“FERMATI AL ROSSO WALK”, la camminata non competitiva in tre tappe, che si è svolta domenica nel cuore di Milano nell’ambito della campagna di informazione e sensibilizzazione “Fermati al Rosso – Tumore della vescica, un segnale può salvarti la vita”, promossa da PaLiNUro – PAzienti LIberi da Neoplasie UROteliali, ha riscosso il consenso dei cittadini che ieri hanno partecipato numerosi alla manifestazione. L’iniziativa, alla sua prima edizione, nasce nell’ambito della campagna “Fermati al Rosso”, già patrocinata da AIRO, AURO, CIPOMO, FIMMG, AIOM, SIU, SIUrO e con il contributo non condizionante di Astellas, è sostenuta da una coalition di istituzioni civiche e sanitarie locali: Comune di Milano, Civil Week, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori (INT), IRCCS Ospedale San Raffaele, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Istituto Europeo Oncologico (IEO), IRCCS Humanitas Research Hospital, ASST Santi Paolo e Carlo e ASST Fatebenefratelli Sacco. Fulcro dell’evento open-air, che ha attraversato i parchi, le strade e i semafori della città di Milano, quattro grandi temi: informazione, attività fisica, stile di vita e solidarietà. Al termine della passeggiata, che ha inteso fermare l’attenzione sui segni del tumore della vescica e sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, il media-event presso l’Istituto Nazionale Tumori per celebrare i 10 anni dell’Associazione PaLiNUro e raccontare la malattia. Conferito un riconoscimento alla vincitrice del Bando PaLiNUro, la dottoressa Patrizia Giannatempo dell’INT, per uno studio sul tumore non muscolo-invasivo della vescica.

 

 

L’occasione, il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore della vescica. “FERMATI AL ROSSO WALK”, una camminata non competitiva in tre tappe promossa dall’Associazione PaLiNUro – Pazienti Liberi dalle Neoplasie UROteliali, si è svolta ieri nel cuore di Milano.

La manifestazione è stata organizzata nell’ambito della campagna “Fermati al Rosso – Tumore della vescica: un segnale può salvarti la vita”, promossa da PaLiNUro – PAzienti LIberi dalle Neoplasie UROteliali, con la sponsorizzazione non condizionante di Astellas e i patrocini di AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia Clinica, AURO – Associazione Urologi Italiani, CIPOMO – Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, AIOM – Associazione Italiana Oncologia Medica, SIU – Società Italiana di Urologia, SIUrO – Società Italiana di Urologia Oncologica.

Partecipazione importante e molto sentita dei cittadini per “FERMATI AL ROSSO WALK”, che ha voluto fermare l’attenzione dell’opinione pubblica sui segni del tumore della vescica e sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, ribadendo l’urgenza di ‘fermarsi’ se si notano tracce di sangue nelle urine e di rivolgersi subito al medico.

Oltre ai partner della campagna, l’evento open-air ha ricevuto i patrocini di una coalition di istituzioni civiche e sanitarie milanesi: Comune di Milano, Civil Week, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori (INT), IRCCS Ospedale San Raffaele, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Istituto Europeo Oncologico (IEO), IRCCS Humanitas Research Hospital, ASST Santi Paolo e Carlo e ASST Fatebenefratelli Sacco.

Quattro i grandi temi che PaLiNUro ha voluto coniugare per l’iniziativa, che ha coinvolto nel percorso tre ospedali (Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, ASST Fatebenefratelli Sacco e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori) e attraversato i principali parchi, strade e semafori della città: informazione, attività fisica, stile di vita e solidarietà.

«È importante cercare di consolidare certi concetti quando si parla di tumore della vescica, per questo PaLiNUro ribadisce i messaggi chiave della campagna “Fermati al Rosso”, mantenendo un principio fondamentale, vale a dire ‘se vedi una traccia di sangue nelle urine, vai subito dal medico per riuscire a diagnosticare tempestivamente la malattia’ – dichiara Edoardo Fiorini, Presidente Associazione PaLiNUro.

“Camminare e stare insieme è importante per fare passi avanti nella conoscenza sul tumore della vescica. Informazione, attività fisica, stile di vita e solidarietà sono quattro elementi che devono andare di pari passo nell’esistenza di ciascuno di noi.

Essere informati sui fattori di rischio e saper riconoscere i segnali della malattia, consente il coinvolgimento attivo della persona nelle scelte riguardanti la salute e il percorso di cura; il valore dell’attività fisica come strumento di prevenzione e l’attenzione ai comportamenti, all’alimentazione e alle abitudini, è collegato al concetto di benessere e salute a cui tutti dovremmo attenerci; la solidarietà e il senso civico fa parte del nostro core come Associazione di volontariato, vorremmo che questo aspetto fosse molto più diffuso e condiviso a livello di Terzo settore e di popolazione generale”.

Questa prima edizione di “Fermati al Rosso Walk” ha ricevuto un notevole consenso da parte di medici, pazienti e cittadinanza che hanno aderito con entusiasmo alla camminata, momento di incontro e confronto sul tumore della vescica, costituito per oltre il 90% da carcinomi uroteliali, che rappresenta la quinta neoplasia più diffusa in Italia, la quarta tra i maschi.

