Roma

Ai primi posti Praga, Amsterdam e Dublino. Segue Roma e Milano è solo al nono posto. “C’è un’incompletezza che se colmata porterebbe a ben altra conclusione”.

 

 

L’Europa è sempre stata rinomata per le sue profonde radici artistiche. Ma con l’abbondanza di attrazioni e il tempo limitato, gli amanti della cultura dovranno inevitabilmente fare alcune scelte difficili quando decideranno a quali luoghi dare la priorità.

Uswitch.com/mortgages, società internazionale di comparazione di mutui, ha creato un indice basato sul numero totale di teatri, musei, monumenti e tour culturali in ogni città d’Europa per calcolare un punteggio culturale.

Ad ogni città è stato quindi assegnato un punteggio da uno a dieci. Lo studio ha quindi preso in considerazione fattori aggiuntivi come le recensioni e la dimensione della popolazione, per determinare le città più culturali d’Europa.

E ne sono emerse sorprese che, in un certo senso fanno storcere il naso, ma che possono essere base per progettare qualcosa di meglio e di più scientifico.

Ecco però a che cosa ha portato la classifica delle città europee a più alta attrattiva culturale secondo lo studio della società statunitense.

Con un punteggio culturale di 9,85 su 10 possibili, Praga risulterebbe la città più “attrattiva culturalmente” d’Europa. Sede di monumenti come il Castello di Praga, The Golden City ha 14,46 punti di riferimento ogni 100.000 residenti, il maggior numero di monumenti rispetto alla popolazione di qualsiasi città in Europa e il 129% in più rispetto al 6,29 di Vienna per 100.000.

Praga beneficerebbe anche del maggior numero di teatri (1,89 per 100.000), il 28,6% in più rispetto al numero di teatri di Londra (1,47 per 100.000) e abbastanza per incoronare la città ceca come pietra angolare culturale d’Europa.

Con hotspot culturali come il Rijkmuseum, poi c’è Amsterdam (9,81/10) che risulta avere il maggior numero di musei ogni 100.000 persone in Europa (7,66) e risulterebbe la seconda città più “colta” del continente. La città ha il 4,8% in più di musei ogni 100.000 residenti rispetto a Praga (7,31) e il 142,4% in più rispetto a Bruxelles (3,16 ogni 100.000).

Anche la capitale dei Paesi Bassi si colloca costantemente ai primi posti per ogni fattore, arrivando seconda per tour culturali (3,39 per 100.000) e terza per teatri (1,16 per 100.000) e punti di riferimento (9,31 per 100.000).

Dublino è la terza città più culturale d’Europa, con un punteggio di 9,48/10. Con 2,17 tour culturali ogni 100.000 residenti, la capitale irlandese ha circa la metà dei tour offerti a Roma (5,87 ogni 100.000). Dublino sarebbe anche al quinto posto per punti di riferimento culturali (8,50 per 100.000), il 41,2% in meno rispetto a Praga che è prima (14,46). Tuttavia, la cultura a Dublino è assicurata da siti come The Irish Emigration Museum e The Irish Whisky Museum, che contribuiscono a 4,72 musei ogni 100.000 persone. Questo è il terzo più alto in Europa e il 31,5% in più rispetto a quelli di Oslo (3,59 per 100.000), piazzandosi al quarto posto in questo fattore.

Detto questo, che però ci illustra quali determinanti sono stati adottati per stilare la classifica e, quindi, anche i limiti insiti nella stessa, ecco le prime 15 città più “colte” d’Europa.

 

