Ecco perché non andrebbe eliminata dalla dieta: lo spiega la nutrizionista Elisabetta Bernardi.

 

Per gli amanti della carne, infatti, buone notizie in arrivo: chi mangia carne gode di una salute mentale migliore rispetto a chi la esclude dalla propria dieta.

La carne, specialmente quella bovina – spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’Alimentazione, biologa e nutrizionistaè considerata un “cibo del buonumore” anche in un recente studio internazionale”.

“Del resto, la nostra dieta ha un ruolo nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi comportamentali a causa del ruolo essenziale dei nutrienti nel sistema neuroendocrino”.

“I nutrienti, tra cui il triptofano, la vitamina B6, la vitamina B12, l’acido folico (folato), fenilalanina, tirosina, istidina, colina e acido glutammico sono necessari per la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, che sono coinvolti nella regolazione dell’umore, dell’appetito e dell’attività cognitiva”.

“Aminoacidi, vitamine e sostanze protettive come la colina (protettiva della memoria e dell’attenzione) dei quali la carne ne è particolarmente ricca, come del resto altri alimenti di origine animale”.

La carne, quella rossa in particolare, infatti, fa parte della top ten degli alimenti che danno la felicità, grazie alla ricchezza di triptofano, amminoacido essenziale capace di stimolare la serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore, ma anche di vitamine del gruppo B, vitamina D, minerali anti-stress come ferro, zinco, rame, magnesio e selenio e grassi omega 3, tutti nutrienti utili per alzare il tono dell’umore e combattere gli stati depressivi.

Gli acidi grassi omega 3 di origine marina regolano la neurotrasmissione dopaminergica e serotoninergica, riducendo la depressione e l’ansia.

E una conferma degli effetti della carne sul buonumore ci viene anche da un altro studio, in cui ricercatori statunitensi hanno esaminato la relazione tra consumo di carne e salute psicologica su un campione di oltre 160 mila partecipanti, provenienti da Europa, Asia, Nord America e Oceania, di età compresa tra gli 11 e 96 anni, con l’obiettivo di dimostrare l’effetto del consumo di carne sul benessere psicologico.

I risultati dello studio hanno evidenziato che eliminare totalmente la carne dalla propria dieta può determinare un rischio significativamente maggiore di depressione, ansia e comportamenti autolesionistici per la mancanza di nutrienti essenziali e sostanze bioattive che la carne fornisce in maniera più efficiente rispetto ad altri alimenti.

Evidenze scientifiche hanno dimostrato che, da un’analisi dei rischi e benefici derivanti dalla totale eliminazione della carne dalla dieta, è più concreto il rischio di carenza di nutrienti fondamentali, come vitamine B12 e D, acidi grassi Omega-3, calcio, ferro e zinco con ripercussioni negative sulla salute fisica, sia negli adulti che nei bambini. E neppure l’integrazione regolare con ferro, zinco e B12 riesce a porre un reale riparo da eventuali complicanze.

Lo scarso apporto di zinco, ferro, magnesio e vitamina B12 – prosegue Elisabetta Bernardi – è un potenziale rischio per lo stato di salute mentale”.

“L’aumento del rischio di depressione con le diete vegetariane e vegane è biologicamente plausibile perché vegetariani e vegani sono a maggior rischio di un’assunzione non ottimale di nutrienti essenziali come la vitamina B12, il ferro e gli acidi grassi omega 3, che sono necessari per il funzionamento ottimale del sistema neuroendocrino”.

In generale, si è visto che la dieta mediterranea è la strategia migliore per la salute non solo del corpo, ma anche della mente”.

Semaforo verde, dunque, al consumo di carne, come protezione naturale da malessere e tristezza che possono fare da protagoniste nelle giornate più buie.



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