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L’Agenzia Spaziale Europea dopo 11 anni torna a reclutare i futuri esploratori dello Spazio, con nuovi criteri meno restrittivi e una maggiore attenzione all’inclusività.

 

L’Agenzia Spaziale Europea ha aperto le candidature per la selezione della nuova classe di astronauti, a cui si potrà accedere fino al 28 maggio 2021, unicamente tramite il sito dedicato Your Way To Space. La possibilità di inviare la domanda è aperta a tutti, senza alcuna discriminazione, ma l’ESA incoraggia fortemente le donne a candidarsi, con l’obiettivo di ridurre il gender gap nel corpo astronauti europeo, visto che nell’ultima selezione le donne che avevano fatto richiesta erano solo il 16% dei candidati – e tra di esse fu scelta Samantha Cristoforetti – mentre la presenza femminile totale nell’ente europeo raggiunge solo il 28%.

Ed è stata proprio l’astronauta italiana, nella conferenza stampa che ha annunciato il reclutamento, ad esortare tutti coloro che sognano di esplorare lo spazio: “Se avete i requisiti minimi, candidatevi e basta, non autogiudicatevi, non rinunciate a priori magari per paura di fallire. Sarete in migliaia, è vero, e la stragrande maggioranza non verrà selezionata, quindi è comunque un posto piuttosto ‘confortevole’ dove tentare, perché in caso di risposta negativa, non sarete gli unici. Ma datevi una possibilità, lasciate che sia l’Agenzia a scegliere. E vedrete che imparerete anche tanto di voi stessi lungo il percorso.” 

Si apre così una nuova era dell’esplorazione spaziale, anche grazie all’accelerazione impressa dai privati (basti pensare alla Space X di Elon Musk) e agli importanti progressi in ambito tecnologico, che stanno rendendo lo spazio sempre più “vicino “ e  più facilmente  raggiungibile, e ciò si riflette anche in questa nuova campagna di reclutamento ESA, che giunge dopo 11 anni dall’ultima selezione europea, con dei requisiti meno restrittivi e più abbordabili: “Per andare più lontano di dove siamo andati prima, dobbiamo guardare più in là di quanto abbiamo fatto prima”, ha spiegato Jan Wörner, già Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea, e anche Luca Parmitano ha voluto sottolineare come questa campagna riesca finalmente a dimostrare che “gli astronauti non sono super eroi, sono uomini e donne ordinari che si impegnano in un lavoro straordinario”.

 

 

“Uomini e donne ordinari per un lavoro straordinario “ – I Requisiti Minimi per candidarsi

Per poter inviare la candidatura è necessario  innanzitutto essere cittadini di uno Stato membro dell’ESA o uno Stato associato, e poi  avere almeno 3 anni di esperienza lavorativa, con responsabilità crescenti, nello stesso settore in cui si è conseguita una laurea di secondo livello o titolo superiore in materie STEM (Scienze Naturali, Medicina, Ingegneria, Medicina, Scienze Informatiche). È accettato anche come titolo un brevetto di pilota di voli sperimentali. Occorre inoltre essere fluenti in inglese e avere una buona conoscenza in un’altra lingua straniera, e qualsiasi ulteriore lingua conosciuta è considerata un vantaggio.

Non è necessario essere in possesso al momento della candidatura di una licenza di pilota privato ma bisogna presentare un certificato medico di classe 2 rilasciato da un ente accreditato o dall’aviazione che attesti l’idoneità fisica ad ottenere tale licenza.

Non c’è un limite minimo di età ma il limite massimo è invece definito a 50 anni, data la necessità di addestrare astronauti in grado di compiere un minimo di due missioni nello spazio.

Altri requisiti richiesti sono di natura più psicologica e comportamentale, come una forte motivazione, la disponibilità a effettuare viaggi lunghi e frequenti che comportino lunghe assenze da casa, la capacità di gestire lo stress e il lavoro duro oltre gli orari di ufficio, poi la predisposizione e il rigore nell’eseguire esperimenti sociali e di scienze della vita.

 

Una nuova era dell’esplorazione spaziale europea

I nomi delle nuove reclute saranno annunciati alla fine delle sei fasi di selezione, a ottobre del 2022: quattro o sei di loro saranno considerati membri effettivi, mentre le altre (fino a 20) entreranno a far parte delle riserve, incluse una o due persone con determinate disabilità fisiche che aiuteranno l’ESA nel progetto di fattibilità sui “Parastronauti”, la vera grande novità di questa selezione.

Tutti loro saranno addestrati e lavoreranno fianco a fianco con l’attuale classe di astronauti ESA – di cui fanno parte i due italiani Cristoforetti e Parmitano – che sarà impegnata nei prossimi anni non solo in nuove missioni sulla ISS ma anche sul “Lunar Gateway”, la stazione spaziale lunare in fase di progettazione. È previsto, infatti, che tre astronauti europei si uniranno alla “generazione Artemis”, i 18 colleghi della NASA che torneranno per primi sulla Luna.

 

Il “Progetto Parastronauti”, studio di fattibilità per gli astronauti con disabilità fisiche

Con il lancio del Parastronaut Feasibility Project, l’ESA è la prima agenzia spaziale al mondo ad iniziare un programma per reclutare uno/due astronauti con disabilità motorie, con l’obiettivo di studiare la possibilità di inviarli in futuro sulla Stazione Spaziale Internazionale, non come “turisti spaziali”, bensì come scienziati impegnati a tutti gli effetti in missioni utili e sicure, esattamente come i colleghi normo-dotati.

Per comprendere il tipo di disabilità compatibile con questo scopo, l’Agenzia spaziale Europea si è rivolta al Comitato Paralimpico Internazionale, e ha dunque incluso nella selezione candidati e candidate con un deficit agli arti inferiori, nella zona inferiore al ginocchio; una lunghezza delle gambe diversa; una statura inferiore a 130 cm. “Rappresentare tutte le parti della nostra società è una preoccupazione che prendiamo molto sul serio, la diversità all’ESA non dovrebbe riguardare solo l’origine, l’età, il background o il sesso dei nostri astronauti, ma forse anche disabilità fisiche. È arrivato il momento di fare questo passo avanti”, ha dichiarato David Parker, Direttore dell’Esplorazione umana e robotica dell’ESA, spiegando che gli astronauti selezionati in questo progetto entreranno a far parte delle riserve agli astronauti regolari, e contemporaneamente aiuteranno l’Agenzia a capire come adattare per loro l’attuale hardware spaziale.

Anche i requisiti per la candidatura sono gli stessi della selezione generale, poiché i parastronauti devono dimostrarsi psicologicamente, cognitivamente, tecnicamente e professionalmente qualificati per il ruolo, a prescindere dalla disabilità fisica.

 

 

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