Compromissione dell’udito, gravi disturbi gastrointestinali e coaguli di sangue che causano cancrena: finora non erano stati comunemente osservati nei pazienti Covid.

 

Oltre che più contagiosa, la variante indiana recentemente rinominata “Delta” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe comportare un maggiore rischio di ricovero in ospedale.

Alle valutazioni preliminari della Public Health England (PHE), l’agenzia del Dipartimento della Sanità britannico, che ha indicato un maggiore gravità dell’infezione sulla base dei dati relativi alle ospedalizzazioni in Inghilterra e Scozia, si aggiungono le nuove osservazioni dei medici che in India stanno gestendo la devastante ondata di Covid-19 sostenuta dalla nuova variante.

In particolare, alcuni sintomi che finora non erano stati comunemente osservati nei pazienti Covid, potrebbero essere collegati alla variante Delta, tra cui compromissione dell’udito, gravi disturbi gastrointestinali e coaguli di sangue che causano cancrena.

“Abbiamo bisogno di più ricerca scientifica per analizzare se queste nuove manifestazioni cliniche siano associate o meno alla variante – ha affermato a Bloomberg Abdul Ghafur, specialista in Malattie infettive presso l’Apollo Hospital di Chennai, la più grande città del Sud dell’India, spiegando di avere un alto numero di pazienti colpiti da diarrea rispetto all’ondata iniziale –. L’anno scorso, pensavamo di aver appreso tutto del nostro nuovo nemico, e invece è cambiato. Questo virus è diventato così imprevedibile”.

Secondo i medici indiani, tra i sintomi osservati nei pazienti contagiati dalla variante Delta, ci sono mal di stomaco, nausea, perdita dell’appetito, perdita dell’udito, dolori articolari e, in alcuni casi, all’infezione fa seguito lo sviluppo di micro-trombi (o piccoli coaguli di sangue) tanto gravi da causare la morte dei tessuti colpiti e determinare la cancrena, ha aggiunto Ganesh Manudhane, un cardiologo di Mumbai che, negli ultimi due mesi, ha curato otto pazienti Covid per complicanze trombotiche al Seven Hills Hospital, di cui due hanno richiesto l’amputazione delle dita di una mano o di un piede.

“Ho osservato dai tre ai quattro casi in tutto lo scorso anno, e ora invece, abbiamo un paziente a settimana” ha detto Manudhane. Dietro alla maggiore frequenza di queste rare complicanze potrebbe esserci l’aumento dei casi di infezione nel Paese, tuttavia Manudhane ha spiegato di essere “sconcertato” dalla ricorrenza di coaguli di sangue nei pazienti di tutte le fasce d’età e senza precedenti di problemi legati alla coagulazione. “Sospettiamo – ha ammesso – che possa essere dovuto alla nuova variante del virus”.

I medici stanno anche riscontrando la formazione di coaguli nei vasi sanguigni che irrorano l’intestino e che, come unico sintomo, potrebbero causare dolori addominali. Alcuni pazienti, inoltre, stanno richiedendo cure mediche per la perdita dell’udito, gonfiore intorno al collo e grave tonsillite, ha precisato Hetal Marfatia, chirurgo otorinolaringoiatra presso il King Edward Memorial Hospital di Mumbai. “Ogni persona mostra sintomi diversi nella seconda ondata”, ha affermato lo specialista.

Queste manifestazioni insolite dell’infezione sono ancora in fase di studio, e i medici stanno raccogliendo dati per comprendere il motivo per cui alcuni pazienti mostrano questi segni clinici e altri no. “Nel frattempo, è importante prenderne atto ed essere consapevoli di possibili manifestazioni atipiche” ha commentato Raina MacIntyre, docente di biosicurezza globale presso l’Università del New South Wales a Sidney, in Australia.

Ad oggi, l’India ha registrato 18,6 milioni di casi di Covid-19 nel 2021 rispetto ai 10,3 milioni dello scorso anno, e gli esperti ritengono che “la causa principale” sia la diffusione della variante Delta che si stima possa essere del 50% più contagiosa del ceppo Alpha (ex inglese) emerso inizialmente nel Regno Unito. Con l’aumento della trasmissione, si sta registrando anche una crescita dei casi di mucormicosi, una rara infezione fungina opportunistica, le cui infezioni sfiorano quasi le 9mila nei pazienti Covid.

 

 

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