Lo conferma un’indagine presentata in occasione di un evento promosso dall’Intergruppo Parlamentare per la Prevenzione e la Cura delle Malattie degli Occhi, co-presieduto dal Sen. Giovanni Satta e dall’On. Matteo Rosso in occasione della Giornata Mondiale della Vista. Tra i pazienti con patologie oculari, solo il 33 per cento fa controlli regolari e il 35 per cento non adotta comportamenti adatti ad evitare che peggiorino . Un primo Disegno di Legge sulle patologie oculari cronico-degenerative già all’esame della 10° Commissione in Senato, prima firmataria la Sen. Cantù – L’appello alla prevenzione di Mario Barbuto, Presidente dell’UCI e di IAPB-Italia Onlus – Politici, clinici e pazienti a confronto in due tavole rotonde sulle nuove strategie per rafforzare la cultura della prevenzione e sulla sanità digitale e nuove tecnologie.

 

 

 

La prevenzione per le malattie oculari è fondamentale, non solo per le persone, ma anche per quanto concerne i costi del Servizio Sanitario Nazionale.

Su questo tema si è incentrato l’evento tenutosi ieri 12 ottobre – in occasione della Giornata Mondiale della Vista, presso l’auditorium de Ministero della Salute, a Roma.

Preoccupante la scarsa attitudine degli italiani a sottoporsi a una semplice visita oculistica: secondo l’indagine condotta dall’Istituto Bhave, in collaborazione con la rivista Italian Health Policy Brief (IHPB)  27 persone su cento, nel nostro Paese, non hanno mai effettuato un controllo della vista.

“Patologie croniche come glaucoma, retinopatia diabetica, maculopatia sono invalidanti e questo significa un dispendio di risorse per il SSN” afferma il Senatore Giovanni Satta, Co-Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e cura delle Malattie degli Occhi e componente della X Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), che sa di cosa parla, essendo oculista clinico con vent’anni di esperienza.

“Il nostro lavoro sarà certamente orientato al rafforzamento della cultura della prevenzione ma anche a favorire il pieno, equanime e territorialmente omogeneo accesso alle cure e ai trattamenti; lo faremo, oltre che con l’ascolto del mondo advocacy, con adeguati interventi legislativi e con una costruttiva convergenza con il Governo e le diverse istituzioni sanitarie del Paese, nella consapevolezza che un quadro assistenziale più efficace ed efficiente si traduce in un sostanziale contributo alla sostenibilità”, prosegue.

Anche Matteo Rosso, Deputato, Co-Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e cura delle Malattie degli Occhi e componente della XII Commissione permanente (Affari sociali), della Camera dei Deputati, conferma che “è arrivato il momento di operare una scelta su come investire le sempre più esigue risorse pubbliche: sulla cura o sulla prevenzione”.

“Guardiamo con grande attenzione al lavoro dei nostri colleghi in Senato su questo provvedimento che copre temi molto ampi e diversificati: sono certo che si potranno creare i presupposti per offrire risposte alle molte sfide che ci attendono e che sono di natura clinica, sociale, economica e politico-sanitaria, della cui portata complessiva siamo tutti consapevoli come Intergruppo. Le affronteremo con impegno e assoluta determinazione”.

Quello a cui si riferisce, è il disegno di legge 483, che come spiega la Senatrice Maria Cristina Cantù, Vicepresidente della X Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato della Repubblica “è volto a promuovere un modulo di tutela in chiave preventiva: la medicina deve essere personalizzata, predittiva e di prossimità. In questa direzione, quindi, bisogna uniformare e incrementare i LEA, in modo che possano dare di più e costare di meno”.

“Inoltre, è necessario agire anche culturalmente per instillare il concetto di prevenzione“. Complessivamente, sono 5 milioni gli italiani colpiti da retinopatia diabetica, maculopatie e glaucoma. Un segmento di popolazione enorme e, per questa ragione, molto preoccupante che è anche la drammatica conseguenza della scarsa attitudine alla prevenzione che c’è nel nostro paese.

Anche Simona Loizzo, Deputato, Presidente Intergruppo Parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali e componente della XII Commissione permanente (Affari sociali), della Camera dei Deputati, sottolinea l’importanza della prevenzione e delle tecnologie digitali, “senza le quali non è possibile oggi fare profilassi e stiamo lavorando a un disegno di legge proprio per normare le terapie digitali, di cui alcune devono essere concesse dal SSN in regime di rimborsabilità”.

“È ancora poco attuata la prevenzione, affidata solo alla buona volontà, piuttosto che divenire il luogo e il momento di partenza della filiera della salute dei nostri occhi, ossia: visita oculistica periodica, diagnosi precoce, trattamento tempestivo, riabilitazione efficace” dichiara il Dott. Mario Barbuto, Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia Onlus.

