I nuovi casi degli ultimi 14 giorni sono aumentati del 118% rispetto a quelli dei 14 giorni precedenti, facendo raddoppiare il numero delle persone costrette al ricovero in ospedale.

 

Dopo aver superato le fasi più dure della pandemia di Coronavirus soprattutto grazie alla massiccia campagna vaccinale, il Regno Unito sta affrontando una nuova ondata di contagi a causa della diffusione della variante Delta, individuata per la prima volta in India e che ha preso rapidamente piede nel Paese.

Variante Delta che ha convinto le autorità a rimandare al 19 luglio la cancellazione di tutte le restrizioni sociali inizialmente prevista per il 21 giugno. “I contagi stanno salendo – ha detto Adam Finn, membro del Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione e consulente del governo, al programma Today di Radio 4 -: possiamo sperare che non aumenteranno più velocemente di adesso, ma stanno salendo: la terza ondata è in corso”. La variante Delta, comparsa in India nell’ottobre 2020 e presente in un centinaio di Paesi, è diventata una sorvegliata speciale dell’Oms.

I nuovi casi registrati negli ultimi giorni sono aumentati del 33,4% rispetto a quelli dei 7 giorni precedenti, ma il ritmo sembra essere calato dall’inizio dei primi focolai nell’ultima settimana di maggio. I nuovi casi degli ultimi 14 giorni però sono aumentati del 118% rispetto a quelli dei 14 giorni precedenti, facendo raddoppiare il numero delle persone costrette al ricovero in ospedale. La variante Delta appare più trasmissibile di quella identificata nel Regno Unito (e ora prevalente in Europa) di circa il 60% (alcuni studi fanno salire il dato al 97%).

C’è inoltre un problema con i vaccini anti-Covid, dato che l’efficacia di una sola dose di vaccino è diminuita con questa variante, ma servono entrambe le dosi per fornire una protezione elevata. Oltre a ritardare il “Freedom day” e accelerare ancora con i vaccini, il governo di Boris Johnson sta promuovendo dei test a tappeto nei territori più colpiti da questa variante, sequenziando una grossa parte dei tamponi processati.

È emerso che la variante indiana rappresenta ormai il 90% dei nuovi casi rilevati, tanto che altri Paesi hanno adottato delle misure per chi arriva dal Regno Unito, Italia compresa. Il nostro ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti firmato un’ordinanza che prevede il divieto di ingresso per chi arriva da India, Bangladesh e Sri Lanka e la quarantena di 5 giorni con obbligo di tampone per chi proviene dalla Gran Bretagna.

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha parlato della variante Delta (o indiana) del Covid che sembra dare sintomi leggermente diversi rispetto al ceppo originale: “Di più a carico dell’apparato respiratorio superiore come mal di gola, naso che cola e mal di testa e raramente anosmia. Ma non si sa se in termini di ospedalizzazione comporti un rischio maggiore”.

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro ha parlato dei focolai di varianti segnalati lungo lo stivale, anche da variante Delta, inizialmente individuata in India e che per esempio nel Regno Unito è diventata prevalente, che possono eludere i vaccini.

“Questi focolai devono essere monitorati con attenzione e ciò implica anche una grande attenzione nel tracciamento e nel sequenziamento. Individuazione, tracciamento e vaccinazione sono gli elementi che ci consentono di affrontare la situazione epidemica”, ha spiegato Brusaferro.

In merito all’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Delta, Rezza ha spiegato che sono necessarie le due dosi. “Si è visto che la parziale evasione dai vaccini della variante Delta fa si che la dose unica possa non coprirla. Quindi in Gran Bretagna si stanno velocizzando le seconde dosi, noi invece abbiamo sempre adottato un regime a doppia dose e questo dovrebbe proteggere di più la popolazione. Per ora, dunque, la situazione epidemiologica nel nostro Paese è più favorevole”.

Secondo le stime inglesi, la variante indiana ha mostrato una trasmissibilità maggiore del 60% rispetto a quella inglese che a sua volta era del 60% più trasmissibile rispetto al virus originale Wuhan. Questo ha portato nel Regno Unito a un numero di casi Covid superiore a 10.000 al giorno. “È vero che gran parte della popolazione inglese è stata vaccinata in fretta con una dose singola e si è visto che questa parziale evasione immune che può dare questa variante fa sì che la dose unica possa non coprire. È il motivo per cui gli inglesi si sono affrettati adesso a completare il ciclo vaccinale delle persone vaccinate con singola dose. Schema che noi in Italia non abbiamo mai abbandonato, pur allungando gli intervalli fra prima e seconda dose”, ha detto ancora Rezza.

 

 

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