Primo studio di questo tipo mostra che vivere dove l’aria è inquinata equivale ai danni di una dieta ad alto contenuto di grassi.

 

Vivere in ambienti con alto inquinamento atmosferico favorisce lo sviluppo di malattie metaboliche, diabete in primis. Lo afferma uno studio, il primo di questo genere, pubblicato sul Journal of Clinical Investigation.

In pratica l’inquinamento dell’aria è, secondo i ricercatori, un “fattore di rischio per un fattore di rischio” per queste patologie, proprio come una dieta non salutare ricca di grassi.

I ricercatori hanno simulato l’aria di città particolarmente inquinate, come Nuova Delhi o Pechino, concentrando il particolato PM25, cioè quello emesso da scarichi industriali, di automobili e riscaldamento urbano, particelle dal diametro di 2,5 millesimi di millimetro.

Hanno poi sottoposto tre gruppi di topi a diverse condizioni: uno ad aria pulita, l’altro ad aria inquinata per 24 settimane e l’ultimo a un regime alimentare eccessivo in grassi. Alla fine i topi dei due gruppi sottoposti a fattori di rischio hanno mostrato la stessa resistenza all’insulina e metabolismo anormale come nel pre diabete di tipo 2.

E stato quindi verificato che l’insorgere dei sintomi metabolici va ricondotto a meccanismi epigenetici, cioè all’azione che l’ambiente esterno esercita su alcuni geni “spegnendo” le loro funzionalità.

La buona notizia è che queste condizioni, almeno fino a che non insorge la patologia vera e propria, sono reversibili: basta tornare a respirare aria pulita, come gli esperimenti sui topi hanno dimostrato.

Quella cattiva è che si può fare poco per chi vive in quelle aree: portare mascherine, usare aria condizionata e viaggiare in auto coi finestrini chiusi sono accorgimenti che possono aiutare a inalare meno particolato e quindi a diminuire i fattori di rischio.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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