L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea. Nonostante le sue conseguenze siano alla pari di malattie gravi oggi è ancora molto sottovalutata e poco trattata; Il Premio giornalistico ‘Dalla parte delle ossa’ 2024 promosso da FEDIOS (Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro) e UNASMI (Unione Nazionale Medico Scientifica di informazione) in collaborazione con SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro), GIBIS (Gruppo Italiano Bone Interdisciplinary Specialists) e GISMO (Gruppo Italiano Studio Malattie Metabolismo Osseo) e il contributo non condizionato di Abiogen, si pone l’obiettivo di diffondere una maggiore conoscenza della malattia e, soprattutto, della sua prevenzione.

 

 

Al via l Premio giornalistico sull’Osteoporosi ‘Dalla parte delle ossa’ promosso da FEDIOS (Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro) e UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di informazione) in collaborazione con SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro), GIBIS (Gruppo Italiano Bone Interdisciplinary Specialists) e GISMO (Gruppo Italiano Studio Malattie Metabolismo Osseo) con il contributo non condizionato di Abiogen.

Il premio, giunto alla sua terza edizione, si pone un obiettivo importante, accrescere la conoscenza dell’osteoporosi e delle sue conseguenze, ma soprattutto porre l’accento su un annoso gap nel trattamento e nella corretta presa in carico del paziente.

 

Osteoporosi: una patologia ‘Cenerentola’ ma con un elevato impatto economico

“L’osteoporosi è caratterizzata dalla perdita di massa ossea nel corso degli anni e interessa oltre cinque milioni di Italiani”, spiega Ferdinando Silveri, Vicepresidente Comitato Scientifico della Federazione italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro (FEDIOS).

“Il nostro Paese è ai vertici in Europa per prevalenza della patologia, con oltre il 40% di fratture da fragilità che occorrono dopo i 60 anni, il che incide sulla spesa sanitaria totale per ben il 6%”.

“Oltre 9 miliardi di euro sono spesi per la gestione delle fratture ossee da osteoporosi, soprattutto per quanto riguarda quelle del femore: un terzo dei pazienti fratturati perde poi l’autonomia e il 20% va incontro a morte entro un anno”.

Di tutte le persone colpite, l’80% sono donne in post menopausa. Secondo i dati ISTAT relativi all’anno 2020, l’8,1% della popolazione italiana (il 13,5% delle femmine e il 2,3% dei maschi) ha dichiarato di essere affetto da osteoporosi, con prevalenza che aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età, in particolare nelle donne dopo i 55 anni, fino a raggiungere il 32,2% oltre i 74 anni (il 47% delle femmine e il 10,3% dei maschi).

Tuttavia, nonostante sia una patologia con gravità alla pari di malattie cardiovascolari, per esempio, non viene trattata adeguatamente e nessuno se ne preoccupa, per questo potremmo dire che si tratti di una patologia ‘Cenerentola’.

‘’Ad oggi abbiamo una grossa lacuna nel trattamento dell’osteoporosi. E purtroppo è un problema che riguarda in primis la classe medica che non è abbastanza sensibile a questa tematica, a partire dal medico di base fino allo specialista (ortopedico, fisiatra). L’osteoporosi è una patologia con molte implicazioni e va trattata in modo adeguato. A volte può succedere che paziente inizi una terapia ma poi la sospende, nel 50% entro un anno, in quanto non è stato sufficientemente “preparato’” Afferma Ferdinando Silveri.

“Una frattura vertebrale raddoppia il rischio di avere una frattura di femore entro un anno e quintuplica il rischio di avere una nuova frattura vertebrale in assenza di trattamento adeguato. Inoltre, è noto come la presenza di fratture vertebrali influisca negativamente sulla qualità di vita del paziente e ne aumenti la mortalità, con incremento dei relativi costi socio-sanitari.’’

Quindi il carico economico più elevato è portato dalle fratture che comportano dei costi sia nel breve periodo, per la gestione della frattura stessa, sia nel lungo periodo per la gestione delle conseguenze.

