In Corea sono riusciti a miniaturizzare i sensori che acquisiscono la luce polarizzata, fondamento degli ologrammi, in modo da integrarli nelle fotocamere dei telefoni.

 

‎Gli ologrammi 3D, quelli che spesso si vedono nei film di fantascienza, potrebbero presto farsi strada nella nostra vita quotidiana. Fino ad ora, gli ologrammi 3D potevano essere acquisiti utilizzando una grande fotocamera apposita con un filtro polarizzatore.

Uun gruppo di ricerca coreano ha appena sviluppato una tecnologia in grado di acquisire ologrammi su dispositivi mobili, come gli smartphone.‎

‎Il Korea Institute of Science and Technology (KIST) ha recentemente annunciato che ricercatori guidati da Min-Chul Park e da Do Kyung Hwang del Center for Opto-Electronic Materials and Devices, in collaborazione con un gruppo di ricerca guidato dal Prof. Seongil Im del Dipartimento di Fisica dell’Università di Yonsei, è riuscito a sviluppare un fotodiodo che rileva la polarizzazione della luce nella regione del vicino infrarosso senza filtri di polarizzazione aggiuntivi e, quindi, la realizzazione di un sensore di immagine olografico miniaturizzato per ologrammi digitali 3D, utilizzando i materiali semiconduttori 2D: diselenuro di renio e diselenuro di tungsteno.‎

‎I fotodiodi, che convertono la luce in segnali elettrici, sono componenti essenziali all’interno dei sensori delle fotocamere digitali e degli smartphone. L’introduzione della capacità di rilevare la polarizzazione della luce nel sensore di immagine di una normale fotocamera fornisce una varietà di nuove informazioni, consentendo la memorizzazione di ologrammi 3D.

Le precedenti telecamere con rilevamento della polarizzazione tramite un filtro aggiuntivo non potevano essere implementati in dispositivi elettronici portatili perché non potevano essere integrate e miniaturizzate.‎

‎Il gruppo di ricerca ha sviluppato un fotodiodo fatto da due tipi di semiconduttore, il diselenuro di renio e il diselenuro di tungsteno, eccellente nella fotorilevazione di varie lunghezze d’onda dall’ultravioletto al vicino infrarosso.

Il gruppo di ricerca ha utilizzato il dispositivo per creare un sensore di immagine olografico digitale che acquisice la luce polarizzata per realizzare ologrammi.‎

‎Il Dr. Hwang del KIST ha dichiarato: “La ricerca sul ridimensionamento e l’integrazione dei singoli elementi è necessaria per miniaturizzare i sistemi olografici. I risultati della nostra ricerca getteranno le basi per il futuro sviluppo di sensori olografici miniaturizzati per telecamere”.

Inoltre, il Dr. Park ha osservato: “Il nuovo sensore può rilevare la luce del vicino infrarosso, così come la luce visibile precedentemente non rilevabile, aprendo nuove opportunità in vari campi come la visione notturna 3D, la guida autonoma, la biotecnologia e l’acquisizione di dati nel vicino infrarosso per l’analisi e il ripristino dei beni culturali”.‎

Crediti: KOREA INSTITUTE OF SCIENCE AND TECHNOLOGY (KIST)

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