  1. Praga, con 9.85 punti su 10;
  2. Amsterdam, con 9.81 su 10;
  3. Dublino, con 9.48 su 10;
  4. Roma, 9.26 su 10 (Roma è un gioiello della corona culturale italiana. Ha icone storiche come il Colosseo che offre una rara possibilità di calpestare la terra una volta calpestata da gladiatori e imperatori. Questi tipi di punti di riferimento fanno parte di 14 per 100.000 persone, più del doppio del risultato di Monaco al quinto posto. Puoi anche fare un viaggio nella storia in uno dei tour culturali disponibili in tutta la città in quanto ce ne sono quasi sei disponibili per ogni 100.000 persone, il più alto nella top 15. Roma è anche sede e sede di una varietà di festival ogni anno, dalla musica al cibo. E vi accade sempre qualcosa di culturalmente eccitante. Quindi come mai solo quarta? Vedremo dopo perché);
  5. Monaco di Baviera, con 8.60 punti su 10;
  6. Copenaghen, con 8.56 punti su 10;
  7. Budapest, con 8.49 su 10;
  8. Londra e Berlino, pari merito con 8,38 punti su 10;
  9. Milano, con 8.27 punti su 10;
  10. Vienna, con 8.05 punti su 10;
  11. Madrid, con 7.75 punti su 10;
  12. Lisbona, con 7.57 punti su 10;
  13. Varsavia, con 7.54 punti su 10;
  14. Parigi, con 7.53 punti su 10 (Solo al quindicesimo posto. Come mai? Eppure, dall’iconica Torre Eiffel al Louvre di fama mondiale, ci sono molti punti di riferimento da sperimentare in questa città: tre punti di riferimento per ogni 100.000 persone. Parigi è anche la patria della moda e la celebra con i suoi numerosi musei, oltre uno ogni 100.000 persone. Il più iconico di questi è il Palais Galliera, che ospita the Gabrielle Chanel Rooms).

“Perché questa classifica, che trovo però importante sia stata fatta, è incompleta negli indicatori presi in esame. Alcuni oggettivi, alcuni parametrici (come il numero di abitanti e le distanze nella città), il tutto porta correttamente a questa classifica. Ma come detto c’è un’incompletezza che se colmata porterebbe a ben altra conclusione”.

L’analisi, per noi, è di Mario Albis, sociologo, esperto di comunicazione, docente all’università IULM di Milano (Scienze della Comunicazione per il corso “Statistica e ricerche di mercato”; Arti, patrimoni e mercati per il corso “Strategie degli eventi culturali” e del corso interfacoltà Ateneo per la città “L’industria creativa”), fondatore dell’istituto di ricerca Makno.

Qual è il problema degli indicatori adottati?

“Perché manca, per esempio, il “peso” della città esaminata. La densità dell’offerta culturale in questa classifica diminuisce rispetto alla dimensione della popolazione e alla dimensione della città. Inoltre, alla concentrazione di musei e teatri nel centro delle città più grandi. Praga è una città piccola, Parigi una città enorme. Faccio un esempio: con quegli indicatori e se non ci si limitasse alle capitali, la piccolissima Urbino arriverebbe subito in testa alla classifica. Altro esempio, Milano ha musei e teatri concentrati in una fascia ristretta, ma la popolazione è quella dell’intera città”.

Quindi, che cosa andrebbe aggiunto?

“Dei coefficienti di misurazione del valore. Aumentare un po’ gli indicatori, non solo sulla quantità, ma anche e soprattutto sulla qualità dell’offerta culturale: Un museo enorme ti fa salire parametri, ma che cosa succede poi nel museo. Va misurato il livello di permanenza nel museo, i servizi offerti, la completezza degli input culturali”.

Misurare anche l’impatto della qualità. Continua Abis: “Per un pubblico che viene a Milano da fuori, qual è il valore emotivo che ti dà il solo entrare alla Scala? Occorre introdurre anche indicatori di impatto. Indici di carattere qualitativo, considerando che oggi si parla di cultura in modo superficiale, “rozzo”. Quindi, idea buona della classifica, ma con integrazioni, come percorsi e tempi all’interno della città per arrivare ai siti culturali, poi come l’offerta culturale impatta sull’attrattività della città, come si mangia (cultura alimentare), qual è l’empatia sociale della popolazione, quanto incide l’impatto climatico sulla cultura in offerta. Poi le sorprese ci possono essere, come Dublino in questa classifica. Io, per esempio, sono tra gli ideatori di un progetto di ricerca internazionale che si aggiorna annualmente e che porta alla classifica delle città del mondo con la migliore immagine, tra percezione e attrattività (non sul tema cultura che è molto più ampio). Molto importante relativamente a città che non conosci. Ai vertici per immagine New York, Parigi, Roma, le solite. Eppure, ogni anno, è Sidney a risultare la città che ha l’immagine più attrattiva al mondo. Perché gli australiani hanno ben lavorato sulla comunicazione e sul simbolo architettonico (operazione geniale) dell’edificio a Conchiglia che ormai appare in ogni immagine di Sidney. Così come Amsterdam che ha alta immagine per l’alta attività di comunicazione e un’iconografia attrattiva molto forte”.

 

 

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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