Un nuovo rapporto sulla salute degli anziani durante la pandemia di Covid-19 è stato redatto in Gran Bretagna da The Physiological Society e dal Center for Aging Better.

 

Alla base del rapporto i risultati di un sondaggio YouGov che ha evidenziato riduzioni significative dei livelli di attività fisica tra gli anziani.

In sintesi, ecco i risultati del sondaggio YouGov:

  • Il 26% degli ultracinquantenni fa meno esercizio fisico rispetto a prima della pandemia. Défaillance più marcata negli over 75.
  • I motivi principali addotti dagli ultracinquantenni per fare meno attività fisica sono la mancanza di motivazione (44%) e i limiti alla socializzazione (42%). Da soli si tende a essere sedentari.

Diversi i desiderata, in base all’età, per stimolare l’attività fisica: gli strumenti per monitorare l’attività svolta sono preferiti dai 50-59enni; gruppi di attività sociali sono preferiti dai 60-74enni; le persone di età superiore ai 75 anni preferiscono la consulenza personalizzata di un operatore sanitario.

Il rapporto invita le agenzie di sanità pubblica in tutto il Regno Unito, ma anche in altri Paesi, a predisporre una strategia per fornire agli over 50 consigli e indicazioni su misura su come migliorare la salute post-pandemia.

L’obiettivo sarebbe non solo riportare gli ultracinquantenni ai livelli di attività fisica pre-pandemia, ma incoraggiare livelli di attività maggiori a lungo termine.

Un programma di resilienza post-pandemia dovrebbe includere:

  1. Un programma di attività fisica per aumentare la resilienza fisica, concentrandosi sulle persone anziane con fattori ad alto rischio come obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e sarcopenia.
  2. Un focus specifico sull’aumento dell’attività fisica delle persone di 50 anni per prevenire la fragilità futura.
  3. Opzioni di attività fisica “a casa”, comprese le piattaforme digitali e le comunità online, nonché l’utilizzo delle emittenti nazionali.
  4. Linee guida chiare sull’importanza di una dieta sana ed equilibrata.
  5. Una strategia per incorporare il cambiamento di comportamento per costruire nuove abitudini.

Il co-presidente del rapporto, Paul Greenhaff (The Physiological Society e l’Università di Nottingham, Regno Unito), ha dichiarato: “La nostra indagine mostra che oltre un quarto degli ultracinquantenni è meno attivo fisicamente rispetto a prima della pandemia. Dato il ruolo dell’attività fisica nel mantenimento della salute, questo è motivo di vera preoccupazione ed è probabile che la salute degli anziani sarà diminuita come diretta conseguenza delle restrizioni necessarie per proteggere le persone dal Covid-19. Per alcuni anziani, è probabile che una riduzione dell’attività fisica acceleri lo sviluppo della fragilità. Ciò ha conseguenze significative per la vita indipendente o dipendente dall’assistenza sanitaria”.

La co-presidente Alison Giles (ex Center for Aging Better) ha aggiunto: “È chiaro che la pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto negativo sui livelli di attività fisica degli anziani, visto anche che un’alta percentuale di anziani era già inattiva prima della pandemia. Il Covid-19 ha dimostrato la necessità di interventi di sanità pubblica per costruire una società più resiliente e più sana. Il nostro programma di resilienza post-pandemia prevede un sistema di supporto per fornire alle persone anziane consigli e indicazioni su misura sul come aumentare in sicurezza i loro livelli di attività post-pandemia. Vogliamo vedere approcci al cambiamento del comportamento basati sull’evidenza e su una varietà di attività offerte per supportare gli anziani nell’adottare una vita fisicamente attiva a lungo termine”.

 

 

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