Dal Report “Il Valore di Merck in Italia”, realizzato da The European House – Ambrosetti per Merck Italia emerge il contributo distintivo dell’azienda nella creazione di valore per il nostro Paese e i territori di riferimento; Il modello multidimensionale dei “4 Capitali”: Economico, Sociale, Cognitivo, Ambientale, mette in luce l’eccellenza di Merck Italia, sia rispetto al comparto farmaceutico, che al tessuto imprenditoriale italiano; Emerge il ritratto di un’impresa caratterizzata da solide e positive performance economiche, ma anche particolarmente impegnata nella valorizzazione delle persone e del territorio. Il report evidenzia l’attenzione di Merck Italia a temi urgenti e attuali come la “gender equality”, la valorizzazione delle generazioni più giovani, il “work life balance” e la sostenibilità ambientale.
Qual è l’impatto, nel quadro globale dell’economia italiana e del territorio, l’investimento di un’azienda farmaceutica nel nostro Paese?
Un’occupazione qualificata, lo sviluppo dell’indotto, la rivitalizzazione dei poli produttivi di eccellenza, rappresentano sempre più i veri asset della crescita economica.
Parallelamente, la riduzione degli squilibri nel mercato del lavoro, l’attenzione al benessere dei collaboratori, l’impegno per il progresso delle scienze della vita, le ricadute positive nell’introduzione di un nuovo farmaco nella pratica clinica, sono altresì importantissimi per valutare il reale valore di un’impresa.
A questa, e ad altre importanti questioni sulla realtà socio economica del Paese, hanno fornito esaurienti risposte i relatori invitati alla tavola rotonda tenutasi in occasione della presentazione a Roma del Report: “Il valore di Merck in Italia. Studio di impatto della presenza di Merck in Italia per la creazione di valore per i territori di riferimento e per il Paese”, realizzato da The European House – Ambrosetti per Merck Italia.
“L’Italia gioca un ruolo centrale nella nostra presenza in Europa” ha detto Jan Kirsten, Presidente e Amministratore Delegato Healthcare di Merck Italia.
“In Europa, regione chiave per noi, dove è impiegato il 40% dei nostri dipendenti, oltre l’80% dell’investimento totale lo scorso anno è stato impiegato in ricerca e sviluppo e l’Italia è la spina dorsale per eccellenza in quanto a valenza scientifica e farmaceutica: non rappresenta solo un mercato, bensì una risorsa importantissima di expertise“.
“Diamo occupazione a 1.200 dipendenti in cinque siti in quattro regioni e siamo l’unico gruppo farmaceutico attivo in Italia in tutte le fasi della filiera“.
“Il sito di Bari è il secondo polo produttivo del gruppo e ogni anno realizziamo 3 miliardi di euro di export, contribuendo con 400 milioni al PIL italiano”.
“Ma i nostri numeri non si limitano all’ambito prettamente economico: negli ultimi tre anni abbiamo avviato ben 85 studi clinici, arruolando più di cinquemila pazienti.”
La crisi demografica italiana e le risorse attrattive per investimenti di capitali
Per capire meglio a realtà economica e sociale del nostro Paese, Valerio De Molli, CEO e Managing Partner, The European House – Ambrosetti, ha presentato alcuni dati che dipingono un quadro non proprio bucolico della situazione italiana attuale.
“In Italia la crescita stimata per i prossimo anno è solo dello 0,18, il che significa sei volte più lenta di tutti gli altri Paesi”, ha esordito.
Quali sono i problemi che attanagliano quindi la nostra economia, frenandone l’espansione? “Bisogna saper attrarre gli investitori stranieri“, ha dichiarato.
“In questo ambito siamo parecchio indietro, addirittura a livello di numeri realizziamo solo la metà di quanto fa invece la Spagna”.
“Ecco perché la presenza di Merck in Italia è importantissima: in quattro anni la crescita degli investimenti dell’azienda nel nostro Paese è cresciuta del 20%, cioè quattro volte di più di tutto il settore farmaceutico, che nel complesso ha aumentato l’investimento solo del 5%”.
“Investire nel settore farmaceutico è importante anche alla luce dell’attuale contesto di calo demografico e invecchiamento della popolazione, accompagnato da un aumento delle malattie croniche”
“L’Italia è il fanalino di coda in Europa per tasso di fertilità (1,24 figli in media per donna), tasso di natalità (7 nascite ogni mille abitanti), minimo storico di nuovi nati (< 400mila bambini) e decrescita della popolazione: di questo passo nel 2050 ci saranno 51 milioni di abitanti”.
“Il supporto alla natalità risulta quindi fondamentale e Merck contribuisce considerevolmente, grazie all’impegno nella PMA”.
Il fattore umano in Italia: come capitalizzarlo
Delle criticità del nostro Paese ha parlato anche Veronica De Romanis, Economista, Docente di European Economics Luiss Roma e Stanford University Firenze.
“La crescita prevista per il prossimo anno, come detto, non è ottimale e questo si deve anche a quella che viene chiamata ‘produttività totale dei fattori’, che conta il peso di tasse, leggi, burocrazia e pubblica amministrazione nell’attirare investitori esteri”.
