La fuga di materiale radioattivo per un incidente in una centrale nucleare o l’esplosione di un ordigno atomico: scopriamo di cosa si tratta.

 

 

 

La guerra alle porte dell’Europa purtroppo non accenna a fermarsi e con essa le preoccupazioni relative a quel che potrebbe causare la fuga di materiale radioattivo da una centrale bombardata o peggio l’esplosione di una testata atomica.

Sulle conseguenze che questi eventi possono avere sulla salute e quali sono i piani messi in atto dal nostro governo in simili circostanze ne abbiamo parlato diffusamente nel video sulla nostra pagina Facebook.

Riassumiamo qui con uno schema semplice semplice tutto quel che c’è da sapere sulla radioattività.

 

CHE COS’È LA RADIOATTIVITÀ

È un fenomeno fisico che riguarda i nuclei degli atomi, che sono composti da protoni (particelle con carica elettrica positiva) e neutroni. Alcuni nuclei atomici di particolari elementi chimici sono instabili, cioè si trovano in uno stato con troppa energia e tendono quindi a portarsi in una configurazione stabile emettendo questa energia in eccesso. Si chiama decadimento radioattivo.

Lo fanno sostanzialmente in tre modi: rilasciando particelle alfa (che non sono altro che nuclei di elio, cioè particelle composte da due protoni e due neutroni), particelle beta (elettroni) e infine liberando raggi gamma per eliminare il residuo energetico rimasto.

 

 

COME CI SI PROTEGGE DALLE RADIAZIONI         

Le particelle alfa e beta, essendo cariche elettricamente e di dimensioni materiali, hanno uno scarso potere penetrativo e possono quindi essere completamente bloccate da una parete o da un qualsiasi muro protettivo.

I raggi gamma, invece, hanno una lunghezza d’onda molto corta e possono quindi superare queste barriere, persino lastre di piombo se non abbastanza spesse.

I danni che le radiazioni causano all’organismo derivano proprio nella maggior parte dai raggi gamma, che danneggiano le cellule e il DNA in esse contenuto.

Le emissioni alfa, beta e gamma sono generate da atomi radioattivi: è ingerendo questi ultimi, o respirandoli o entrandovi in contatto diretto che, una volta all’interno del nostro corpo o su di esso, il rilascio di radiazioni alfa, beta e gamma colpisce l’organismo.

Il materiale radioattivo può spostarsi nell’atmosfera, ricadere su ortaggi e frutta, penetrare nelle falde acquifere. Per questo la migliore protezione è rimanere chiusi in casa, nel caso di rilascio dovuto a un incidente.

 

COME FUNZIONA UNA CENTRALE NUCLEARE  

L’energia si ricava tramite la fissione (o scissione) nucleare: i nuclei degli atomi di uranio, bersagliati da neutroni di una certa energia, si scindono in due nuclei più leggeri, liberando energia.

Sono questi elementi chimici, risultato della divisione dei nuclei di combustibile nucleare, oltre all’uranio stesso, che se sfuggono all’esterno della centrale provocano pericolo, in quanto sono radioattivi.

Il principio di funzionamento è lo stesso di quello delle bombe atomiche sganciate dagli americani sul Giappone nel 1945, ma in questo caso la reazione è “controllata”, cioè non degenera in un’esplosione.

 

 

COME FUNZIONA UNA BOMBA ATOMICA

In un ordigno termonucleare moderno il potere devastante è generato dalla fusione nucleare, nello specifico, semplificando, due atomi di idrogeno si fondono assieme e nel processo liberano energia.

Diversamente dalla scissione nucleare, la fusione non produce radioattività, ma per innescarla sono necessarie temperature e pressioni elevatissime, che vengono fornite tramite l’esplosione di una bomba atomica “classica” a scissione come quella esplosa su Hiroshima.

Ed è da quest’ultima che si producono le pericolose radiazioni gamma nonché gli elementi chimici radioattivi.

 

I BUNKER ANTIATOMICI: DIFFERENZE TRA L’ESPLOSIONE DI UNA BOMBA H E INCIDENTE IN UNA CENTRALE    

Nel primo caso l’onda d’urto rade al suolo ogni cosa nel raggio di chilometri, quindi se ci si trova nelle vicinanze l’unico modo di sopravvivere è rifugiarsi in un bunker a prova di esplosioni termonucleari. Il bunker protegge anche dagli agenti radioattivi che si sprigionano nella deflagrazione.

Nel secondo caso, anche se ci si trova nelle vicinanze della centrale, non c’è il pericolo di un’esplosione e quindi il bunker ha la sola funzione di schermare dagli elementi radioattivi fuoriusciti. Ma, come abbiamo visto, da questi ci si difende anche restando in casa, coprendo volto, naso e bocca se si esce all’aperto e lavandosi i vestiti, capelli e corpo quando si rientra, per eliminare ogni deposito di particelle radioattive.

 

 

 

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