Vaccini covid

Secondo il presidente Aifa, Palù, sarebbero 608. Ma secondo altre interpretazioni molti di meno.

 

C’è un video che in queste ore circola nella galassia no vax e non solo. Il protagonista è il presidente dell’Associazione italiana del farmaco, Giorgio Palù, che martedì scorso era in audizione in Commissione Affari Costituzionali al Senato insieme al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro.

Tanti gli argomenti toccati, dalla variante Omicron al vaccino contro il Covid, soprattutto all’introduzione della somministrazione ai bambini.

Durante il suo intervento, il professor Palù, ha spiegato che il report “da dicembre 2020 a settembre 2021, quindi da quando si sono iniziate le vaccinazioni, riporta 608 segnalazioni di esito infausto correlate ai vaccini, che vuol dire che c’è stata l’autopsia e che il medico che l’ha effettuata ha detto di non aver trovato altra causa e che può essere stato il vaccino”.

Quello che ha detto Palù è sbagliato e fuorviante. Se andiamo a recuperare il documento a cui fa riferimento il presidente dell’Aifa, disponibile sul sito dell’Agenzia, e leggiamo cosa c’è scritto scopriamo che non sono assolutamente 608 i morti correlati a vaccino contro il Covid.

Il “Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19” sintetizza i dati in possesso dell’Aifa dal 27 dicembre 2020 al 26 settembre 2021. In questo periodo di tempo, si legge a pagina 13, “608 segnalazioni gravi riportano l’esito decesso”.

Ma attenzione, parliamo di segnalazioni non accertate. Cosa succede dopo che viene effettuata una segnalazione di una possibile correlazione con il vaccino? Questa viene verificata.

È spiegato nello stesso documento, poche righe più giù: “Il 71,5% (435/608) delle segnalazioni con esito decesso presenta una valutazione del nesso di causalità con l’algoritmo dell’Oms, in base al quale il 59,5% dei casi (259/435) è non correlabile, il 30,6% (133/435) indeterminato e il 6,2% (27/435) inclassificabile per mancanza di informazioni sufficienti.

Complessivamente, 16 casi (3,7%) sui 435 valutati sono risultati correlabili (circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate), di cui 14 già descritti nei Rapporti precedenti.

Le rimanenti 2 segnalazioni si riferiscono a 2 pazienti di 76 e 80 anni con condizione di fragilità per pluripatologie, deceduti per COVID-19 dopo aver completato il ciclo vaccinale”.

 

 

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