A livello globale le chiusure forzate hanno avuto l’effetto di far calare le emissioni inquinanti e di conseguenza le morti per malattie ad esse correlate.

 

Uno studio pubblicato su Science Advance ha analizzato l’impatto dei lockdown nel mondo imposti per la pandemia nell’ultimo anno e mezzo sulla qualità dell’aria.

Sono stati analizzati i dati satellitari e di stazioni a terra in 36 nazioni in tre continenti e i risultati hanno mostrato una notevole riduzione delle concentrazioni di diossido d’azoto, gas prodotto direttamente dai motori delle automobili a combustione interna e dalle centrali termoelettriche a carbone.

Il blocco di molte attività produttive e della circolazione ha quindi fatto diminuire questo inquinante, rendendo l’aria più pulita, cosa che gli studiosi hanno tradotto in 32.000 morti premature evitate a livello mondiale.

Tuttavia per altri inquinanti, come il particolato fine PM2.5, che si forma da reazioni secondarie e dipende molto dall’atmosfera locale, non si è registrato un pari calo. In conclusione gli autori affermano che i lockdown hanno esercitato un effetto limitato sulla qualità dell’aria globale, anche se in alcune regioni dell’Asia orientale la situazione è invece migliorata molto.

 

 

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