Istituita dall’ONU nel 2001 per migliorare a livello globale le condizioni igienico-sanitarie dei bagni, insieme alle buone norme di pulizia.
Sedetevi pure comodi (anche sulla tazza del bagno): oggi è la giornata mondiale delle toilet. Non lo sapevate? Tranquilli, nemmeno io, eppure sono ben vent’anni che è stata istituita e nientemeno che dall’ONU.
Che cosa ha spinto l’Organizzazione delle Nazioni Unite, già dal lontano 2001, a proclamare una giornata mondiale per i luoghi che visitiamo quando pressati da impellenti bisogni fisiologici in bar, uffici, negozi e altri luoghi pubblici?
Il motivo principiale è l’igiene, senza il quale, come purtroppo abbiamo dolorosamente scoperto negli ultimi due anni, la diffusione di virus, germi batteri e relative malattie collegate, si propaga molto più rapidamente.
Lo scopo è stato dunque sensibilizzare sull’importanza di servizi igienici funzionali e funzionanti, ma anche adeguati a garantire i necessari standard di igiene e sicurezza ad ogni persona. L’obiettivo che si sono posti è che nel 2030 tutta la popolazione mondiale possa avere accesso a tali servizi igienici di base, sia in ambito privato che pubblico.
Come sta andando? L’obiettivo è ancora distante in molte aree del mondo e, anche se nei Paesi più avanzati la situazione è meno problematica che in altre parti, ci sono margini di miglioramento, specialmente in riferimento ai servizi igienici nei luoghi pubblici o condivisi.
Da una ricerca recente* (in 20 Paesi del mondo) si apprende che l’87% degli intervistati in Italia rifiuta di utilizzarli in quanto troppo sporchi.
Come dar loro torto: a chi non è capitato di entrare in alcuni bagni pubblici e trovare una situazione da far accapponare la pelle e fuggire immediatamente; quando si può, perché quando scappa, scappa e allora in situazioni critiche bisogna arrangiarsi con quello che c’è.
Senza essere paranoici e ossessionati come il personaggio di Furio in “Bianco rosso e Verdone”, che pretendeva che la moglie facesse i suoi bisogni all’aperto (in una piazzola di sosta in autostrada) per paura che prendesse malattie nelle toilet pubbliche, in questo contesto storico è però essenziale rispettare le più elementari norme igieniche nei contesti di condivisione, soprattutto servizi igienici.
Inoltre, emerge sempre dalla ricerca, 3 italiani su 4 non lavano neanche le mani, ma passano direttamente il gel o non asciugano le mani (62%) per mancanza di dispositivi adeguati.
Se questa è la situazione nel nostro Paese, immaginiamo come può essere in quelli non avanzati e a basso reddito. Il fatto che l’ONU si sia interessato al problema ci tranquillizza, ma sinceramente, dato che ormai ogni giono è la giornata modiale di qualcosa, istituirne una per i bagni può fare la differenza?
*Initial Global Hygiene Reset Report, Indagine demoscopica realizzata da Rentokil Initial, con il supporto di Opinion Matters, attraverso 20.000 interviste in 20 Paesi in EMEA, APAC e AMER. Per l’Italia sono state intervistate 1.000 persone – donne e uomini di età maggiore di 18 anni. Le interviste sono state condotte dal 21 giugno al 30 giugno 2021.
