Il costo per estrarre quello che potrebbe ssere un futuro combustibile a emissioni zero è ancora elevato e richiede ingenti fonti di acqua, ma con questa souzione si può ovviare a questi problemi.
Un nuovo metodo per estrarre l’acqua dall’aria per produrre idrogeno è illustrato in un articolo pubblicato questa settimana su Nature Communications.
L’idrogeno, prodotto da elettrolizzatori che utilizzano elettricità e acqua, rappresenta una potenziale alternativa ai combustibili fossili che mettono CO2.
Gli elettrolizzatori possono essere alimentati da fonti di energia rinnovabili, tuttavia, i dispositivi attuali spesso richiedono componenti materiali complessi, metalli rari e accesso ad acqua pura, il che può essere un problema per le forniture limitate di acqua potabile. Questi fattori aumentano i costi e limitano l’implementazione diffusa.
I ricercatori hanno sviluppato un prototipo di elettrolizzatore che raccoglie aria umida invece di acqua liquida. Il dispositivo assorbe l’umidità dall’aria e divide l’acqua raccolta in idrogeno e ossigeno.
Gli autori hanno alimentato il dispositivo utilizzando energia rinnovabile (energia solare o eolica) e sono stati in grado di farlo funzionare per 12 giorni consecutivi.
Dimostrano inoltre che il dispositivo può funzionare in modo efficiente in un ambiente asciutto con circa il 4% di umidità, senza la necessità di acqua liquida.
Gli autori suggeriscono che il dispositivo è scalabile e potrebbe essere utilizzato per fornire combustibile a idrogeno a regioni remote, aride e semi-aride con un impatto ambientale minimo.
