Può produrre un campo magnetico quasi trecentomila volte più potente di quello terrestre e sarà utilizzato in esperimenti per la fusione nucleare.

 

Se il campo magnetico terrestre è in grado di far girare l’ago della vostra bussola, immaginate cosa può fare una calamita 280.000 volte più potente.

Sollevare un aeroplano di centomila tonnellate, letteralmente. È questa la forza che è in grado di sprigionare il magnete più grande del mondo, alto 18 metri e largo 14.

Sta per essere spedito dagli Stati Uniti in Francia, dove sarà il “cuore” di ITER, un reattore a fusione alla cui sperimentazione collaborano centri di ricerca di 35 Paesi.

La fusione nucleare è la cosiddetta “energia pulita”: a differenza della fissione (quella che alimenta le centrali nucleari attualmente in uso) non produce scarti radioattivi e si basa appunto sulla fusione dell’idrogeno.

Ma per unire due nuclei di idrogeno sono necessarie energie – e soprattutto temperature – immani, che fonderebbero qualsiasi materiale disponibile. La soluzione può essere quindi di “confinare” il materiale da fondere in un campo magnetico che lo isoli dall’esterno.

Ecco quindi che entra in gioco il super magnete, in grado di sprigionare la forza necessaria per “costruire” pareti magnetiche dove confinare il materiale da fondere.

 

Immagine: ITER

 

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