“La priorità in Italia resta comunque il fattore umano, che non si riesce a capitalizzare: abbiamo due milioni di giovani che non lavorano, altri sono formati male, soprattutto nell’ambito scientifico e quelli che invece riescono ad ottenere una formazione pubblica adeguata se ne vanno all’estero attratti da prospettive di carriera ed economiche migliori, vanificando l’investimento fatto su di loro”.
“Anche il problema della denatalità incide, ma può essere risolto: in Germania, che ne era afflitta, sono riusciti ad invertire la curva della natalità, in positivo, in soli 5 anni”.
Che fare quindi? “Per risolvere le problematiche è necessaria una combinazione di attori: aziende private e pubblico, ma serve soprattutto un cambio culturale, con una formazione che deve partire dagli asili nido”.
“Merck fornisce un contenuto formativo ai dipendenti e abbiamo ricercatori di altissimo livello: oltre la metà dei nostri dipendenti è laureata, superando di oltre due volte la media nazionale” ha puntualizzato Federico Fornari, Chief Financial Officier di Merck Italia.
Incrementare l’occupazione femminile
“Giovani, Sud e donne sono risorse trasversali del PNRR, ma anche il privato deve fare la sua parte” ha affermato Barbara Martini, docente di Politica economica all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e delegata del Rettore alle Pari Opportunità.
“Più donne nei ruoli apicali significa maggiore comprensione nei vertici aziendali delle problematiche lavorative femminili”, ha dichiarato “e Merck da questo punto di vista aiuta le madri, con investimenti in asili nido, e maggiore smart working”.
Un occhio all’ambiente
“Le imprese, i cittadini ed i territori saranno il vero motore della decarbonizzazione dell’economia e della transizione ecologica. È fondamentale e lodevole che un gruppo come Merck abbia preso sostanziosi impegni globali per la riduzione degli impatti ambientali delle proprie attività, ed è ancora più importante che questi impegni siano realizzati da Merck in Italia, dove la crisi idrica e quella climatica sono particolarmente significative” dice Raimondo Orsini, Direttore Generale della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
Il modello dei quattro capitali
“Il contributo di Merck alla creazione di valore in Italia può essere ricondotto a quattro dimensioni”, ha spiegato Emiliano Briante, Associate Partner di The European House – Ambrosetti.
“Il capitale economico, che comprende la crescita della dimensione economica, il contributo all’export e internazionalizzazione, investimenti nel Paese e sui territori, attivazione delle filiere e contributo all’economia nazionale e contributo alla fiscalità”
“In questo settore, con un export in 150 Paesi, ha garantito al PIL italiano 403 milioni di euro”.
“Il capitale sociale, invece, riguarda la ricaduta nel settore occupazionale: oltre ai 1.200 dipendenti – di cui la percentuale di quelli a tempo indeterminato supera la media italiana – bisogna contare anche i 3.700 posti di lavoro creati dall’indotto”.
“Merck è attiva nelle aree di oncologia, neurologia, fertilità, cardiologia ed endocrinologia”.
“Inoltre, il 56% del personale è laureato e gli investimenti di Merck in ricerca clinica hanno generato un impatto di oltre
211 milioni di euro di benefici per il Sistema Sanitario Nazionale e i pazienti: questo rappresenta il capitale cognitivo“.
“Infine, il capitale ambientale, con investimenti per ridurre i consumi elettrici e riciclare i rifiuti”.
I numeri dell’azienda
Merck è un’azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, che opera in 66 Paesi nel mondo con oltre 64 mila dipendenti, 22,2 miliardi di euro di ricavi e investimenti in R&D per 2,2 miliardi di euro. Una realtà in cui l’Italia svolge un ruolo importante, con un fatturato annuo di 1,2 miliardi di euro (6^ tra le multinazionali farmaceutiche a capitale estero presenti nel Paese), 1.200 dipendenti e 23,8 milioni di euro di investimenti in R&D.
Merck Italia è presente nel nostro Paese da oltre un secolo, ed è oggi protagonista in tutte e tre le sue aree di business (Healthcare, Life Science ed Electronics), con attività di ricerca & sviluppo, produzione e distribuzione. Oggi è l’unica tra le multinazionali farmaceutiche a capitale estero nel nostro Paese a coprire tutte le fasi della filiera, in quattro diverse Regioni (Piemonte, Lombardia, Lazio e Puglia).
In totale Merck ha investito in Italia 319,5 milioni di euro tra il 2015 e il 2022, con un incremento del 6,5%, a fronte di un + 3,3% della media del settore farmaceutico. Un valore superiore all’intero finanziamento PNRR per Start up.
In particolare, nel sito produttivo di Modugno-Bari sono stati investiti 169,4 milioni di euro negli ultimi 8 anni, a testimonianza dell’importanza di questo stabilimento per il Gruppo Merck. Oggi i farmaci confezionati nel sito produttivo raggiungono 150 Paesi nel mondo, per un valore delle esportazioni, nel 2022, pari a 700 milioni di euro, dati che dimostrano una propensione all’export maggiore rispetto alla media delle multinazionali farmaceutiche a capitale estero nel nostro Paese (56% vs 44%).
