Astronomi olandesi gettano luce sull’ancora misteriosa genesi della nube di Oort, fucina di comete al limite del Sistema Solare.

 

Tutto il nostro sistema Solare è circondato da un “guscio” di frammenti rocciosi che si trova molto lontano, a circa tremila volte la distanza Terra-Sole; la luce impiega 17 giorni per arrivare fino lì.

Naturalmente questa nube è impossibile da vedere, dato che a quella distanza la luce riflessa del Sole è pressoché inesistente, ma nel 1951 l’astronomo olandese Jan Hendrik Oort ne ipotizzo l’esistenza per spiegare il moto delle comete di lungo e breve periodo.

E si ritiene che nella nube ci siano oltre cento miliardi di nuclei cometari. Magari anche quello che in un futuro lontano potrebbe arrivare dritto dritto in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Proprio un team di astronomi olandesi ha cercato di indagare, almeno nei primi cento milioni di anni, la nascita della Nube di Oort, di cui non sappiamo praticamente nulla finora. Un compito arduo, perché le simulazioni effettuate hanno dovuto tenere conto dei miliardi di oggetti presenti.

Il risultato ha confermato che è un residuo del disco protoplanetario da cui si sono formati i pianeti 4,6 miliardi di anni fa, ma con delle sorprese. Le comete infatti, secondo la ricerca del team, provengono da due differenti posti dell’universo.

Una parte di oggetti rocciosi è stata scagliata dai pianeti verso la nube, anche se una parte di essi è rimasta ancora della fascia di asteroidi tra Marte e Giove. Ma i restanti nuclei cometari arrivano invece da altre stelle.

Il Sole infatti si è formato in una nube di gas insieme a migliaia di altri astri e prima di essere espulso da questa nursery ha catturato pezzi di materia da sistemi planetari vicini di altre stelle.  Che sono finiti nella nube, dato che è la parte più esterna del sistema. Quindi potremmo avere comete che non sono autoctone, ma di origine interstellare.

Gli autori concludono: “ la formazione della nube di Oort, stimata più recente rispetto a studi precedenti, è come una ‘cospirazione cosmica’ dove Sole, stelle e Via Lattea hanno contribuito nella propria misura: sarebbe impossibile definire la sua genesi senza tener conto del contributo di ciascuno di questi attori”.

 

 

 

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