Sperimentata sui maiali è in grado di far rigenerare i tessuti danneggiati durante l’infarto dalle cellule del cuore a tre mesi dalla somministrazione.

 

Per ora è stata provata solo su cavie animali, ma i risultati sono incoraggianti e fanno sperare che futuri sviluppi possano applicarla anche all’uomo, mitigando così una delle principali cause dell’arresto cardiaco.

Si tratta di una terapia genica sperimentata da ricercatori americani che ne hanno pubblicato gli esisti sull’ultimo numero della rivista Science Translational Medicine.

Gli effetti di un infarto sono sempre devastanti, con la moria di numerose cellule dei tessuti cardiaci, che quindi peggiorano le funzionalità del cuore lo predispongono a ulteriori danni futuri.

Molte cellule, dopo questo evento, perdono la loro capacità di rigenerare tessuti e portano a un declino nei ventricoli secondo gli scienziati.

I ricercatori americani hanno messo a punto una terapia che inverte tale declino, restituendo alle cellule la capacità di forgiare tessuti rigenerandoli e riparandoli.

Tramite vettori virali hanno introdotto nell’organismo dei maiali corti pezzi di RNA con la funzione di sopprimere la via di segnalazione SWH, che controlla la proliferazione e la morte cellulare, ma riduce anche la capacità delle cellule cardiache di rinnovarsi. La SWH infatti regola le dimensioni degli organi negli animali, compreso il cuore.

Dopo tre mesi hanno confrontato le cellule dei maiali trattati con terapia genica con quelle degli animali ai quali era stato iniettato un placebo e hanno trovato significativi miglioramenti: cicatrici post infarto più piccole, maggiore divisione cellulare e un più 14% nelle funzioni del ventricolo destro.

E inoltre nessun segno di effetti avversi o comparsa di tumori. Tanto basta per promuovere la terapia allo stadio successivo, che è quello della applicazione sulle cellule umane.

 

Immagine: Science

 

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