La mostra collettiva dedicata alla rinascita della città dopo la pandemia. 26 – 31 ottobre 2021 / Triennale Milano.

 

 

Qual è la cicatrice che ha lasciato la pandemia e come possiamo ripartire insieme?

La pandemia ha travolto la vita di tutti noi. Ecco perché i ragazzi del Bullone, giovani affetti da patologie gravi e croniche, insieme all’artista Giuditta Gilli Ravalli, hanno deciso di mettere insieme – tutti sullo stesso piano – persone, aziende ed enti del terzo settore, in un dialogo che restituisse alla comunità un modo per guardarci con occhi nuovi, accogliere la propria cicatrice e quella degli altri e trasformare questi segni in bellezza.

Come? Attraverso l’arte e il progetto CICATRICI che, dal successo della prima edizione del 2018, si trasforma e diventa un percorso corale che dona alla città sei statue a grandezza umana. Il David di Michelangelo, la Venere di Milo e la stampa 3D, ancora una volta protagonisti, ma con una veste nuova.

 

Il primo appuntamento di questo viaggio collettivo è dal 16 al 23 ottobre 2021.

Durante questo periodo cinque piazze dell’area urbana: Piazza del Carmine, Piazza Leonardo da Vinci, Piazza Tre Torri, Piazza XXV Aprile, Largo Gemelli, accoglieranno le opere, protette da un velo, per instaurare un dialogo, animato dai ragazzi del Bullone, con il territorio.  CICATRICI Milano è una mostra collettiva. Per questo Il Bullone invita il pubblico a partecipare disegnando la propria cicatrice e a portare i bozzetti in mostra.

 

Dal 26 al 31 ottobre,  le opere si ricongiungeranno nell’Atrio della Triennale di Milano, dove verranno finalmente svelate. La settimana espositiva sarà animata ogni giorno da un evento realizzato in collaborazione con i partner del progetto.  Tutte le informazioni e l’intero programma della mostra, in continuo aggiornamento, saranno consultabili sul sito del progetto: www.cicatricimilano.com

Janssen è accanto ai B.Liver, i ragazzi del Bullone, nel progetto CICATR/CI sin dalla sua ideazione, nel 2018.

Nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia, sono tante le sfide affrontate insieme e le iniziative realizzate: le mostre a Milano e Catania, la tappa internazionale ad Amsterdam, promossa in occasione di un incontro del top management dell’area EMEA Janssen, l’esposizione virtuale nel 2020.

Attraverso una rivisitazione delle icone della bellezza classica, la Venere di Milo e il David di Michelangelo, i B.Liver hanno messo “in mostra” le proprie cicatrici, invitando tutti a riflettere sulla fragilità della vita e a non aver paura di mostrarsi per quello che si è ma, al contrario, a raccontarsi e a trasformare le proprie vulnerabilità in un punto di forza.

Lo scorso anno, la pandemia da Covid-19 ha profondamente scosso le nostre vite, lasciando in ciascuno di noi delle cicatrici profonde ma, allo stesso tempo, ci ha fatto aprire gli occhi, facendoci riflettere sul valore della salute.

Come azienda farmaceutica, Janssen è stata sempre in prima linea e si è mossa su più fronti per contribuire a contrastare la pandemia: dal lavoro ininterrotto dei reparti produttivi per far sì che ai pazienti non mancassero i farmaci in tutte le aree terapeutiche, all’impegno nella ricerca di un vaccino contro il Covid-19, ai servizi innovativi offerti per continuare a essere sempre vicini alla comunità.

Quest’anno Janssen rinnova il proprio impegno a fianco del Bullone in questa nuova edizione del progetto “CICATR/CI Milano. L’arte di ripartire” e lo fa coinvolgendo anche i propri dipendenti, per far sì che anche loro – impegnati in prima linea nella lotta al Covid – possano raccontare e condividere il proprio vissuto, le proprie emozioni e esperienze e, come i giovani B.Liver, possano essere in grado di mostrare le proprie ferite e renderle un motore di trasformazione per il futuro.

La sfida di Janssen è infatti quella di proteggere i pazienti e contribuire a costruire una società migliore, dove si possa fare tesoro dell’esperienza della pandemia e le cicatrici possano diventare per tutti simbolo della ripartenza.