Dal periodo di comporto, ai permessi, fino al lavoro agile: pazienti oncologici partecipi e informati sui loro diritti.
Dal periodo di comporto, attualmente in fase di riforma, ai permessi per le visite e gli esami strumentali fino ad arrivare agli istituti dello smart working e del lavoro agile: sono tanti i punti toccati nel corso della diretta Facebook di ieri sera sulla pagina del gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” dedicata ai diritti dei pazienti oncologici sul posto di lavoro.
Un argomento attualissimo e dibattuto, che ha coinvolto centinaia di pazienti e caregiver che hanno partecipato alla diretta, con tante domande e richieste alle quali hanno risposto in tempo reale la coordinatrice del Gruppo e Presidente di Salute Donna Onlus Annamaria Mancuso e il professor Stefano Bellomo, Ordinario di diritto del lavoro alla Sapienza Università di Roma.
Tante anche le domande che erano pervenute nei giorni scorsi sulla pagina Facebook, confermando che il tema dei diritti sul lavoro è di grande interesse per le persone che convivono con un tumore.
«Come Gruppo di 41 Associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici siamo impegnati da tempo nella tutela dei diritti dei pazienti sul posto di lavoro per garantire loro la tranquillità di potersi curare, senza la preoccupazione di essere licenziati o stigmatizzati – commenta Annamaria Mancuso – Per essere pienamente goduto da parte dei lavoratori, il diritto alla salute deve essere affiancato da un nucleo di diritti relativi alla sfera lavorativa che possano consentire al paziente di curarsi nel modo più corretto possibile. Finora la nostra attenzione si è concentrata sui temi particolarmente ‘spinosi’ del periodo di comporto, dei permessi di lavoro e del lavoro agile, sui quali vogliamo mantenere alta l’attenzione affinché ci sia una maggiore consapevolezza e condivisione sul tema lavoro/malati, nella speranza che le Istituzioni pongano sempre maggiore riguardo alla condizione dei pazienti e alle possibili soluzioni che possono agevolarli nella gestione della quotidianità con la malattia».
L’obiettivo principale della diretta Facebook è stato rendere partecipi e consapevoli i pazienti sui loro diritti, contribuendo a chiarire i loro dubbi e aggiornandoli spiegando con semplicità temi articolati come quelli che interessano la sfera legislativa.
«Questi temi rappresentano un’urgenza e una necessità di parziale ridefinizione del patrimonio di garanzia dei lavoratori, con particolare riferimento a questo gruppo sempre più ampio, perché comunque le occasioni di cura e di terapia per fortuna si incrementano e quindi consentono una coesistenza molto frequente tra attività lavorativa e percorsi primari e riabilitativi dei pazienti oncologici – ha spiegato il professor Stefano Bellomo – ad esempio il periodo di comporto ad oggi, essendo materia devoluta essenzialmente all’autonomia collettiva, è una norma molto generale del codice civile che però non lo quantifica, e viene determinato nella maggioranza dei contratti collettivi in maniera standardizzata. Le proposte di legge mirano all’obiettivo del prolungamento del periodo di comporto per malattie gravi, che possono essere quelle oncologiche o di gravità comparabile, attraverso meccanismi che dovranno però essere ben adattati e ben calibrati sulle necessità dei pazienti lavoratori. Allo stesso modo sarebbe altamente auspicabile che un intervento legislativo stabilisca e riconosca il diritto al lavoro agile per quei lavoratori le cui mansioni sono remotizzabili, e che possono trarre giovamento nel loro percorso di cura, da questa specifica modalità di svolgimento dell’attività lavorativa».
In Parlamento sono in discussione 5 disegni di legge, trasversali a tutti i gruppi parlamentari, recanti disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro (periodo di comporto) e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche e onco-ematologiche, invalidanti e croniche.
Le 5 proposte sono state presentate nei mesi scorsi da altrettanti Gruppi parlamentari afferenti all’Intergruppo Parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” che da tempo lavora con il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”.
Si è arrivati così a una stretta che porterà a un testo unico in materia su una questione fondamentale, il diritto alla tutela del posto di lavoro, attesa da milioni di uomini e donne che nel corso della loro vita hanno ricevuto una diagnosi di cancro e che la pandemia Covid-19 ha reso ancora più fragili e dipendenti dal proprio lavoro.
