Un nuovo studio mette a confronto i benefici dei due approcci per stabilire quale sia meglio per mantenere un buono stato di forma fisica e soprattutto salute.
Camminare tutti i giorni, almeno 15 minuti, è il minimo sindacale per prevenire malattie metaboliche come diabete e obesità e patologie cardiovascolari, senza contare i benefici che apporta, comprovati da numerosi studi, su cervello, memoria e apparato muscolo scheletrico.
Insomma, camminare fa più che bene. Ma come è meglio farlo? Velocemente e coinvolgendo più possibile i muscoli di addome, glutei e braccia o lentamente ma su lunghi percorsi?
Gli esperti si dividono. Da una parte ci sono i sostenitori del power walking, cioè muoversi a passo veloce e facendo esercizi e dall’altra chi sostiene che una lunga camminata, di 10.000 passi (poco meno di 10 Km), ma lenta e costante sia sufficiente.
Già negli anni ’60 il medico giapponese Yoshiro Hatano calcolò che mediamente i suoi connazionali facevano 5.000 passi al giorno, troppo pochi secondo lui, e che invece per tenere alla larga sovrappeso e surplus calorico quella distanza avrebbe dovuto essere raddoppiata.
Oggi c’è chi sostiene che 15.000 passi al giorno sia la cifra giusta. Secondo altri esperti, però, non è tanto dal numero di passi fatti che si ottiene beneficio, ma dal ritmo. Variare la velocità, alternando andatura a passo sostenuto e lento, muoversi su percorsi a pendenza variabile, coinvolgere più gruppi muscolari, darebbe sicuramente più vantaggi che camminare per ore sul corso guardando le vetrine.
Chi ha ragione? Ricercatori dell’Università di Sydney e della University of Southern Denmark hanno analizzato la diatriba in un corposo studio pubblicato su JAMA.
La loro ricerca si è basata sull’osservazione di 78.500 adulti e ha mostrato che con 2.000 passi al giorno si riduceva il rischio di morte prematura dell’8%. Associazioni simili sono state osservate anche per le malattie cardiovascolari e l’incidenza del cancro.
Se poi si arriva alla soglia dei 10.000 ancora meglio: questa soglia è stata associata a un minor rischio di demenza da qualsiasi causa. Ma non basta. Sì, perché lo studio ha evidenziato che i maggiori benefici si ottengono se quei diecimila passi sono fatti a ritmo veloce.
“Il messaggio finale è che, al fine di raccogliere benefici protettivi per la salute, le persone devono non solo aspirare a quell’ideale di fare 10.000 passi al giorno, ma anche camminare più velocemente”, ha detto Matthew Ahmadi, co-autore principale dello studio e ricercatore presso l’Università di Sydney.
Fonte: El Pais
