio concreto per la Salute dei cittadini e per il futuro del Paese e dell’Europa”.