Colpisce gli uomini in media dopo i 50 anni ed è in aumento tra le donne. I nuovi casi sono circa 29.700 e oltre 313.000 gli italiani che convivono con una diagnosi di carcinoma uroteliale.

La campagna “Fermati al Rosso” è stata lanciata da PaLiNUro nel 2022 con un video spot diretto dal regista Fabrizio Mari. Nel 2023 il video è stato premiato nell’ambito di due prestigiosi Festival del Cinema: BiopicFest e Catania Film Fest.

La camminata si è conclusa in tarda mattinata presso l’Istituto Nazionale Tumori, dove medici, pazienti, ex pazienti e pubblico sono stati ospitati nell’Aula Magna per un media-event alla presenza di numerosi giornalisti.

Dopo i saluti delle istituzioni, hanno preso la parola il Presidente di PaLiNUro, Edoardo Fiorini, l’amministratore delegato di Astellas Italia e alcuni medici dell’INT. Tra i temi affrontati: il decennale dell’Associazione, la malattia e le novità della ricerca, la qualità di vita dei pazienti.

In chiusura hanno ricevuto una targa ricordo i 7 ospedali milanesi presso cui sono attivi i volontari di PaLiNUro ed è stato assegnato un premio alla dottoressa Patrizia Giannatempo, ricercatrice dell’Istituto Nazionale Tumori, quale riconoscimento per aver condotto il migliore studio clinico, designato da una Giuria di esperti, sul tumore della vescica non-muscolo invasivo.

Astellas rinnova il suo impegno nel produrre cultura e sensibilizzazione rispetto ai temi della salute e a promuovere innovazione con l’intento di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Le esigenze dei pazienti sono un obiettivo prioritario per Astellas: per realizzare questo impegno è in atto una fattiva collaborazione con le Associazioni dei pazienti – afferma Fulvio Berardo, Amministratore Delegato Astellas Italia.

“Nello specifico, prosegue il nostro sostegno alla campagna ‘Fermati al Rosso’, promossa dall’Associazione PaLiNUro, perché siamo convinti della necessità di aiutare le persone a riconoscere i segni e i sintomi che possono condurre alla diagnosi precoce, fondamentale per una malattia come il tumore della vescica che, quando diagnosticato precocemente, può avere un decorso molto più favorevole per la persona colpita e per i suoi familiari. È nostro dovere e nostra responsabilità fare ricerca, trovare nuove terapie, ma soprattutto essere vicini ai pazienti e ai loro bisogni”.

Il prof. Bernardo Rocco, Direttore Struttura Complessa Urologia ASST Santi Paolo e Carlo ha affermato: “Il tumore della vescica è una neoplasia relativamente frequente; globalmente è infatti al quinto posto come incidenza dopo il tumore al seno, al polmone, alla prostata e al colon.

Dal 2018 al 2020 si è registrato un aumento dell’incidenza del 3,5% (Fonte: globocan).

È più comune negli uomini che nelle donne e l’incidenza aumenta con l’età. In Italia nel 2023 sono state stimate circa 29.700 nuove diagnosi e oltre 300.000 sono i pazienti viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore della vescica (Fonte: AIOM).

Il fattore di rischio principale è il fumo di sigaretta, responsabile di circa il 50% dei casi. Altri fattori di rischio includono l’esposizione a sostanze chimiche cancerogene (come aniline e idrocarburi aromatici policiclici).

Il principale sintomo del tumore della vescica è il sangue nelle urine: la sua presenza non deve mai essere trascurata e deve indurre il paziente a sottoporsi ad accertamenti urologici.

Anche altri disturbi urinari, più frequentemente di tipo irritativo come il bruciore alla minzione, si associano al tumore della vescica. Questi sintomi possono essere erroneamente attribuiti dal paziente ad una semplice cistite o all’ ipertrofia prostatica; ed è proprio la presenza di sangue che deve sempre imporre una visita urologica per escludere la presenza di questo aggressivo tumore.

E da qui deriva l’importanza di campagne di sensibilizzazione, come la presente “Fermati al Rosso”, che promuovano la conoscenza dei sintomi e mettano in allerta il paziente in caso di loro comparsa. Perché il trattamento del tumore della vescica si avvale di diverse opzioni terapeutiche correlate allo stadio nel quale viene diagnosticata la malattia.

Quanto più precoce è il riscontro, meno invasivo sarà il trattamento e migliori saranno le possibilità di guarire da questa frequente e potenzialmente pericolosa malattia oncologica”.

“Crediamo molto in questa iniziativa di sensibilizzazione sul tumore della vescica, per cui la diagnosi precoce gioca un ruolo chiave  commentano il dottor Rodolfo Hurle ed il dottor Massimo Lazzeri, specialisti dell’Unità Operativa di Urologia dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas

“Purtroppo, ancora oggi l’informazione e la consapevolezza rispetto a questa patologia restano scarse. Si tratta di una malattia spesso aggressiva, per cui è importante un percorso di cura altamente personalizzato, gestito da un team multidisciplinare. È fondamentale anche la logica di rete e sinergia tra i Centri del Territorio, nella costruzione di un modello eccellente di presa in cura”.