Uno studio inglese per capire l’aumento del 70% di ansia e depressone nei giovani: colpa dell’ossessione di apparire migliori sui social.

 

Negli ultimi due decenni i tassi di ansia e depressione sono aumentati del 70%. Tra i giovani (i più esposti) l’incremento di questi casi è dovuto ai Social Media, che hanno amplificato, oltre ad ansia e depressione, disturbi del sonno, la non accettazione della propria immagine e l’ansia da notifica (FoMO).

A dirlo è la Royal Society for Public Health in uno studio che intendeva individuare le cause di questo incremento di disturbi della sfera psichica tra i giovani.

In sintesi, e in modo “colorito”, ecco il commento dei ricercatori in relazione ad uno dei social più utilizzati (nello studio non è stato esaminato il più recente Tik Tok, ma ai fini del risultato cambia poco, ndr): “Instagram non è responsabile della nascita di un modello di comportamento superficiale; quel chiodo è stato piantato sulla bara della società dell’immagine non appena si è realizzato che era più semplice apparire che essere. Instagram è sicuramente il medium che aggiunge più carburante al fuoco di questo nuovo stile narrativo. L’ossessione di apparire migliori era un candelotto di dinamite già presente nella società, Instagram è stata la scintilla alla fine della miccia”.

Se si apre qualsiasi social, comunque, è possibile verificare l’entità di queste manifestazioni. La ricerca affannosa di approvazione guida le scelte contenutistiche della maggioranza di chi li utilizza.

Su Instagram le persone cercano di essere in un contesto prestigioso attraverso l’immagine che mette in evidenza il loro lato migliore. Su Facebook si mostrano i successi familiari o professionali.

Su LinkedIn si cerca di apparire manager o CEO di qualcosa, sia pure di una partita IVA da freelance. Nessuno vuole mostrare i lati grigi o le proprie debolezze.

Non esiste un social su cui apparire da “sfigati”, “fuori del coro”, “secchioni” considerando questi aspetti come pregi da mostrare. O, comunque, da non considerare negativi. Purtroppo, è più facile mostrarsi “bulli” piuttosto che “bravi”, “predatori” piuttosto che “romantici”.

La regola aurea di qualsiasi posizionamento passa attraverso l’essere unici, straordinari e autentici. Dove tutti mostrano la perfezione è l’imperfezione che rende autentici. Quando la maggioranza si mette in evidenzia attraverso la superficialità e l’inconsistenza, è la competenza e la cultura a rendere straordinari.

 

 

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