“L’attuale sistema di erogazione dei servizi pubblici oculistici – ha proseguito – è troppo incentrato sull’ospedale, contribuendo così a generare lunghe liste d’attesa, una barriera d’accesso per le cure delle malattie degli occhi, soprattutto per le fasce meno abbienti della popolazione. Occorre invertire la tendenza e portare la prevenzione sul territorio, accanto ai cittadini, senza attendere e aspettarsi che siano questi ultimi a doverla cercare, scoprire e praticare.”

A questo scopo sono state realizzate visite gratuite ai cittadini in cento città italiane. “Il messaggio che abbiamo voluto lanciare con questa iniziativa è che la prevenzione deve uscire dagli ospedali e strutture di cura e arrivare ai cittadini“, conclude.

Massimo Nicolò, Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico Intergruppo Parlamentate Prevenzione e Cura delle Malattie degli Occhi, porta ad esempio il caso di Genova, dove “il 2% della popolazione soffre di diabete e 1800 di loro, in 15 anni, non hanno mai fatto una visita oculistica”.

“Occorre fare screening mirati, quasi obbligatori, come per le patologie oncologiche” è la proposta di Alessandra Balestrazzi, Presidente AIMO- Associazione Italiana Medici Oculisti.

Infine, un’inquietante domanda posta da Paolo Russo, Direzione nazionale IAPB, già presidente intergruppo parlamentare “Tutela della vista”: il SSN ha in carico 600 mila persone per patologie retiniche, alle quali se ne aggiungono 50 mila ogni anno. Per i prossimi 20 anni possiamo mantenere gli standard odierni?”

 

I dati della ricerca

Il 27% delle persone esenti da patologie dichiara di non essersi mai sottoposto ad una visita oculistica completa. È quanto emerge dall’indagine Bhave condotta sul territorio nazionale tra agosto e settembre 2023, coinvolgendo circa 300 residenti in Italia, tra persone che soffrono di patologie oculari, persone che soffrono di patologie oculari e altre patologie croniche, coloro che soffrono solo di patologie croniche non legate alla vista e soggetti esenti da malattie.

Tra i risultati più significativi, troviamo i dati relativi alle azioni intraprese per prevenire o evitare un peggioramento delle patologie oculari: il 39% degli intervistati con patologie croniche (prevalentemente ipertensione, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche) non intraprende alcun comportamento o azione volto a prevenire il sopraggiungere di patologie oculari.

Di poco inferiori, ma altrettanto rilevanti i dati relativi agli intervistati che, pur presentando già patologie oculari non adottano comportamenti atti a evitarne un peggioramento: si tratta infatti del 14% dei soggetti con sola patologia oculare e il 21% di soggetti che soffrono anche di altre patologie croniche oltre quelle legate alla vista, rispetto al 29% di coloro esenti da patologie.

Molto bassa risulta inoltre la quota di chi afferma di eseguire controlli regolari della vista: si tratta infatti di una percentuale molto contenuta tra coloro che dichiarano di soffrire di patologie oculari (33% del campione) e meno di un paziente su 5 tra coloro che presentano patologia oculare associata ad altra cronica (17% del campione).

Queste cifre risultano ancora più allarmanti se le si confronta con la quota di pazienti che effettua controlli della vista tra coloro che non soffrono di alcuna patologia: il 21%, una percentuale che risulta superiore a quella di chi soffre di problemi della vista e di altre patologie.

Guardando la totalità del campione, tra le azioni più rilevanti intraprese per fare prevenzione figurano l’esecuzione di controlli regolari della vista, la protezione dai raggi UV e dal fumo e l’esercizio fisico per migliorare la salute degli occhi, mentre in fondo alla lista si collocano azioni come il mantenimento di una dieta sana e l’esecuzione di controlli della vista quando si hanno sintomi o disturbi.

Inoltre, anche il numero medio di viste oculistiche per chi pur non soffrendo attualmente di patologie oculari ha una familiarità con queste patologie è minore nel caso dei pazienti che hanno altre patologie croniche rispetto a chi è esente.

A conferma della scarsa attitudine e consapevolezza verso l’importanza della prevenzione e del monitoraggio, sono infine le percentuali molto basse di coloro con patologie oculari e croniche già in corso che indicano di eseguire controlli della vista quando si presentano dei sintomi o dei disturbi: valore anche in questo caso inferiore rispetto a chi è esente da patologie (7% nel caso di chi soffre di patologie oculari e altre patologie croniche e 9% nel caso di intervistati senza patologie).

 

 

L’evento è stato organizzato con il patrocinio di Farmindustria e con il contributo non condizionante di Bayer Spa, Novartis Farma Spa e Roche Italia.