L’indicazione raccomandata è applicabile a tutti i pazienti adulti con cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione indipendentemente dallo stato mutazionale dei geni HRR (Homologous Recombination Repair).
Pfizer ha annunciato che Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) ha espresso parere positivo per talazoparib, inibitore della poli ADP-ribosio polimerasi (PARP), in combinazione con enzalutamide per il trattamento di pazienti adulti affetti da cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), nei quali la chemioterapia non è clinicamente indicata. La raccomandazione dal CHMP è applicabile a tutti i pazienti, con o senza mutazioni genetiche.
La Commissione Europea (CE), che autorizza l’immissione in commercio nell’Unione Europea (UE), adotterà nei prossimi mesi una decisione giuridicamente vincolante.
Quando verrà rilasciata l’autorizzazione all’immissione in commercio di talazoparib nella nuova indicazione in combinazione con enzalutamide, si applicherà a tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea, comprese Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
“I pazienti affetti da cancro alla prostata resistenti alla terapia ormonale hanno in genere una prognosi infausta, sono quindi, essenziali nuove opzioni terapeutiche al fine di ritardare la progressione della malattia”, ha affermato Ugo De Giorgi, IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori (IRST) “Dino Amadori”, Meldola, Italia.
“Il parere positivo del CHMP conferma la combinazione talazoparib ed enzalutamide come potenziale trattamento di prima linea nel cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione, e una volta approvato dalla CE, potrà rappresentare in Europa un miglioramento dell’attuale standard di cura”.
Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati dello studio di fase 3, TALAPRO-2, uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco controllato con placebo, che comprendeva due coorti di pazienti: la Coorte 1 all-comers (n=805) e la Coorte 2 con mutazioni HRR (HRRm; n=399), il quale aveva come endpoint primario la valutazione della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) e, come endpoint secondario, la sopravvivenza globale (OS).
Nell’analisi finale rPFS della Coorte 1, la combinazione di talazoparib più enzalutamide ha ridotto il rischio di progressione di malattia o morte del 37% rispetto al placebo più enzalutamide .
L’rPFS mediana per il braccio di trattamento non è stata raggiunta al momento dell’analisi mentre il braccio placebo più enzalutamide l’ha raggiunta e si è fermata a 21.9 mesi.
È stata, inoltre, osservata una tendenza dell’OS (overall survival) a favore della combinazione talazoparib e enzalutamide, sebbene questi dati siano ancora immaturi.
I risultati di TALAPRO-2 Coorte 1 sono stati precedentemente pubblicati su The Lancet. La sicurezza della combinazione dei due farmaci si è dimostrata in linea con il profilo di sicurezza di ciascun farmaco.
“Con il parere positivo della combinazione di talazoparib e enzalutamide, abbiamo fatto un passo avanti verso il raggiungimento del nostro obiettivo, quello di portare in tutta Europa, innovazioni scientifiche ai pazienti affetti da cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione”, ha affermato Chris Boshoff, Chief Oncology Research and Development Officer, Executive Vice President, Pfizer.
“Una volta approvato dalla Commissione Europea, talazoparib offrirà ai medici europei una combinazione potenzialmente rivoluzionaria per i pazienti affetti da cancro alla prostata avanzato”.
Talazoparib in combinazione con enzalutamide è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il trattamento di pazienti adulti affetti da mCRPC con mutazione del gene HRR nel giugno 2023. Pfizer ha, inoltre, condiviso i dati di TALAPRO-2 anche con altre agenzie regolatorie per supportare l’iter regolatorio previsto dalle diverse
