Dar da mangiare insetti ai propri cani e gatti ridurrebbe, secondo alcuni proprietari, l’emissione di CO2.

 

Grilli, vermi della farina, mosche: ecco la dieta del futuro per cani, gatti e altri carnivori domestici che salverà il clima della Terra. Almeno, così pensano alcuni proprietari di animali domestici in Gran Bretagna, preoccupati che le emissioni di CO2 provenienti dalle attività umane, compresi gli allevamenti di bestiame e la produzione di carne, possano distruggere l’ecosistema globale.

Lo riporta il quotidiano The Guardian, in un articolo dove spiega che gli insetti non saranno solo il cibo del futuro per gli umani, ma anche per i loro cuccioli domestici.

Si stima infatti che il mecato mondiale arriverà a produrre entro dieci anni mezzo milione di tonnellate di cibo per cani e gatti dagli insetti, aumentando di cinquanta volte la quota attualmente detenuta.

‎Secondo alcuni esperti gli animali domestici possono essere nutriti con insetti, in quanto sono ricchi di proteine e contengono alti livelli di grassi, oli, minerali e vitamine.

Alcuni studi preliminari, inoltre, suggeriscono che nella produzione di insetti per alimentazione le emissioni di gas serra e l’uso del suolo e di acqua sono inferiori rispetto all’allevamento del bestiame.‎

Ecco cosa dice al quotidiano britannico Nicole Paley della Pet Food Manufacturers Association: “i prodotti a base di insetti offrono un’alternativa per i proprietari che preferiscono nutrire i loro animali domestici con una dieta che proviene da ingredienti diversi dagli animali da allevamento tradizionali.”‎

Secondo uno studio americano, la produzione di cibo per animali domestici rappresenta il 25% dell’impatto ambientale dell’industria della carne, equivalente all’emissione annua di 13 milioni di autoveicoli.

Quindi, passare dalle crocchette o dall’umido a una bella manciata di insetti preconfezonati nelle ciotole di tutti i cuccioli domestici in tutto il mondo sarebbe come bloccare il traffico in un paio di regioni italiane per un anno, a livello di riduzione di emissioni mondiali.

E poco importa se l’emissione annua di CO2 di un solo Paese asiatico – la Cina per esempio, dove gli allevamenti di polli e altri erbivori sono campi di tortura e sterminio oltre ogni crudeltà immaginabile per gli animali (leggete “Quando guardi il mondo e non lo vedi” di Zyia Tong) – è 160 volte superiore: i proprietari di animali inglesi non sentono ragioni. Bisogna combattere l’inquinamento, anche a costo di snaturare l’alimentazione che cani e felini seguono da milioni di anni.

E anche se il costo di tali alimenti è, attualmente, più del doppio rispetto a quelli tradizionali, per esempio a base di pollo.

Lo dice un sondaggio: il 47% ‎dei proprietari di animali domestici prenderebbe in considerazione l’alimentazione con insetti e l’87% degli intervistati ritiene che la sostenibilità è una considerazione importante nella scelta del cibo per animali domestici.‎ Lo afferma Solitaire Townsend, co-fondatore di Futerra, che sta lavorando con Mars Petcare per produrre Lovebug, la sua prima gamma di alimenti per animali domestici a base di insetti per gatti.

Che ha aggiunto: “i gatti non sono schizzinosi nel mangiare insetti, come alcune persone. Naturalmente, milioni di persone in tutto il mondo mangiano insetti normalmente all’interno della loro dieta. Forse nel Regno Unito può sembrare un po’ insolito, ma sono abbastanza grande da ricordare quando il sushi, e persino la pasta, erano considerati allo stesso modo”‎.

Insomma, paragonare gli spaghetti ai vermi e alle mosche non è proprio azzeccato, ma lei, vegetariana per motivi legati alla salvaguardia dell’ambiente, dice di “volere un’opzione alimentare green anche per il mio gatto e la mia coscienza”.

Ma come reagiranno appunto i gatti a questa novità culinaria? Secondo gli esperti bisogna introdurre gli alimenti a base di insetti gradualmente nella dieta degli animali, per abituarli al cambiamento e non esporli a cambiamenti improvvisi.

Tutto questo può far sorridere alcuni: pensare di ridurre le emissioni di gas serra globali nutrendo con insetti i propri animali, mentre proprio i Paesi dove si usano anche per alimentazione umana sono i responsabili della quasi totalità della produzione di tali gas – e non adottano politiche ecosostenibili -, è come voler spalare l’acqua con un cucchiaio. Ma la tendenza, negli Stati occidentali, ormai è questa: colpevolizzarsi per tutto, anche per possedere un cucciolo, che potrebbe contribuire a danneggiare il clima del pianeta. Una follia.

 

 

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)

.