Vaccini covid

 

Ma Macron precisa: “Falso sostenere che brevetti vaccini siano priorità. Stati Uniti e Gran Bretagna si tengono il 100% della produzione domestica; serve che rimuovano il blocco dell’export”.

 

Rimozione della protezione dei brevetti sui vaccini anti-Covid, per rispondere alle esigenze di immunizzazione globale. Ma anche il problema della capacità produttiva, poiché la sola deroga sulla proprietà intellettuale potrebbe non risolvere il problema. Non solo. Rimuovere anche il blocco alle esportazioni da parte dei Paesi produttori, che al momento sono per lo più anglosassoni.

Il punto è quello di accelerare una più equa distribuzione dei vaccini e dare sostanza a quelle che finora sono state solo dichiarazioni di principio. Se ne è discusso nel vertice europeo di Porto, ma fondamentali saranno i tempi per provare a conquistare un vantaggio e, soprattutto, evitare che chi è già stato vaccinato finisca per essere nuovamente in pericolo. La prospettiva è già quella di terze dosi o richiami “aggiornati” in grado di affrontare le varianti che, senza una svolta globale, rischiano di rappresentare solo una temporanea via di uscita dalla pandemia.

USA e Ue d’accordo. Von der Leyen: “Pronti alla sospensione dei brevetti”.  L’appello del premier Draghi alle case farmaceutiche: “Milioni di persone muoiono senza vaccino. Siamo di fronte a un evento unico: milioni di persone, che non sono in condizione di acquistare i vaccini, stanno morendo. Sospendere brevetti ed evitare i blocchi delle esportazioni dei Paesi produttori. I vaccini sono un bene comune”. Il Papa: “Sospendere brevetti, accesso per tutti”. Ma il presidente della Francia, Macron, precisa: “Falso sostenere che brevetti vaccini siano priorità. Stati Uniti e Gran Bretagna si tengono il 100% della produzione domestica; serve che gli anglosassoni rimuovano il blocco dell’export”.

I Paesi dove la pandemia di Covid è fuori controllo sono un problema per il mondo intero. Maggiore è la circolazione virale, infatti, più è probabile che emergano mutazioni e varianti in grado di trasmettersi in maniera più efficiente e di eludere la protezione conferita dagli attuali vaccini. La prospettiva è già quella di terze dosi o richiami “aggiornati” che, senza una svolta globale, rischiano di rappresentare solo una temporanea via di uscita. I virus non rispettano i confini.

E più circolano, più è probabile che emergano mutazioni e varianti. Principi che dovremmo ormai aver capito, osservando quanto accaduto in oltre un anno di pandemia. Eppure, il contagio continua a correre nel mondo, con milioni di persone infettate dal coronavirus e il rischio che ogni giorno sorgano mutazioni potenzialmente in grado di trasmettersi in maniera più efficiente e di eludere la risposta immunitaria determinata da precedenti infezioni o alla vaccinazione anti-Covid.

 

Il problema delle varianti

Un grave problema, specialmente ora che continua ad allargarsi la forbice tra gli Stati che espandono i propri programmi di immunizzazione e quelli che restano più indietro. Paesi come Brasile ed India stanno già combattendo contro varianti più pericolose, con numeri di contagi fuori controllo in un campo di gioco perfetto perché emergano nuove mutazioni in grado di negare i benefici degli attuali vaccini. Senza contare il pesante bilancio dei decessi, in una catastrofe umanitaria che ha portato a sospendere le sepolture per mancanza di spazio, trasformando le strade in forni crematori a cielo aperto.

La priorità immediata dovrebbe essere quella di salvare la vita di chi è già malato. E il nostro interesse quello di garantire che tutti, in tutto il mondo, abbiano rapidamente accesso ai vaccini. Passaggio cruciale per frenare la malattia e ridurre il numero di contagi.

È dunque chiaro che una pandemia globale necessita di una risposta globale. Anche una sola epidemia localizzata ha già dato prova di potersi diffondere ben oltre le frontiere dei singoli focolai, innescando nuove devastanti ondate che inevitabilmente rischiano di far emergere ulteriori nuovi ceppi.

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)