Di Brian Greene. Mente, materia e ricerca di significato in un universo in evoluzione.
Le opere di Brian Greene sono letture affascinanti e avvincenti, divulgate con maestria e che tengono incollati al libro in una narrazione facile e accattivante. Quando tratta, come in L’universo elegante o La realtà nascosta (per citarne due delle più note), del suo ambito di lavoro, la fisica.
Quando spazia su argomenti al di fuori del suo campo professionale, come in questo libro, no. Infatti l’autore si improvvisa filosofo, antropologo, sociologo, linguista, psicologo e financo teologo, ma il risultato è scadente.
L’intento è quello di fare un compendio sull’esistenza dell’universo (e sulla sua fine) e di come lo percepiamo noi abitanti di un pianeta dozzinale, attorno a una stella qualunque, nella periferia di una galassia ordinaria. Ma ne viene fuori una raccolta di pensieri personali, piuttosto banali e anche noiosi.
Una parte del libro è anche piacevole, dove elenca diversi possibili scenari sulla “fine del tempo”, ossia su come si evolverà e si spegnerà l’universo, prendendo in esame le ipotesi e teorie attualmente allo studio dei fisici.
In tutti i casi, profila una conclusione angosciante, anche se, in alcune possibilità tra quelle elencate, si verificherà tra un numero di triliardi di anni per noi inarrivabile. Interessante anche quando parla di entropia e termodinamica, ma sempre in un contesto atto a spiegare perché tutto avrà una fine.
Comunque, il senso di ineluttabilità e dell’incombenza della fine permea il libro sin dalla prima pagina: una sorta di “ricordati che devi morire” che ricorre incessantemente, ma non con quella leggerezza e ironia che ne esorcizzava l’esplicito significato nel famoso film.
Forse l’autore voleva creare un compendio “laico” sull’esistenza, come ne “Il gene egoista” di Richard Dawkings (che cita una sola volta nel libro), prendendo in esame l’evoluzione umana, del suo pensiero e della scienza; ma siamo ben lontani da quel capolavoro.
Aspettiamo fiduciosi che l’autore torni sulla scena con un altro dei suoi meravigliosi libri sulla fisica, scienza e tecnologia, senza pretese di cercare di spiegare quel che spiegabile non è.
