Una nuova analisi sui resti di alcuni individui di sesso opposto ha rivelato differenze nell’alimentazione a seconda del genere.

 

 

Nell’antica Roma le donne mangiavano più carne, uova e latticini e gli uomini più pesce e cereali. Almeno nella città di Ercolano, sepolta nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Èquanto emerge da un’analisi condotta sui resti di 17 adulti, 11 uomini e 6 donne morti durante il tragico evento, da Silvia Soncin, acheologa dell’Università di York e colleghi.

I ricercatori hanno determinato i valori isotopici stabili degli amminoacidi dal collagene osseo nei rest e da questi sono risaliti ai cibi assunti dagli individui. La tecnica di analisi degli isotopi che hanno utilizzato ha permesso loro di ricostruire le diete dei cittadini con dettaglio senza precedenti e potrebbe trasformare la ricerca sulle diete preistoriche.

Le fonti storiche non trattano di queste differenze dietetiche, ma solo di divario di alimentazione tra le varie classi sociali, peraltro non supportate da dati scientifici.

Per colmare questa lacuna i ricercatori hanno ricostruito le diete degli abitanti morti a Ercolano quando il Vesuvio ha eruttato. Trovando un divario di genere nel consumo di proteine di origine marina, 1,6 volte più elevato negli uomini.

Non si conosce ovviamente il motivo di questa differenza, forse legata al tipo di professione esercitata da ciascun individuo.

Gli archeologi hanno anche stimato che la popolazione di Ercolano mangiava considerevolmente più proteine provenienti da pesci e frutti di mare rispetto alle popolazioni mediterranee a metà e alla fine del 20.‎‎esimo‎‎ secolo.‎

 

 

Immagine: Luciano Fattore, Sapienza Università di Roma