“Ho avuto solo un piccolo dolore al braccio dell’inizio, che però è subito passato appena mi sono messo a giocare, e un po’ di mal di testa”.

 

 

 

“Sono stato io a chiedere ai miei genitori di fare il vaccino. Ho pensato di avere una responsabilità verso gli altri che potevo contagiare e non volevo avere problemi per la festa del mio compleanno”.

Leonardo, nipote di Michele Carrubba direttore del Centro studi e ricerche sull’obesità dell’Università degli Studi di Milano, ha 11 anni. Il 29 aprile ne compirà 12.

L’8 gennaio 2022, alle ore 11, accompagnato dalla madre, ha ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid. Una dose ridotta, da bambini, adeguata anche a peso e altezza. Poi la seconda dose, il 30 gennaio.

Avevi paura della puntura? “No”. E degli effetti collaterali del vaccino? “Nemmeno. Ho avuto solo un piccolo dolore al braccio dell’inizio, che però è subito passato appena mi sono messo a giocare, e un po’ di mal di testa”.

Perché hai deciso di farti vaccinare (non c’è obbligo, ndr)? “Per me ma soprattutto per le altre persone, quelle che frequento e che incontro a scuola o giocando”.

Anche per evitare la scuola a distanza (Dad) se positivo? “Sì, ma fino a un certo punto. Durante la scuola in Dad non dovevo svegliarmi alle 7, avevo più tempo di fare altro. E con gli amici sono stato sempre in contatto su Internet, anche giocando in Rete. La scuola in Dad a me piace e con gli amici non ho mai perso i contatti, grazie alle videochiamate e ai giochi online”.

Che cosa pensi di chi non vuole fare il vaccino? “Sono scemi (testuale, rispetto la voce dell’innocenza, ndr)”. Buon prossimo compleanno, allora. “Ecco quello deve essere in presenza. Ci tengo”. Tra vaccinati, ovviamente.

 

 

 

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