L’ospedalizzazione è l’aspetto principale legato ai costi diretti a carico del Servizio sanitario nazionale, ma a questi si aggiungono quelli legati alla perdita di produttività dei soggetti con osteoporosi.

Nonostante la maggior parte delle fratture da fragilità si verifichi in pazienti anziani, quando ciò avviene in età lavorativa, in Italia, si stima che si perdano circa 95 giorni lavorativi per mille individui.

A ciò, infine, si associano i costi riguardanti l’assistenza del paziente da parte di famigliari e caregiver.

‘’L’osteoporosi rappresenta oggi una vera emergenza sanitaria, essendo una patologia di prevalenza e incidenza in costante incremento. Basti considerare che la mortalità a un anno dopo frattura di femore è di circa il 25% e i soli costi diretti del trattamento della frattura da fragilità sono 4 volte superiori a quelli del tumore della mammella, 3 volte superiori a quelli dell’infarto del miocardio e 3 volte a quelli dell’ictus. – Aggiunge Sandro Giannini Presidente Gruppo Italiano Bone Interdisciplinary Specialists (GIBIS) – Servirebbe dunque un cambio di paradigma per la gestione dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità, sia a livello organizzativo sia per quanto riguarda l’approccio alla patologia da parte del paziente ma anche del medico.’’

 

Presa in carico e gestione multidisciplinare del paziente

Nell’ambito delle fratture da fragilità, esiste un modello coordinato multidisciplinare di presa in carico e gestione del paziente, riconosciuto a livello internazionale per essere costo-efficace per la riduzione del rischio di rifrattura, denominato Fracture Liaison Service (FLS).

Con questo approccio si implementano programmi diagnostico-terapeutici all’interno delle strutture sanitarie, mirati a ridurre il divario nell’assistenza ai pazienti con fratture osteoporotiche e a migliorare la comunicazione tra i vari professionisti sanitari coinvolti.

Il modello FLS promuove la continuità assistenziale, migliora i processi di diagnosi e aumenta l’aderenza al trattamento terapeutico, contribuendo a ridurre il tasso di fratture e i costi di gestione della patologia.

‘’In SIOMMMS siamo impegnati da anni su questo fronte per cercare di riportare l’attenzione sulle fratture da fragilità, in particolare avviando progetti con l’obiettivo di strutturare un percorso di cura efficace rispetto ai bisogni dei pazienti e flessibile rispetto alle caratteristiche del sistema socio-sanitario italiano. – afferma Bruno Frediani, Presidente Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) – Migliorare la cura dell’osteoporosi puntando sulla prevenzione delle fratture riducendo i costi a queste associati sono la vera sfida da cogliere e vincere grazie all’innovazione terapeutica che non deve essere vista come una spesa, ma come un investimento.’’

 

Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi

“Il trattamento dell’osteoporosi si articola in due fasi: quella della prevenzione e poi la cura della malattia quando si è manifestata”, spiega  Ranuccio Nuti Presidente Gruppo Italiano Studio Malattie Metabolismo Osseo (GISMO).

“La prima fase dovrebbe essere sostenuta e sollecitata dal medico di base e consiste in basilari capisaldi quali: correggere l’alimentazione, smettere di fumare, praticare attività fisica”.

“Inoltre bisogna ricordare che la menopausa è un fattore di rischio e pertanto è consigliabile per le donne fare gli esami specialistici in questa fase”.

“Anche la carenza di vitamina D è un fattore di rischio sottovalutato: dagli studi emerge che l’80% dell’apporto di questo ormone arriva dall’esposizione al sole e il 20% dall’alimentazione; ma dai dati risulta che si assumono solo 250 unità al giorno, al contrario delle 800 raccomandate dalle linee guida”.

Per la salute dell’osso e per scongiurare il rischio che diventi fragile ammalandosi di osteoporosi è necessaria una combinazione di movimento più alimentazione ricca di nutrienti in calcio e proteine e una regolare esposizione alla luce del sole che favorisca la produzione di vitamina D, importantissima per la salute delle ossa e per la prevenzione di fratture.

