Intervista ad Angelo Cagnacci, Presidente Società Italiana di Menopausa – SIM.

 

 

Perché è importante l’attenzione ad una fase di vita particolarmente fragile per la donna come quella della menopausa?

Il periodo dopo la menopausa è molto lungo nella vita di una donna che prima di questa fase è protetta grazie agli ormoni estrogeni da una serie di patologie ed invecchia meno dell’uomo. Con la menopausa si verifica un’accelerazione di tutti i processi di invecchiamento, compaiono diversi sintomi molto fastidiosi e fanno la loro comparsa alcune patologie (osteoporosi, malattie cardiovascolari, malattie degenerative a livello del sistema nervoso centrale).

Quindi, è fondamentale seguire e curare la donna in questo periodo di transizione e cercare di ritardare i processi di invecchiamento. La figura centrale di riferimento in questa fase è il ginecologo che conosce la vita riproduttiva della sua paziente, anche se in realtà ci dovrebbe essere una combinazione di figure mediche, per esempio il medico di famiglia.

Per affrontare al meglio questo periodo particolarmente delicato in cui la donna diventa più fragile, si dovrebbe in primo luogo sfatare il mito che gli ormoni fanno male alla salute, perché se così fosse la donna non sarebbe protetta dalle malattie nei 40 anni che precedono la menopausa. Mentre noi sappiamo che basse dosi di ormoni in menopausa hanno molti effetti benefici sia sui sintomi sia sul benessere generale della donna. L’altro problema è che le donne nella fase di transizione hanno una serie di disturbi, a volte molto importanti che condizionano la qualità di vita.

Oggi sappiamo che le donne con maggiore sintomatologia svilupperanno con più frequenza osteoporosi, malattie cardiovascolari, demenza. Queste sono le donne più sensibili alle quali dobbiamo prestare una particolare attenzione anche per far cessare quell’atteggiamento di rassegnazione che porta la donna a sopportare il malessere.

È proprio in questa fase che si costruiscono i mattoncini per poi sviluppare patologie croniche come infarto, ictus, fratture da fragilità ossea, quindi trattare questi disturbi è molto importante. La transizione tra la vita fertile e la menopausa dura in media 4-5 anni ma in molte donne i sintomi che accompagnano questa fase possono durare anche più a lungo.

Gli strumenti per aiutare la donna ad affrontare al meglio questo lungo periodo ci sono e di diverso tipo, ma la terapia ideale è un basso dosaggio di terapia ormonale sostitutiva per un ragionevole numero di anni, almeno 5 riducendo gradualmente il dosaggio e valutando annualmente la donna. Se pensiamo che l’età media della menopausa è 49-50 anni e l’aspettativa di vita della donna è in media di 84-85 anni, cercare di prevenire le malattie in questi trent’anni è fondamentale.

 

Come si può accrescere la conoscenza e la consapevolezza tra la popolazione femminile?

L’informazione e la comunicazione sono molto importanti per arrivare alle donne giovani e meno giovani con messaggi e notizie chiare e validate. Noi medici tendiamo troppo spesso a parlare all’interno del consesso scientifico, mentre dovremmo aprirci ad un dialogo con la popolazione femminile anche attraverso il web che al momento è lo strumento più potente per fare informazione.

Ma anche campagne di sensibilizzazione, congressi, eventi, conferenze aperti al pubblico femminile possono essere un valido mezzo per diffondere conoscenza su queste tematiche e rendere le donne più consapevoli riguardo alla loro salute riproduttiva e alla menopausa.