La Società Italiana di Igiene (SItI) e Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) consigliano una nuova dose ogni 12 mesi in autunno per gli over 50, e in tutti i soggetti fragili, da 6 anni in su.
In considerazione dei dati ad oggi pubblicati e all’andamento epidemico di SARS-CoV-2 nel nostro paese, le due società scientifiche SITI e SIMIT raccomandano l’uso di una nuova dose di vaccino per il COVID-19 nel periodo autunnale (ogni 12 mesi) per soggetti adulti con più di 50 anni, in tutti i soggetti tra i 6 mesi e 50 anni di età con condizioni di fragilità e per gli operatori sanitari dopo 12 mesi dall’ultima vaccinazione.
Il richiamo dopo 6 mesi dall’ultima vaccinazione è invece raccomandato per tutti gli anziani con più di 75 anni, per tutti i soggetti al di sopra dei 6 mesi di età con condizioni di immuno-compromissione moderata o grave, per le donne in gravidanza (a distanza di 6 mesi dalla precedente).
Per tutti i soggetti non rientranti nelle categorie precedenti è comunque consigliata una dose annuale di vaccino (ogni 12 mesi).
Si sottolinea inoltre l’importanza di mantenere una piattaforma vaccinale la più ampia possibile mantenendo sia entrambi i vaccini a mRNA che vaccini proteici adiuvati al fine di garantire la scelta più opportuna e quindi personalizzata alle esigenze del singolo soggetto.
Da cosa derivano le raccomandazioni
Nonostante la pandemia si sia ormai conclusa, a livello globale ancora oggi sono centinaia di migliaia le persone ricoverate in ospedale con il COVID-19, con decessi settimanali nell’ordine delle migliaia di persone.
Il rischio di malattia grave, ricovero e decesso, dovuti a COVID-19, è notevolmente diminuito nella popolazione generale a seguito dell’implementazione di strumenti salvavita come i vaccini, dello sviluppo dell’immunità ibrida e dell’emergere di varianti di Omicron generalmente meno virulente.
Anche i tassi di incidenza nel 2023 hanno visto un netto calo progressivo rispetto ai 3 anni precedenti: va considerato tuttavia che i casi registrati non rappresentano in modo accurato i tassi di infezione a causa delle riduzioni nei test e nelle notifiche a livello globale, come segnalato dall’OMS.
I dati epidemiologici europei indicano che il rischio di malattia persiste, specialmente per alcuni gruppi di popolazione, come i soggetti più anziani e con patologie croniche.
Da stime effettuate a livello Europeo, emerge che una campagna di vaccinazione estesa in autunno 2023, con un’ adesione elevata nelle fasce d’età >60 anni, potrebbe contenere il 21-32% del totale cumulativo di ricoveri da COVID-19, fino alla fine di febbraio 2024.
Situazione italiana oggi
Le valutazioni della Sorveglianza Integrata dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) aggiornate alla prima settimana di giugno 2023 mostrano un’incidenza pari a 14 casi per 100.000 abitanti, con un indice di trasmissibilità (Rt) uguale a 0,71, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (18 casi per 100.000 abitanti) in tutte le regioni, con una maggiore incidenza di malattia nei grandi anziani, con età superiore di 90 anni (27 casi per 100.000 abitanti).
Proprio in quest’ultima categoria di pazienti si concentrano la maggior parte dei ricoveri per malattia grave e dei decessi che risultano invece stabili o in lieve calo nelle altre fasce di età.
I vaccini disponibili
Da settembre 2022, in relazione alla circolazione della variante omicron e dei sotto-lignaggi, il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per il farmaco (EMA) ha autorizzato due vaccini adattati per fornire una protezione più ampia contro COVID-19: Comirnaty Original/Omicron BA.1 (Pfizer/BioNTech) e Spikevax bivalent Original/Omicron BA.1 (Moderna), per persone di età pari o superiore a 12 anni che hanno ricevuto almeno la vaccinazione primaria contro COVID-19.
Questi vaccini sono versioni adattate dei vaccini originali Comirnaty e Spikevax, studiati per indurre una protezione contro la sotto-variante Omicron BA.1 oltre al ceppo originale di SARS-CoV-2.
La copertura vaccinale nel nostro Paese
In Italia, dall’inizio della campagna vaccinale ad oggi, sono state somministrate oltre 145 milioni di dosi, considerando sia il ciclo primario che le dosi successive (addizionali/booster).
Sono 48.727.390 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale primario, corrispondenti al 90,25% della popolazione over 12.
Di questi, 40.606.650 hanno in seguito ricevuto la prima dose addizionale/booster oppure hanno contratto l’infezione e sono guariti da meno di 4 mesi (85,12% della platea destinataria di dose booster).
Le dosi booster successive hanno mostrato coperture nettamente più basse che si assestano al 17,5% e al 9,6% della platea vaccinabile, rispettivamente per seconda e terza dose booster (considerando anche i guariti post-booster da al massimo 6 mesi).
Per quanto riguarda la fascia d’età 5-11 anni, il ciclo vaccinale primario è stato completato da 1.293.033 persone, corrispondenti al 35,37% della popolazione di questa fascia d’età.
Sono 5554 coloro che hanno ricevuto la prima dose addizionale/booster, pari allo 0,43% della popolazione 5-11 anni potenzialmente oggetto della vaccinazione.
Considerando la popolazione over 60, individuata come destinataria di ulteriori richiami, la 2° dose booster (4° dose) di vaccino è stata somministrata nel 20,41% dei soggetti con età compresa tra 60 e 69 anni, nel 32,75% delle persone nella fascia di età 70-79 e nel 45,63% dei soggetti >80 anni.
La 3° dose booster è stata invece eseguita da una percentuale inferiore di soggetti, che ammonta rispettivamente nelle tre fasce d’età al 1,17%, 2,24% e 6,31%.
La durata della copertura vaccinale
Considerato che la durata della protezione immunitaria dopo la vaccinazione non può essere stimata con precisione, soprattutto considerando l’emergere di nuove varianti e la possibilità di reinfezioni asintomatiche, è importante valutare le coperture vaccinali tenendo conto anche del tempo trascorso dall’ultima vaccinazione effettuata.
Secondo quanto affermato dall‘AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), si nota un progressivo declino della protezione fornita dai vaccini a partire da circa 5-6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale iniziale.
Degno di nota il fatto che solamente una esigua quota della popolazione over 60 (1,07%) ha ricevuto una somministrazione (o è guarita da COVID-19) da al massimo 4 mesi. Per questi motivi è raccomandata la somministrazione di una dose di richiamo.