La somministrazione della vitamina D può avvenire in diversi modi e con una cadenza settimanale o mensile.

Il problema della dilazione del tempo subentra nel momento in cui ci si dimentica di aderire correttamente al trattamento.

Inoltre, non tutti i pazienti con osteoporosi sono ‘elegibili’ al trattamento.

“Per la salute delle ossa e per prevenire il rischio di osteoporosi e quindi di fratture da fragilità, è necessaria una combinazione di movimento in associazione ad una alimentazione ricca di nutrienti in calcio, proteine e vitamina D, importantissima quest’ultima per la salute delle ossa e per la prevenzione di fratture”,

“Non tutti gli alimenti contengono la vitamina D e quindi è opportuno favorire l’assunzione di quelli che la contengono in miura maggiore, come ad esempio pesce, latte e derivati, uova. Al fine di ottenere un normale stato vitaminico D, può essere utile una regolare esposizione alla luce del sole, che, come è noto, garantisce a livello cutaneo la sintesi del colecalciferolo, primo metabolita della vitamina D.

“Nel momento in cui si dovesse realizzare una carenza di vitamina D, può essere utile ricorrere alla supplementazione che può avvenire con diverse modalità, a cadenza settimanale o mensile. L’utilizzo della vitamina D nella gestione dell’osteoporosi è stato regolamentato dalla Nota 96 dell’AIFA che, accanto ad alcune indicazioni positive, presenta tuttavia diversi aspetti di criticità che ne ostacolano un corretto impiego nella pratica clinica”.

Il Premio giornalistico ‘Dalla parte delle ossa’

Il Premio giornalistico ‘Dalla parte delle ossa’ verrà assegnato per la realizzazione di articoli pubblicati in lingua italiana su web, stampa, agenzie stampa, e di servizi televisivi e radiofonici apparsi su emittenti a carattere nazionale e regionale che abbiano per argomento l’osteoporosi.

Il premio è riservato ai giornalisti italiani iscritti all’Ordine autori di articoli, inchieste e servizi andati in onda e/o pubblicati su carta stampata, tv, radio, agenzie di stampa e testate online tra il 1° novembre 2023 e il 31 ottobre 2024, termine ultimo per partecipare. Un premio in palio per ciascuna categoria dal valore di 1.000 euro.

I premi saranno attribuiti secondo l’insindacabile giudizio della giuria, che sarà composta da: Ferdinando Silveri (Vicepresidente Comitato Scientifico FEDIOS); Bruno Frediani (Presidente SIOMMMS); Sandro Giannini (Presidente GIBIS); Ranuccio Nuti (Presidente GISMO); Membri UNAMSI Massimo Barberi, Vera Martinella, Nicola Miglino, Elvira Naselli, Paola Olgiati.

I partecipanti dovranno inviare alla Segreteria Organizzativa del Concorso un solo articolo o servizio attinente all’osteoporosi, precisando il nome della testata e la data di uscita. In particolare, dovranno fornire:

– Modulo di adesione

– due copie su supporto cartaceo e/o elettronico per i servizi video per ogni servizio giornalistico o nota di agenzia.

La premiazione avverrà all’interno del congresso SIOMMMS che si terrà a Padova dal 5 al 7 dicembre 2024.

“Abbiamo accolto con molto piacere l’invito a promuovere un premio giornalistico legato al tema dell’osteoporosi, di così grande attualità in una popolazione, come quella italiana, destinata a invecchiare sempre più.”sottolinea Nicola Miglino, presidente UNAMSI –Favorire un’informazione corretta in quest’ambito, significa sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione, da una parte, e del trattamento, quando necessario, dall’altra, così come la classe medica nell’affiancare i pazienti quando la salute delle ossa comincia a farsi precaria. Le conseguenze di un’osteoporosi trascurata sono molto spesso le fratture, che provocano disabilità se non esiti ancor più gravi, senza trascurare i costi per il SSN. Essere ben informati è sempre il primo passo per mantenersi in buona salute”.

È possibile consultare e scaricare il bando sui siti web https://www.fedios.org/; https://unamsi.it e https://www.siommms.it/