Gli astronauti perdono tra l’1 e il 2% della densità ossea per ogni mese trascorso nello spazio, per questo gli esperti non sanno ancora cosa succederebbe a futuri esploratori di Marte.
Il problema di vivere a lungo in assenza di peso (quella che di solito viene chiamata “assenza di gravità”) è che il corpo è come se si bloccasse, come se rimanesse fermo a letto per lunghissimo tempo. Con conseguenze non indifferenti alla componente scheletrica dell’organismo.
Ricerche precedenti hanno mostrato che gli astronauti perdono tra l’1 e il 2% della densità ossea per ogni mese trascorso nello spazio, poiché la mancanza di gravità allevia la pressione sulle gambe quando si tratta di stare in piedi e camminare.
Il problema è che anche i tempi di recupero sono molto lenti e dopo diverso tempo sulla Terra il rischio di osteoporosi rimane. “Più tempo trascorri nello spazio, più ossa perdi”, ha detto Steven Boyd dell’Università canadese di Calgary e direttore del McCaig Institute for Bone and Joint Health.
“Continuerà a peggiorare nel tempo o no? Non lo sappiamo – dice Boyd -. È possibile che venga raggiunto uno stato stazionario dopo un po’, o è possibile che si continui a perdere l’osso. Ma non posso immaginare che si consumi finché non rimane più nulla”.
Guillemette Gauquelin-Koch, capo della ricerca medica presso l’agenzia spaziale francese CNES, ha affermato che l’assenza di gravità sperimentata nello spazio è “l’inattività fisica più drastica che ci sia”. E la ricerca scientifica sta lavorando per cercare di alleviare questo problema.
Aggiunge Gauquelin-Koch: “Non sarà facile per un equipaggio mettere piede sul suolo marziano all’arrivo, dopo un lungo viaggio in assenza di gravità molto invalidante”.
